Le voci della Corale Lirica San Rocco risuonano nell’Oratorio affrescato dai Carracci e il Guercino

Quando si parla de ‘La Grande Bellezza’, non si fa riferimento solo alla Città Eterna, così come è stata rappresentata nella pellicola Premio Oscar del regista campano, Paolo Sorrentino, ma assume un significato più ampio, includendo le innumerevoli opere d’arte italiane sconosciute al grande pubblico. Come l’Oratorio di San Rocco, un diamante di rara bellezza incastonato nel cuore di Bologna, ma poco conosciuto e non pubblicizzato adeguatamente, alla stregua di altri tesori artistici della città. 

All’Oratorio di San Rocco ci si può arrivare dai viali in macchina o con l’autobus, oppure se si proviene dal centro, percorrendo tutta Via Del Pratello; la strada pedonale allegra, chiassosa e un pò fracassona meta di giovani studenti universitari provenienti da tutta Italia e dall’estero. Ad un certo punto, però, difficile sbagliarsi, la strada s’interrompe e ci si trova di fronte al piazzale di una chiesa sconsacrata. Un luogo di culto che in passato fu adibito a camera mortuaria e come deposito delle carrozze funebri che trasportavano i feretri nel loro ultimo viaggio verso il cimitero monumentale della Certosa. L’entrata dell’Oratorio, costruito nel 1614 sopra la chiesa della Compagnia di Santa Maria della Pietà e di San Rocco, si trova nella parte sinistra dell’edifico e ci si arriva salendo su per tre eleganti rampe di scale. Il maestoso ambiente era destinato esclusivamente ai religiosi, che qui si riunivano in preghiera o per dedicarsi alle pratiche penitenziali previste dal loro statuto. In sostanza punizioni corporali di autoflagellazione comunitaria al buio, simili a quelle della Confraternita dei Battuti. 

Tommaso Pasquali (PhD in Arti visive del Dipartimento delle Arti dell’UniBo)

I fortunati soci del Circolo dipendenti dell’Università felsinea, hanno potuto ammirare questo affascinante luogo, pregno di storia e arte, durante la visita organizzata dal CUBo lo scorso venerdì 29 ottobre. La ciliegina sulla torta, però, è stata la chiarissima spiegazione sulla storia e le opere d’arte dell’Oratorio, fatta da una guida e divulgatore d’eccezione come Tommaso Pasquali, dottore in Arti visive del Dipartimento delle Arti dell’UniBo. 

“L’oratorio è a pianta rettangolare, con l’altare inquadrato da un arco a serliana con colonne scanalate – si legge nel sito www.emiliaromagna.beniculturali.it – Del pittore Giovanni Francesco Gessi (1588 – 1649) erano le due tele con l’Annunciazione, sull’arco della cappella, di cui rimane solo la figura dell’Arcangelo Gabriele. La cinquecentesca pala di San Rocco, sull’altare, è attribuita a Giacomo Raibolini detto il Francia (1486 – 1557). Il ciclo pittorico, anche se realizzato da diversi artisti, mostra una concezione unitaria riscontrabile nella ripartizione delle pareti e del soffitto tramite un’elegante quadratura, opera di Girolamo Curti detto il Dentone (1575-1632), che dipinse una finta loggia di colonne in marmo che sembrano sostenere il soffitto a cassettoni. I riquadri che ne risultano sono affrescati con le scene della vita e dei miracoli del santo cui è intitolato l’oratorio. Ogni dipinto è opera di un diverso artista dell’Accademia degli Incamminati fondata dai Carracci, in particolare: Francesco Barbieri detto il Guercino (1591 – 1666) dipinse San Rocco imprigionato; mentre il San Rocco trovato morto è di Giovanni Francesco Gessi e San Rocco ritrovato dal Marchese Gottardo è di Giacomo Cavedoni (1577 – 1660). Il soffitto, suddiviso in diciotto riquadri da una ricca cassettonatura dipinta a motivi geometrici, è composto da sfondati prospettici quadrati o esagonali, attraverso i quali si offrono ritagli di cielo in cui sono dipinte le figure allegoriche delle virtù, i santi patroni di Bologna, i dottori della Chiesa d’Occidente e gli evangelisti, opere di Angelo Michele Colonna (1600 – 1687), Giovanni Gessi e Giacomo Cavedoni, Domenico Canuti (1625 – 1684), Lucio Massari (1569 – 1633) e Luigi Valesio (1605 – 1655)”.

Terminata l’interessante visita guidata con il dott. Pasquali, i soci del CUBo, ormai golosi e desiderosi di altra bellezza, quel venerdì sera di fine ottobre, hanno potuto godere anche delle melodiose voci della Corale Lirica San Rocco, diretta dal M° Marialuce Monari. 

In conclusione, dopo avervi annoiato con questo articolo più lungo del solito, vi invito a visitare questo luogo incantevole a due passi da casa, proprio nel cuore della nostra stupenda Bologna. Ora vi lascio alla visione del video del concerto, eseguito dalla Corale Lirica San Rocco. E non badate, vi prego, alla pessima regia!

Alessandra Vicinelli (soprano solista) e alle spalle Niccolò Roda (basso solista)

 

 

 

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