Museo Morandi espone Morandi: capolavori dalla Collezione Catanese

Concluso il percorso di Re-Collecting, ciclo espositivo che ha approfondito particolari temi della collezione Morandi valorizzandone opere solitamente non visibili o non più esposte da tempo, il Museo Morandi ospita fino al 26 febbraio un importante nucleo di lavori di Giorgio Morandi provenienti dalla collezione privata di Antonio e Matilde Catanese. 

La mostra Giorgio Morandi. Opere dalla collezione Antonio e Matilde Catanese ci consente di vedere opere appartenenti a una raccolta nata dalla passione della coppia milanese, che inizia ad acquistare fin dagli anni Sessanta i primi Morandi dando prova di un gusto raffinato e lungimirante in una città come Milano, che nel Novecento ebbe un ruolo fondamentale nel mondo dell’arte e del collezionismo in particolare. 

L’esposizione, curata da Mariella Gnani, ci permette di conoscere una collezione che, come evidenzia Maria Cristina Bandera, storica dell’arte e membro della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, rappresenta «un microcosmo esemplare per decifrare e intendere l’attività di Morandi» soprattutto grazie al numero di opere presenti nella raccolta, realizzate in un arco temporale che copre quasi tutti gli anni dell’attività del maestro bolognese e che affrontano tutti i temi e le tecniche da lui trattati, nonché per l’indubbia rilevanza dei pezzi che ne fanno parte.

Giorgio Morandi, Autoritratto,1914 olio su tela, Collezione Antonio e Matilde Catanese © Giorgio Morandi by SIAE, 2022

Il percorso espositivo al Museo Morandi si apre con un raro Autoritratto giovanile eseguito nel 1914 quando la famiglia Morandi risiedeva in via Fondazza al n. 34 e ritrae, come descrive la curatrice nel suo saggio contenuto nel catalogo della mostra «il giovane artista a soli 24 anni, con un berretto calato sul capo, avvolto in un capospalla nero che lo ripara dal freddo della stagione invernale». Si tratta di un’opera di primaria importanza (già collezione Valdameri) che nel 1939 prese parte alla Golden Gate International Exposition di San Francisco. 

La mostra prosegue con una sfilata di nature morte, fiori e paesaggi realizzati tra il 1918 e il 1959, di straordinario interesse storico e qualitativo, attraverso la quale è possibile seguire lo sviluppo della ricerca morandiana e presenta anche una selezione di acqueforti (la collezione Catanese possiede quasi l’intera produzione), tecnica che Morandi praticò da autodidatta in modo magistrale e che considerò sempre come un linguaggio parallelo alla pittura, come testimoniato dalle sue ormai celebri parole «dipingo e incido paesi e nature morte».

Collezione Antonio e Matilde Catanese, veduta, Courtesy Collezione Catanese

La passione e l’attitudine verso la produzione di Giorgio Morandi da parte dei coniugi Catanese è ben delineata da Antonio Catanese, in alcuni passaggi dell’intervista concessa alla curatrice della mostra:

«Di fronte ad un’opera di Morandi mi sento un soggetto attivo, non passivo, come non mi accade per altri autori, se pur importanti, che ho scelto e di cui mi circondo. Ma con Morandi è diverso. La sua pittura mi costringe all’osservazione prolungata del soggetto. Ad ogni riflessione sulla pennellata, sulla lieve variazione di colore, sulla polvere percepita, sento che devo rimanere più a lungo, ritornare con il pensiero per cogliere di più».

*Immagine di copertina: Giorgio Morandi. Opere dalla collezione Antonio e Matilde Catanese, veduta della mostra al Museo Morandi Foto Ornella De Carlo, Courtesy Settore Musei Civici Bologna | Museo Morandi

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