MARATONA E MEZZA MARATONA DI RAVENNA

Alcuni di noi domenica scorsa hanno portato il CUBO a Ravenna! Riportiamo il racconto dell’esperienza di Maddalena che trasmette una grande passione e amore per lo sport…grazie Maddalena!!

 

“Non so voi altri, ma io corro per amore; per amore di me stessa prima di tutto; per amore dei luoghi che correndo sto imparando a conoscere, visto che gli allenamenti mi portano su strade e stradine di cui in quasi 50 anni di vita non mi ero nemmeno accorta; per amore della socialità, perché da quando ho iniziato due anni fa mi sono resa conto di quanto sia trascinante l’entusiasmo collettivo delle gare di corsa e della comunanza che si crea momentaneamente tra persone che non si sono mai viste prima, fino a sostenersi a vicenda, a volte anche proprio fisicamente.

A Ravenna ho corso la mezza, anche perché dopo 20 km io mi sfianco e l’ultimo che rimane mi sembra sempre una tortura sui carboni ardenti. Ci tenevo particolarmente, perché a Ravenna io lavoro come dipendente dell’Università di Bologna nella sede distaccata; e da lavoratrice prendo il treno da Bologna, vado in dipartimento, finisco il lavoro e riprendo il treno per Bologna, quindi quando mai visito Ravenna con calma? Solo in rare occasioni: questa era una, molto importante.

L’organizzazione è stata impeccabile anche se si è creato un po’ di caos alla partenza, visto che nei recinti destinati alle varie scelte kilometriche (42, 21,10) un po’ di corridori si erano infilati a caso; il risultato è stato che alla partenza si camminava come si camminava ogni tanto nei primi km a causa di strettoie, imbuti di persone, curve repentine nella piccola città medievale, ma anche quello ci stava.

Il percorso della mezza toccava, nell’ordine, questi monumenti: Loggetta Lombardesca, basilica di Sant’Apollinare Nuovo, Moro di Venezia, Mausoleo di Teodorico, Battistero degli Ariani, Mausoleo di Galla Placidia, basilica di San Vitale, Duomo, Battistero Neoniano, tomba di Dante, basilica di Sant’Apollinare in Classe e l’antico porto di Classe, che riportava in città.

Li ho citati perché hanno quasi tutti 1500 anni, e “toccarli” tutti insieme in una volta sola correndo, per me è stato quasi commovente, specie quando sono arrivata a Classe, dove tra l’altro ho incontrato una collega universitaria più forte che infatti stava tornando già indietro e mi ha incitata: pensare all’antichità del monumento (Unesco), al fatto che a quel tempo c’era il mare dove ora c’è il prato, alla fatica che stavo affrontando dopo 15km per arrivare a quella bellezza, beh, è stato esaltante!

Voglio anche citare la presenza di vari gruppi musicali dal vivo lungo il percorso che facevano rock italiano e straniero anni 60-70-80, per me una sorpresa, piuttosto bravi! Ma quanto aiuta la musica, nel fare sport? Diciamolo!

 

Nella credibile marea di persone, credibile perché annunciata da tempo, l’incredibile è che io abbia incontrato – per puro caso! – alcuni colleghi podisti del CUBO di Bologna, altri colleghi del Campus universitario di Ravenna che ho scoperto essere corridori in piena regola, un professore che ha fatto la maratona intera, una collega delle Guardie Ecologiche di cui faccio parte, e per finire un ex compagno delle scuole medie. Avrei auspicato una massiccia presenza di colleghi universitari ravennati, ma magari erano tanti e non li ho visti, in fondo il gruppo podistico con la canottiera CUBO/AlmaMater è appena nato e noi “Bizantini” non abbiamo ancora pensato a organizzarci.

L’ultima osservazione che voglio fare riguarda l’accoglienza della cittadinanza, che per tutto il percorso applaudiva, salutava, incitava, con tanti bambini anche piccolissimi che si sporgevano per batterci il cinque: sono quasi caduta dal ridere quando un bimbo di 2-3 anni ci ha gridato “FOLZA, LAGAZZI!”

Nel treno che mi riportava a Bologna inevitabilmente c’erano altri maratoneti e mezzi-maratoneti che come me ostentavano sul petto la medaglia di partecipazione, peraltro bellissima, una composizione a mosaico ispirata a un’immagine dei mosaici di San Vitale, grande con la scritta “XX” per i 42km e un po’ più piccola per i 21km, fatta a mano nel laboratorio di mosaici contemporanei di Annafietta.

Negli ultimi secondi prima di sbarcare a Bologna, un maratoneta mi ha chiesto com’era andata e mi ha convinta, nonostante la mia titubanza, a iscrivermi alla maratona di San Valentino a Terni, cosa che ho fatto il giorno seguente. Potenza dell’amore, appunto…”

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