Marco Trotta pedala da Bologna a Monaco

In bici da Bologna a Monaco per lanciare un messaggio: «Si può viaggiare, anche andando lontano, senza inquinare. Certo c’è bisogno di un po’ di sforzo fisico». A raccontare questa avventura è Marco Trotta, 47 anni, tecnico informatico per l’Università di Bologna.

È uno dei quattro moschettieri dell’ecologia che ha compiuto l’impresa. Con lui Federico Grazzini, Bartolomeo Sailer (entrambi 50 anni) e Roberto Tomesani (67 anni). Una delegazione dell’associazione Salvaiciclisti. Il viaggio iniziato il 9 giugno è terminato il 14 con l’arrivo a Monaco di Baviera. Tutto è stato raccontato anche sui social: https://www.facebook.com/bolognamuenchen2022 

La Bologna München 2022 è stata sostenuta dalla Città metropolitana di Bologna e dal Goethe-Institut. Effettivamente il viaggio ha un importante valore divulgativo per il capoluogo emiliano: «Dal 2030 la città avrà 240 chilometri di piste ciclabili. Diventerà dunque una città in cui questo mezzo si userà molto di più, come avviene in tante città d’Europa, tra cui proprio Monaco. In più la bici si può usare per andare a lavoro come faccio sempre, per il tempo libero e per tutto ciò che si può fare in città, ma anche per i viaggi lunghi. Sotto i 5 chilometri gli studi poi rivelano che il viaggio in bici è molto conveniente e performante. Oltre a non inquinare e a risparmiare sui carburanti, si ottengono benefici di allenamento fisico, si raggiungono le mete più velocemente se c’è traffico e si parcheggia con più facilità».

 

Anche l’istituto di divulgazione della cultura tedesca, dedicato a Johann Wolfgang von Goethe, ha sponsorizzato l’evento dopo essersi appassionato al progetto dei quattro bolognesi. In particolare i ciclisti avevano contattato il Goethe-Institut, che ha una bellissima pagina dedicata alla sostenibilità, chiedendo di poter utilizzare il loro logo. I tedeschi quindi hanno risposto con un entusiasmo che i quattro italiani non si aspettavano.

 

Certo, come cantavano i Ladri di biciclette: “sotto questo sole è bello pedalare, ma c’è da sudare”… Anche se il caldo torrido di questi giorni non era ancora arrivato, le temperature erano già abbastanza alte. «Solo sul Brennero abbiamo dovuto indossare delle felpe, perché abbiamo raggiunto i 17 gradi. Abbiamo anche trovato un po’ di pioggia, ma avevamo un compagno di viaggio meteorologo, Grazzini, e quindi eravamo preparati. Questo viaggio ci ha permesso di raccontare anche i cambiamenti climatici. In particolare le condizioni del Po quasi secco».

I quattro italiani hanno incontrato tanta gente lungo la strada, poiché in Germania erano i giorni della festa della Pentecoste e molti tedeschi percorrevano gli stessi sentieri per arrivare in Italia. «Chiaramente andare in bici significa non percorrere le strade tradizionaliracconta Trottaci abbiamo impiegato tre mesi per organizzare il tutto. Dovevamo fare le operazioni di tracciamento. Scegliere il percorso. Abbiamo così utilizzato strade secondarie o sentieri ciclabili. Davvero pochi sono stati i chilometri trascorsi sulle strade normalmente percorse dalle auto. Questo ci ha permesso di guardare più da vicino la bellezza dei territori, i paesaggi naturali, di goderci i boschi e di vedere qualche animale attraversare i nostri stessi percorsi. Per esempio è capitato di incontrare un gruppo di lepri. Sono i vantaggi dei viaggi in bici. La parte più suggestiva del viaggio è stata il Brennero e la zona alpina, tra paesaggi di foreste e prati».

Percorrendo in parte la famosa Eurovelo 7, la ciclovia del sole, che conduce da Capo nord a Malta, lungo il tratto del primo giorno che porta da Bologna al Po, i ciclisti hanno proseguito per Mantova e poi il giorno dopo verso Bolzano e quindi Vipiteno. Breve tappa in Austria e poi finalmente a Monaco. A riceverli nella città tedesca il terzo vicesindaco. Da qui si sono divise le strade del gruppo. Mentre gli altri due sono ritornati subito in Italia, Trotta si è fermato due giorni con l’amico Grazzini, che lavora in Germania, e ha visitato la bellissima Monaco. Un po’ di turismo quindi per poi rientrare sullo storico treno che tre volte al giorno percorre il tratto che conduce fino a Rimini. Un pezzo di storia del turismo tedesco verso il Belpaese.

Il viaggio ha avuto più di un significato: «Abbiamo deciso di farlo in questo anno proprio per le vicende storiche che lo stanno caratterizzando. La crisi climatica, ma anche il caro idrocarburi, determinato dalla Pandemia e dalla guerra in Ucraina. La bicicletta ci aiuta a varcare i confini ed è anche un simbolo di pace. Per questo abbiamo portato con noi la bandiera della pace e abbiamo scattato due foto con questo simbolo, uno in piazza Maggiore e l’altro nella piazza principale della città di Monaco».

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