L’arte del donare per l’arte

Ho conosciuto Alessandro Moreschini in occasione della donazione di parte del patrimonio librario della Libreria Il Leonardo Libreria delle Arti, alla Biblioteca delle Arti, Sezione di Arti Visive “I. B. Supino” di Unibo. Alessandro, dopo la maturità all’Istituto Statale d’Arte, ha continuato gli studi laureandosi al Dams con una tesi in Storia dell’arte contemporanea. Poi, negli anni a seguire, ha ottenuto riconoscimenti come artista visivo tanto a livello nazionale che internazionale, con importanti mostre e le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Ho trovato significativo e di interesse per la comunità Unibo che Alessandro abbia voluto collaborare alla donazione per la Biblioteca di Arti Visive, molti anni dopo aver concluso gli studi universitari. Ho pensato pertanto di sottoporgli le domande che seguono per capirne motivazioni e interessi, seguendo nel contempo le tracce di un percorso artistico personale che passa per l’Alma Mater Studiorum.  

Il Leonardo Libreria delle Arti, Bologna
Il Leonardo Libreria delle Arti, Bologna             

Mi racconta come è nata l’idea della donazione alla Biblioteca di Arti Visive?  

«Nell’ottobre del 2022, è deceduto improvvisamente Fabio Paltrinieri, titolare della Libreria Il Leonardo. Negli anni ‘90, da universitario, lavorai per alcuni anni presso la Libreria che già rappresentava un luogo di grande interesse, quanto e come la stessa Biblioteca di Arti Visive. In entrambi i luoghi ho avuto modo di conoscere persone e creare sodalizi importanti come quello con Aroldo Greco, erede della Libreria. Successivamente insieme decidemmo che avremmo dovuto mantenere viva la memoria di Fabio, e con questo obiettivo proponemmo la donazione ad Unibo. Contattammo perciò il professor Daniele Benati che dimostrò interesse per la nostra proposta ottenendo poi accoglimento nel 2023, quando 908 volumi selezionati dalla dott.ssa Caterina Cossetto e dagli altri colleghi della biblioteca, vennero prelevati per costituire la donazione ad oggi già disponibile a scaffale per studenti e ricercatori della Biblioteca». 

Questa sua disponibilità a collaborare alla donazione mi fa presumere che Unibo sia stata importante per il suo percorso come artista: è così?

«Confermo, ho sempre trovato molto più attrattive la multidisciplinarietà del Dams e la ricchezza storico-artistica dei volumi e testi della Biblioteca di Arti Visive, perciò pur avendo da sempre la vocazione d’artista non ho scelto l’Accademia di Belle Arti. Al di là della frequentazione necessaria per sostenere gli esami e laurearmi, la Biblioteca ha rappresentato un luogo che ho sempre vissuto in modo libero e personale, approfondendo i miei interessi nell’ambito dell’arte di ogni periodo storico. Ho avuto modo di conoscere e creare un sodalizio duraturo come artista con Renato Barilli, professore emerito di Unibo, dal quale venni invitato a presentare la mia opera in Officina Italia alla GAM di Bologna nel 1997 e più recentemente, nel 2015, alla mostra Bologna dopo Morandi 1945-2015 a Palazzo Fava sempre a Bologna. Ho avuto poi modo di conoscere Pasquale Fameli, attualmente ricercatore presso il Dipartimento delle Arti, il quale ha pubblicato, nel 2021, Arte a Bologna nel secondo Novecento. L’invenzione infinita, nel quale, tra gli altri, è descritta la mia pratica artistica».

'Ora et labora', tempera acrilica sul metallo di 86 chiavi inglesi 16 x 3 x 0,4 cm cadauna, 198 x 154 x 6 cm 2004, opera in collezione Mambo, Museo Arte Moderna Bologna. 2019, Sala delle Colombe, Fondazione Rocca di Vignola (MO). Photo credit: Lucia Biolchini
‘Ora et labora’, Alessandro Moreschini tempera acrilica sul metallo di 86 chiavi inglesi 16 x 3 x 0,4 cm cadauna, 198 x 154 x 6 cm 2004, opera in collezione Mambo, Museo Arte Moderna Bologna. 2019, Sala delle Colombe, Fondazione Rocca di Vignola (MO). Photo credit: Lucia Biolchini

Immagino sia stato questo “duraturo sodalizio” a spingerla nel renderla parte attiva nella donazione alla Biblioteca. Del resto, dal suo curriculum disponibile in rete, mi sembra che il “sodalizio” sia davvero molto vivace. Ho trovato infatti un articolo di Renato Barilli del 2020, il cui titolo Van der Stokker e Moreschini: l’ornamento non è più un delitto mi ha molto incuriosito. Posso chiederle perché l’ornamento è stato un delitto? C’è una relazione tra la sua pratica artistica e l’ornamento?

«Renato Barilli vide il mio lavoro nella mostra personale a cura di Roberto Daolio, che tenni alla Galleria Graffio di Bologna alla fine degli anni ‘90. Entrambi riconobbero l’originalità delle mie texture geometriche e ornamentali, realizzate in pittura su superfici bi- e tridimensionali, in netto contrasto con il canone estetico occidentale. L’arte occidentale si è caratterizzata per un linguaggio figurativo ed iconico, al contrario invece di molta arte orientale che utilizza un repertorio di immagini aniconiche e non figurative. Nel corso degli ultimi anni i due linguaggi si sono sempre più mescolati ed ibridati e la decorazione, bollata come un delitto da Adolf Loos nel 1908, ha poi finalmente ottenuto piena cittadinanza nell’arte globale della contemporaneità. Ricordo quanto la mia opera, presentata ad Officina Italia nel 97, fosse “anomala” rispetto al clima post-concettuale di molte opere presenti in mostra. Renato e Roberto sicuramente, invitandomi alle mostre da loro curate, diedero spazio alla mia ricerca».

'Oriente e Occidente' Alessandro Moreschini, tempera acrilica su tela, dittico 162 x 80 cm, 2004, courtesy the artist
‘Oriente e Occidente’ Alessandro Moreschini, tempera acrilica su tela, dittico 162 x 80 cm, 2004, courtesy the artist

In effetti, “anomalo” è un termine calzante. Ho visto che dipinge non solo su tele ma anche su chiavi inglesi, pneumatici di automobili e altri oggetti tridimensionali.

«Confermo. Del resto già i Futuristi intuirono quanto fosse importante superare il confine imposto dalla tela per sconfinare sulle cornici. Io vado oltre, intervenendo nell’ambiente in cui è collocata la tela e sugli oggetti presenti. Nel 2003, dopo l’invito a partecipare alla Sharjah Biennial 6 negli Emirati Arabi, ho realizzato Ora et labora, un’opera terminata nel 2004, per la quale ho utilizzato 86 chiavi inglesi. L’opera coniuga una visione materiale ad una spirituale: la chiave inglese possibile simbolo della industrializzazione dell’Occidente, diventa il modulo geometrico attraverso il quale si ricompone l’immagine aniconica dell’Oriente e delle sue decorazioni. Allo spazio del lavoro e della materialità dell’Occidente si fonde e coniuga lo spazio della spiritualità e dell’immaterialità dell’Oriente. Pensata come un tappeto orientale ne simula la preziosità attraverso la pittura certosina delle chiavi inglesi, che generano un effetto vibrante esaltato dal fondo blu della base in legno. L’opera è presente nella collezione del Mambo di Bologna. Un analogo intervento pittorico è quello per Pneuma, un pneumatico di automobile interamente dipinto, entrato a far parte della collezione Fondazione S.Patrignano Part  Palazzi dell’Arte di Rimini».

Alessandro Moreschini (NewFaustian World - Il film - backstage 2018)
Alessandro Moreschini (NewFaustian World – Il film – backstage 2018)

Per concludere, una domanda di rito: cosa farà nel prossimo futuro? 

«Attualmente sono presente alla mostra Padiglione Bologna a cura di Sandro Malossini e Paolo G. Conti inaugurata a metà gennaio alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea MuVi di Viadana, con il patrocinio dell’Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna. Nei prossimi mesi sono in cantiere diverse idee e progetti. In particolare evidenzio il sodalizio con Raffaele Quattrone, che ha presentato il mio lavoro nel libro NewFaustianWorld 17 pittori per l’arte del XXI secolo, pubblicato dal Sole 24 Ore Cultura e del quale è stato realizzato un docu-film. Sono inoltre impegnato nell’elaborazione di un progetto per una storica galleria di Milano e di un altro itinerante che mi vedrà presente in diverse città e sedi espositive in Italia». 

 

Per approfondimenti:

https://arti.sba.unibo.it/notizie/donazione-di-libri-di-arte-dell-ex-libraria-il-leonardo

https://www.renatobarilli.it/blog/van-der-stokker-e-moreschini-lornamento-non-e-piu-un-delitto/

https://www.alessandromoreschini.it/

http://www.mambo-bologna.org/collezioneonline/collezionecontemporanea/opera-1179/

https://palazziarterimini.it/collezione/pneuma-di-alessandro_moreschini/

Foto copertina; Pneuma, tempera acrilica su metallo e gomma, pneumatico tipo Dunlop SP6-175/70 R 13- 19 x 56 Ø cm -2003 opera collezione Fondazione San Patrignano, Part Palazzi dell’Arte, Rimini

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