Noi di Sanpa

«Ci ha confessato che è arrivato a fumare una canna all’ora. Gli ho tolto cellulare e macchina per evitare che contattasse lo spacciatore. Ora ha atteggiamenti depressivi e psicotici. Crede ci sia un complotto contro di lui. Cose assurde, inverosimili. Parla da solo. L’abbiamo portato da uno psicoterapeuta, il quale gli ha prescritto antidepressivi e antipsicotici. Oggi è stato allucinante. L’ho portato a fare spese, anche per distrarlo, ma è stato un incubo. Mi ha accusato di utilizzare il suo bancomat. Continuava a dire che quando tutto sarà finito pagheremo, che lui conosce perfettamente il disegno che abbiamo in mente. Mi sono seduta a piangere in un bar. Diceva che stavo recitando. Sono distrutta…». 

A San Patrignano tante storie cominciano così, con una richiesta d’aiuto disperata da parte dei genitori di ragazzi e ragazze tossicodipendenti (questa testimonianza, in particolare, è tratta da un recente post sulla pagina Facebook ‘Noi di Sanpa’). Genitori spesso impreparati, dilaniati dai sensi di colpa: nessuno è pronto ad accettare di avere un figlio che si rifugia nella droga per colmare vuoti e fragilità, per rimediare all’incapacità di creare relazioni sane con gli altri o di fare i conti con sé stesso. Quando arrivano a San Patrignano, i genitori hanno gli occhi lucidi e lo sguardo disilluso di chi è convinto che sia troppo tardi. Niente di più sbagliato: se è vero che, oggi come quarant’anni fa, la comunità di recupero è ancora percepita, nell’immaginario collettivo, come la classica ‘ultima spiaggia’, è anche vero che il percorso terapeutico, personalizzato a seconda delle caratteristiche e necessità di ciascun ospite, è un cammino – lento, ma costante – verso la riconquista di autostima, dignità, responsabilità ed entusiasmo. 

Fondata da Vincenzo Muccioli nel 1978, la comunità prende il nome dalla strada del comune di Coriano in cui ha sede, nell’entroterra riminese. A metà degli anni Settanta, infatti, Muccioli si era trasferito in un piccolo podere della zona, di proprietà della moglie, per aiutare una ragazza con problemi di tossicodipendenza. Sono gli anni del boom dell’eroina in Italia, anni in cui l’emergenza droga esplode in tutta la sua violenza. In breve tempo, a lui si uniscono altri volontari e iniziano ad arrivare altri ragazzi e ragazze bisognosi di aiuto, finché, il 30 ottobre 1979, viene costituita la cooperativa di San Patrignano, con l’obiettivo di fornire assistenza gratuita ai tossicodipendenti e agli emarginati. Da allora la comunità è cresciuta in maniera esponenziale: finora ha accolto oltre 26mila persone e attualmente ospita gratuitamente 1.200 ragazzi e ragazze (fra cui più di 30 minorenni) con problemi di dipendenze. 

Il metodo di recupero, che ricalca quello pensato dal fondatore oltre 40 anni fa, si articola così: quando un ragazzo entra in comunità, viene inserito in uno dei settori di formazione in cui San Patrignano è suddivisa. Qui è affidato a un ragazzo che diviene suo tutor e che, nel primo anno di comunità, lo segue passo passo nel suo percorso. Il ragazzo vive in stanza assieme al tutor e ad altri ragazzi. Ogni stanza ha un suo responsabile, così come ogni settore ha uno o più educatori di riferimento. Sono principalmente questi i gruppi con cui il ragazzo vive la propria quotidianità in comunità.

Durante il percorso, a ciascun ragazzo sono affidate via via maggiori responsabilità, sia nella vita del settore di appartenenza che nelle numerose attività che svolgono in comunità (attività sportive, artistiche, culturali). Col passare del tempo egli stesso diviene tutor di un’altra persona bisognosa di aiuto. In questo modo gli ospiti della comunità recuperano, giorno dopo giorno, il piacere di sentirsi utili a sé stessi e agli altri, sperimentando nuove forme di gratificazione, opposte a quelle offerte dalle droghe. 

San Patrignano presenta oltre 50 settori di vita e formazione, in cui i ragazzi sono inseriti in base alla disponibilità di persone che possano affiancare il nuovo entrato e in base alla sua propensione. Imparare al meglio una professione consente agli ospiti di crescere nell’autostima e nei rapporti interpersonali ed è, inoltre, una chiave d’accesso per reinserirsi a pieno titolo nella società. Parallelamente, ogni ragazzo ha la possibilità di ricominciare gli studi interrotti in passato.

Durante il percorso si cerca anche di ricostruire il rapporto fra il ragazzo o la ragazza e la famiglia. Inizialmente è previsto un distacco, a eccezione di una corrispondenza epistolare. Alla famiglia è consigliato di seguire un percorso parallelo a quello del figlio, frequentando una delle associazioni di genitori presenti in tutta Italia, legate a San Patrignano. Dopo circa un anno la famiglia può fare la prima visita in comunità: gli incontri diventano poi tre o quattro all’anno. Dopo i primi tre anni circa, il ragazzo tornerà per la prima volta a casa per circa dieci giorni.

San Patrignano è fondata sull’autosostentamento: i fondi necessari al mantenimento dei ragazzi e delle strutture derivano, in parte, dalle attività e dai beni e servizi prodotti e, per il fabbisogno restante, da donazioni di privati. La comunità da anni si impegna anche nel campo della prevenzione della tossicodipendenza, attraverso iniziative sia all’interno della comunità che sull’intero territorio italiano.

Quanto alla percentuale di riuscita del percorso, gli studi realizzati negli anni dalle università di Bologna, Urbino e Pavia – che hanno periodicamente preso in esame ex ospiti della comunità, a distanza di almeno tre anni dalla conclusione del soggiorno a San Patrignano – hanno dimostrato che oltre il 70% delle persone in comunità, una volta concluso il programma educativo, si è completamente reinserito nella società e non fa più uso di alcun tipo di droga. 

Ogni anno, San Patrignano riceve centinaia di persone e operatori provenienti da decine di Paesi del mondo.

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito o cliccando su "Accetto" acconsenti al loro utilizzo. Maggiori informazioni.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi