Luci d’artista al Pilastro

Aurore di Valentina Furian è un’installazione di luci d’artista site-specific che sarà possibile vedere fino al 5 ottobre e che trasforma l’Arboreto del Pilastro — un bosco urbano attraversato da sentieri e punteggiato da ampie radure — in un paesaggio onirico in cui l’esperienza dell’aurora, quel bagliore che precede il giungere del giorno, resta immortalata in un tempo sospeso che dura tutta la notte.

L’installazione ambientale, promossa da Nos Visual Arts Production in collaborazione con <rotor> Centre for Contemporary Art (Graz) e realizzata anche grazie al prezioso supporto del Comune di Bologna, è allestita per la prima volta in Italia dopo essere stata realizzata per il Parco Goyki 3 di Sopot, in Polonia.

Locandina di Aurore

Grazie al semplice variare della tradizionale illuminazione pubblica tramite una precisa selezione di filtri cromatici, Aurore ridisegna l’esperienza notturna di uno degli spazi verdi della città, forse tra i meno conosciuti e urbanizzati. I colori – ispirati alle tonalità dell’alba, del tramonto e dell’aurora – evocano momenti di passaggio tra buio e luce, riposo e attività, razionalità e spiritualità. Una luce che cristallizza il tempo inafferrabile del passaggio cromatico e temporale che c’è tra la notte e il giorno, rendendolo visibile, abitabile e condivisibile. La scelta di un contesto urbano decentrato segue l’intento di portare l’arte contemporanea fuori dai centri istituzionali e attivare nuove relazioni tra paesaggio, cittadinanza e immaginazione.

Andare a visitarla è utile, per chi non lo conoscesse, anche per vedere il Parco Arboreto del Pilastro, che è stato completato nel suo attuale assetto nel 1997. Il parco si estende per circa dieci ettari e include due antichi nuclei rurali, che, insieme ad altri elementi presenti nel contesto, tra cui cavedagne, salici, aceri campestri, grandi ciliegi, consentono ancora di cogliere la passata destinazione agricola dei terreni. La maggior parte delle piante è di recente introduzione e sere a formare un’ampia fascia di protezione dallo scalo ferroviario: si tratta di più di 100 specie diverse di alberi e arbusti. Insomma, una gioia per la vista e l’olfatto. 

Valentina Furian è un’artista visiva la cui pratica, radicata nelle immagini in movimento e nelle installazioni temporali, esplora il rapporto in evoluzione tra gli esseri umani e il mondo naturale. Il suo lavoro indaga il confine tra realtà e finzione, utilizzando un approccio cinematografico che fonde la sperimentazione documentaria con la finzione narrativa. Al centro della sua ricerca c’è l’esplorazione delle relazioni interspecifiche, dove entità umane e non umane si intersecano, rivelando il selvaggio all’interno del quotidiano.

Valentina Furian. Foto di Ornella De Carlo. Courtesy Settore Musei Civici Bologna | Mambo

La sua pratica artistica è informata dalle tesi postumane, che mettono in discussione le nozioni convenzionali di identità e soggettività umana. Il pensiero postumano, sempre più diffuso nei discorsi contemporanei, propone una rivalutazione della natura umana abbracciando una soggettività nomade e trasversale che trascende i confini tradizionali tra uomo, animale e la Terra stessa.

In occasione del finissage l’opera ospiterà un public program a sorpresa tra suoni e voci, parole e linguaggi altri, dedicato all’ascolto collettivo come forza trasformativa e spazio politico.

Immagine di copertina: foto di Daria Szczygiel. Courtesy l’artista

Lara De Lena

Lara De Lena

Laureata in Lettere moderne, si specializza nel 2017 in Beni storico artistici con una tesi in arte contemporanea. Dallo stesso anno collabora con il CUBo.

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