Opificio Golinelli; in viaggio dall’origine al destino, tra scienza, arte e futuro
Fino al 30 giugno la Fondazione Golinelli (Via Paolo Nanni Costa, 14 Bologna) ospita “Dall’origine al destino”. La mostra curata da Andrea Zanotti, Antonio Danieli, Luca Ciancabilla e Simone Gheduzzi esplora il cammino dell’umanità partendo dagli esordi delle prime civiltà. Allestita presso il Centro Arti e Scienze della Fondazione, l’esposizione unisce scienza e arte, per interrogarsi sul destino e sull’evoluzione dell’uomo fin dalle sue origini più antiche.
Qual è il destino dell’umanità? Quali sono le sue origini e dove la condurrà il progresso? Sono questi i quesiti al centro della nuova mostra “Dall’origine al destino” curata dalla Fondazione Golinelli e con cui si conclude la trilogia che indaga il legame tra arte e scienza, iniziata con U.Mano (2019-2020) proseguita con Oltre lo spazio, oltre il tempo (2023) per immaginare un mondo che è già qui.
Attraverso un percorso espositivo immersivo che stimola la curiosità, la mostra accompagna i visitatori lungo un viaggio in cui reperti storici, manufatti umani, invenzioni, scoperte, opere d’arte ed exhibit interattivi si susseguono per arrivare alle sfide e alle incertezze della nostra quotidianità. Il filo conduttore è il rapporto tra la conoscenza umana, la tecnica e la tecnologia che si sviluppa anche lungo la dicotomia lentezza-velocità, attraverso le circa centocinquanta opere provenienti da più di sessanta istituzioni museali private e statali.

In apertura una “wunderkammer”, o camera delle meraviglie, che richiama le collezioni rinascimentali in cui oggetti di ogni epoca venivano raccolti per suscitare stupore e interrogativi. Tra gli elementi esposti spicca un uovo di Aepyornis Maximus, quello che Marco Polo nei suoi testi descrive come l’elefante-uccello, simbolo di creazione e rinascita e presente in molte culture antiche. Da qui, il viaggio prosegue con una sezione dedicata alle civiltà del passato che parte da un frammento di tavoletta con scrittura cuneiforme risalente alla civiltà mesopotamica, per ricordarci una delle invenzioni più importanti e antiche: la scrittura. Si prosegue con reperti che testimoniano scoperte uniche, come la ruota…, e altre invenzioni umane che esprimono il desiderio di comprendere il mondo attraverso l’arte, la scienza e la filosofia. Questa prima parte della mostra dà la percezione al visitatore che un’accelerazione progressiva prenda forma anche grazie all’allestimento curato da diverserighestudio. Una spirale tridimensionale ripercorre le tappe fondamentali dell’evoluzione umana. Man mano che il percorso avanza, la spirale si restringe, intensificando la sensazione di velocità e culminando in un effetto di spaesamento.
La seconda parte della mostra esplora le rivoluzioni scientifiche e tecnologiche che hanno segnato la storia dell’umanità. Modelli di macchine leonardesche, manoscritti scientifici e installazioni digitali illustrano come il sapere si sia evoluto nel tempo, conducendo alle innovazioni contemporanee. Tra le opere esposte, spiccano installazioni che mostrano il potere della tecnologia nel modificare la realtà, con particolare attenzione ai progressi dell’intelligenza artificiale.

In questa sezione tre opere emblematiche di artisti contemporanei dialogano tra loro facendoci riflettere sull’incertezza del nostro futuro: Luzifer di Anselm Kiefer, The Stainless Pure di Nicola Samorì e Immortal Hunting di Ronald Ventura. Lucifero, che evoca il mito di Icaro, precipita da un aereo in un disastro che suggerisce il fallimento della tecnica come salvezza; anche Ventura riprende il tema della caduta, simbolo di un’umanità il cui destino appare sempre più incerto, per arrivare infine a Samorì e alla sua rappresentazione di umanità ferita.
Nel tunnel finale, T-simmetry, un’opera interattiva, consente ai visitatori di confrontarsi con un’intelligenza artificiale che pone domande esistenziali, spingendo a interrogarsi sul ruolo della tecnologia nel destino umano. “Dall’origine al destino” non offre risposte definitive, ma solleva interrogativi fondamentali sull’evoluzione dell’umanità. Il progresso, con le sue potenzialità e i suoi rischi, è al centro della riflessione, invitando il pubblico a una presa di coscienza attiva e consapevole. Il destino dell’uomo è già scritto o ancora da plasmare? E’ possibile un nuovo umanesimo nell’era dell’intelligenza artificiale? Domande che restano aperte, ma che trovano nella conoscenza il punto di partenza per ogni possibile risposta.

Foto copertina; Ronald Ventura, Immortal Hunting, 2015, metallo, resina e vetroresina, cm 193x420x60, Collezione Golinelli, Bologna

