Mozart e Sibelius, con il maestro Foron ed Emanuel Ax
La stagione sinfonica 2026 del Teatro Comunale di Bologna, con la serata del 25 maggio, ha proseguito il suo programma all’insegna della celebrazione del duecentosettantesimo anniversario dalla nascita di Wolfgang Amadeus Mozart, offrendo al pubblico felsineo un appuntamento di straordinaria varietà espressiva e strutturale presso l’Auditorium Manzoni. Lo spettacolo ha visto sul podio la fine, analitica e misurata bacchetta del giovane, ma già affermato, maestro Nicolò Umberto Foron, affiancato per il Concerto per pianoforte e orchestra n.22 in mi bemolle maggiore KV 482 dal pianista Emanuel Ax, poi impegnatosi nell’esecuzione di un Notturno di Frédéric Chopin per un fuori programma di rara intensità. A chiudere la serata, in opposizione all’armonia mozartiana ed alla delicatezza evocata dal solista con il brano di Chopin prima della pausa, il monumentale e selvaggio brano di Jean Sibelius, la Prima Sinfonia in mi minore op.39.
Concepito e orchestrato dal genio di Salisburgo nel dicembre del 1785, proprio nel fulgore della sua fortunata stagione viennese, il Concerto per pianoforte e orchestra n.22 in mi bemolle maggiore KV 482 si impone nella storia della musica occidentale come un mirabile e precoce esempio di transizione formale tra il rigore della Vienna classica e l’introspezione drammatica di matrice preromantica. La peculiarità assoluta di questo specifico spaccato musicale sta nella duttilità del dialogo che si instaura fra strumento solista e compagine orchestrale. Questa interazione si manifesta attraverso un uso rivoluzionario della sezione dei fiati, i quali non si limitano a un mero accompagnamento di sottofondo, ma partecipano attivamente al dramma sonoro, dipingendo le sfumature emotive più cupe e profonde della partitura.
Tornando all’esecuzione invece, l’allestimento visivo si presentava all’occhio dello spettatore con un forte impatto minimalista, avendo in primo piano sul palco un grande pianoforte a coda nero, fulcro magnetico dell’intera prima parte. L’inesorabile e anziano pianista statunitense ha affrontato la complessa pagina con una lettura a dir poco magistrale, esaltando la limpidezza assoluta delle note e la squisita fattura del bellissimo motivo del Rondò finale, restituito alla sala con una freschezza interpretativa fuori dal comune. Sotto la guida attenta di Foron, costantemente intento a non tralasciare e a non affrettare alcun elemento della partitura, l’Orchestra Filarmonica del Tatro Comunale di Bologna ha assecondato il solista con precisione, fatte salve alcune veniali e isolate sbavature nel corso del terzo movimento. Un dettaglio comunque minore, che non ha scalfito la calda reazione della sala alla fine della prima parte della serata. Con un gesto di grande classe e riconoscenza artistica, il direttore ha poi scelto di lasciare interamente il podio al solo pianista, permettendogli di raccogliere il meritato plauso del pubblico. Ax ha successivamente ricambiato l’apprezzamento dimostrato dalla sala eseguendo un prezioso fuori programma non annunciato, una toccante e sospesa lettura di un Notturno di Frédéric Chopin.
Dopo il consueto intervallo, l’atmosfera acustica e visiva ha subito una variazione significativa con l’esecuzione della Prima Sinfonia in mi minore op.39 di Jean Sibelius, per la quale il pianoforte è stato rimosso dal centro del proscenio e l’orchestra ha infoltito i propri ranghi, quasi a saturare lo spazio avanti il podio del direttore. La concertazione di Foron ha saputo valorizzare appieno una scrittura orchestrale nordica, qui caratterizzata da un forte e vigoroso impiego degli ottoni e da una preponderante marcatura del senso fisico di forza sprigionato dai timpani nei momenti di massimo climax. Per dovere di cronaca è d’obbligo riportare il problema alle luci della galleria, verificatosi inaspettatamente proprio fra il secondo ed il terzo movimento dell’opera di Sibelius. Un inconveniente che ha generato una breve distrazione visiva data dall’intermittenza con cui le luci di sala hanno preso ad accendersi ripetutamente, ma che è stato fortunatamente risolto con prontezza dalle maestranze dell’Auditorium Manzoni senza compromettere drasticamente la continuità dell’esecuzione musicale.
L’andamento ritmico del terzo movimento si è rivelato particolarmente impegnativo sotto il profilo del vigore fisico e la temperatura elevata registrata all’interno del teatro non ha certamente aiutato, tanto che a fondo del brano persino il Maestro ha dovuto provvedere a nettarsi la fronte prima di poter cominciare con l’esecuzione dell’ultimo movimento. Una prova di grande resistenza e spessore quella del 25 maggio, che rinnova il successo delle politiche culturali del Teatro Comunale di Bologna, volte all’ampliamento della proposta musicale e al coinvolgimento sul palco dei grandi nomi della classica di oggi, assieme ai suoi più emergenti talenti.

