L’impulso all’archivio del Mambo incontra il Giappone
Resisting oblivion. Passione e attivismo negli archivi femministi e queer di Bologna, a cura di Chelsea Szendi Schieder è la nuova mostra ospitata alla Project Room, del Mambo visitabile fino al 28 settembre prossimo. Realizzata – tra le altre – in collaborazione con il Centro di Documentazione “Flavia Madaschi” Cassero Lgbtqia+ Center, e con Archivio di storia delle donne di Bologna – Orlando Aps, nasce dall’incontro tra la curatrice, storica statunitense studiosa di movimenti sociali giapponesi, e alcune delle più vivaci realtà archivistiche italiane radicate nel territorio bolognese.
Il progetto espositivo propone un viaggio attraverso archivi nati dal basso, costruiti e curati da collettivi femministi, queer e transfemministi con l’obiettivo di restituire visibilità e dignità a soggettività spesso rimosse dalla narrazione ufficiale della storia. Questi archivi, lungi dall’essere semplici depositi di documenti, rappresentano luoghi attivi di produzione culturale, spazi politici in cui si costruisce memoria, si intrecciano alleanze, si trasmettono saperi e si coltivano relazioni.

La prima tappa del progetto ha avuto luogo nell’autunno del 2023 a Tokyo, presso la Galleria del Centro di Ricerca di Genere dell’Università Aoyama Gakuin, quelli appunto del Cassero e di storia delle donne di Bologna e l’Archivio delle memorie migranti di Roma.
La scelta di partire da Tokyo ha avuto origine dall’intento di costruire un dialogo transculturale, mettendo in relazione il lavoro di archiviazione delle comunità italiane con le pratiche di attivismo e memoria presenti in Giappone. Il risultato è stato un’esposizione intima e potente, capace di coinvolgere il pubblico giapponese attraverso fotografie, oggetti, testimonianze e contributi interattivi.

Uno degli elementi centrali della mostra giapponese è stato la serie di grandi fotografie murali realizzate da Laura Frasca nella primavera del 2023 presso il Cassero: accompagnate dalle riflessioni scritte degli stessi protagonisti, le fotografie hanno restituito il senso dell’archivio come spazio vivo, affettivo e trasformativo.
Accanto alle immagini, un antico schedario in legno – recuperato dalla biblioteca universitaria di Tokyo – custodiva schede descrittive di materiali provenienti dagli archivi bolognesi. Le schede, tradotte in giapponese e inglese, invitavano i visitatori a una fruizione lenta e tattile, promuovendo un’esperienza concreta e riflessiva sull’atto stesso dell’archiviazione.
Una sezione partecipativa chiedeva poi al pubblico di scrivere, su schede bianche, messaggi o desideri da consegnare a una futura memoria collettiva. Questi contributi sono stati successivamente donati al Cassero diventando parte integrante dell’archivio e confermando il carattere dinamico e aperto dell’iniziativa.
Nel 2025 il progetto trova una nuova e più ampia configurazione nel suo ritorno a Bologna, città da sempre crocevia di pratiche politiche, femministe e queer, arricchendosi di materiali originali, documenti, testimonianze visive e sonore provenienti da una rete più ampia di archivi attivisti presenti sul territorio bolognese composta dal Centro di Documentazione “Flavia Madaschi” – Aps Arcigay Il Cassero, l’Archivio di storia delle donne di Bologna – Orlando Aps, l’Archivio Mit – Movimento Identità Trans, Archivio Luki Massa – Associazione Luki Massa e Out-Takes Archivio Audiovisivo Lgbtqi – cesd Aps.
Archiviare, in questo senso, non rappresenta esclusivamente un atto tecnico o filologico ma è anche un gesto di cura e responsabilità verso il passato e un investimento verso il futuro, significa creare spazi dove nuove generazioni possano riconoscersi, trovare strumenti per interpretare il presente, immaginare nuovi modi di stare insieme, nuove genealogie, nuove alleanze.
Foto copertina: mostra Resisting Oblivion, Gallery at the Center for Gender Research. Foto di Hana Yamamoto. Courtesy Aoyama Gakuin University College of Economics Institute of Economic Research, Tokyo 2023.

