Museo Civico Archeologico di Bologna: “Che Guevara. Tú y todos”

Al via il prossimo 27 marzo al Museo Civico Archeologico di Bologna (Via dell’Archiginnasio, 2) la mostra su Che Guevara. Con oltre due mila  documenti inediti, tra cui lettere, appunti, diari, fotografie scattate da lui stesso, immagini ufficiali e private, scritti autografi e video dell’epoca, forniti dal Centros de Estudios Che Guevara de L’Avana.

Un viaggio nella storia e nella vita di un uomo che ha segnato profondamente l’immaginario collettivo di intere generazioni, divenendo l’icona del rivoluzionario: stiamo parlando Ernesto Guevara de la Serna, conosciuto come Che Guevara, il Che. Un viaggio che sarà possibile al museo Civico Archeologico di Bologna (via dell’Archiginnasio 2) dal 27 marzo al 30 giugno 2025, con la mostra “Che Guevara. Tú y todos”. 

Il titolo riprende un verso intenso e toccante di una poesia che il Che scrisse alla moglie prima della sua partenza per la Bolivia, dove fu catturato e assassinato il 9 ottobre 1967. 

La mostra, ideata e realizzata da Simmetrico Cultura e curata da Daniele Zambelli, Flavio Andreini, Camilo Guevara e María del Carmen Ariet Garcia, racconterà l’uomo, il personaggio politico e il contesto storico in cui visse, attraverso oltre 2.000 documenti inediti, tra cui lettere, appunti, diari, fotografie scattate da lui stesso, immagini ufficiali e private, scritti autografi e video dell’epoca, forniti dal Centros de Estudios Che Guevara de L’Avana. Un viaggio che darà l’opportunità di esplorare, grazie a strumenti digitali e interattivi che pongono il visitatore al centro, i momenti cruciali della vita di Che Guevara, permettendo di scoprire la sua umanità, i suoi ideali e i suoi legami affettivi.

Che Guevara con Aleida Celia Aleida Camilo e Ernesto.1965©Centro de Estudios Che Guevara
Che Guevara con Aleida, Celia, Aleida, Camilo e Ernesto.1965©Centro de Estudios Che Guevara

Il percorso della mostra è strutturato in tre livelli narrativi, ciascuno dei quali utilizza soluzioni multimediali specifiche e mirate. Il primo livello introduce immediatamente il visitatore al quadro geopolitico dell’epoca, ponendo le basi per comprendere il contesto in cui Che Guevara ha vissuto e agito. Il secondo livello, di natura biografica, presenta materiali d’archivio inediti che ripercorrono gli eventi pubblici e privati della vita di Che Guevara: dai suoi celebri discorsi ufficiali alle riflessioni sull’educazione, la politica estera, l’economia, il significato della rivoluzione e la speranza nell’“Uomo Nuovo”. Il terzo livello, più intimistico, si sviluppa attraverso frammenti dei suoi scritti personali, come diari e lettere ai familiari e agli amici, fino alle registrazioni inedite delle poesie che Guevara compose per la moglie . Questo livello rivela i dubbi, le contraddizioni e le riflessioni che caratterizzavano l’uomo dietro il mito.

«Questo progetto intende riscattare la figura di Ernesto Guevara dall’oblio dell’icona pop alimentata da poster e magliette, restituendola alla sua dimensione più umana, vitale e storica – ha spiegato il direttore artistico e curatore della mostra Daniele Zambelli – raccontando una figura cruciale del secolo scorso, caratterizzata da forti istanze rivoluzionarie e dalla lotta per i diritti civili in tutto il mondo».

La realizzazione del progetto ha visto la stretta collaborazione della moglie del Che, Aleida March, e del figlio Camilo Guevara, scomparso nel 2022, a cui è dedicato.

Ernesto Che Guevara con Aleida March 1959 Centro de Estudios Che Guevara
Ernesto Che Guevara con Aleida March 1959 Centro de Estudios Che Guevara

«Se è possibile oggi fare questo lavoro sulla vita del Che – dichiarò il figlio Camilo- è proprio perché è stato un rivoluzionario per bene. Posso dire senza dubbio che egli è un paradigma di essere umano, che non è possibile dividere in “uomo” e in “personaggio storico”: dobbiamo valutarne il tutt’uno, l’insieme. Forse per questo tendiamo ad essere indulgenti con le imperfezioni dell’”uomo” Ernesto nel privato, perché il Che pubblico era una personalità eccezionale per il suo tempo, ha superato i suoi limiti e confini e il suo lascito è tuttora molto attuale, cosa che fa rompere la testa a molti che non capiscono perché sia ancora così stimato! “Tú y todos” è tratto da una poesia che il Che ha scritto a mia madre, per me rappresenta un atto di fede davanti a due passioni: l’amore intimo da un lato e dall’altro l’amore che si professa verso ciò che si considera una causa sacra. Sono inalienabili e coesistenti in essa. Era un poema di addio a mia madre prima della sua partenza imminente in Bolivia. In queste parole, si riassume quello che era il Che: un uomo capace di superare l’egoismo che abbiamo dentro, una forte convinzione sulla preponderanza della solidarietà nei rapporti umani; chissà, forse questa è la più grande sfida evolutiva che “l’uomo nuovo” e la società dovrebbero superare».

Foto copertina, Che Guevara a L’Avana nel 1961. Foto di Osvaldo Salas©Centro de Estudios Che Guevara

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