Palazzo Boncompagni celebra Michelangelo Pistoletto

Dal 3 febbraio al 3 giugno 2026, Palazzo Boncompagni (Via del Monte, 8) celebra Michelangelo Pistoletto con una mostra che ripercorre oltre sessant’anni della sua ricerca artistica. Michelangelo Pistoletto. Dalla Cittadellarte allo Statodellarte, a cura di Silvia Evangelisti, rappresenta una tappa fondamentale per comprendere la poetica dell’artista, da sempre orientata a tematiche delicate legate all’individuo e al suo ruolo nella società. Attraverso opere, progetti e incontri, la retrospettiva mette in dialogo arte e dibattito pubblico, attivando dinamiche di interazione e stimolando la riflessione sulla contemporaneità.

Nato a Biella nel 1933, Michelangelo Pistoletto è uno di quegli artisti che non necessita di troppe presentazioni. Attivo fin dagli anni Sessanta, è tra i protagonisti indiscussi del movimento dell’Arte Povera, teorizzato da Germano Celant nel 1967, e fin dagli esordi abbraccia l’idea di mettere in discussione il consumismo della società contemporanea e il sistema tradizionale dell’arte. Fermamente convinto dell’importanza della collettività rispetto al singolo individuo e della capacità delle persone di generare nuovi significati unendosi — un concetto racchiuso nella celebre formula “1+1=3”, simbolo dell’unione di due unità che insieme producono qualcosa di inedito — Pistoletto dà vita, nel corso degli anni, a un ordine nuovo in cui arte, società e vita quotidiana si incontrano.

Michelangelo Pistoletto, Ph. Alessandro Sartori

Nasce così Cittadellarte, fondazione creata da Michelangelo Pistoletto negli anni Novanta, che utilizza l’arte come strumento per migliorare la società e affrontare tematiche legate all’ambiente, all’economia, alla politica e tanti altri ambiti, promuovendo la sensibilizzazione verso un cambiamento concreto. Con il tempo, Cittadellarte si sviluppa in un sistema articolato di diversi settori, i cosiddetti “uffici”, che operano in parallelo su tematiche diversificate come moda sostenibile, architettura e comunicazione. L’idea di fondo è che, pur nella loro diversità, questi ambiti collaborino tra loro, consentendo all’arte di farsi strumento di sviluppo sociale, politico ed economico nella vita quotidiana. Con Cittadellarte prende forma anche Terzo Paradiso, concetto che diventa il fulcro della ricerca visionaria di Pistoletto; la sua poetica si fonda sull’idea di unire natura e artificio, per creare un equilibrio nuovo e più sostenibile.

Michelangelo Pistoletto, Pietra miliare, 1967, ph. Sara Cosimini, Palazzo Boncompagni, Bologna

Per Pistoletto, l’arte non è qualcosa di immutabile o puramente estetico, da fruire passivamente in un museo, ma un motore di cambiamento, capace di influenzare la società contemporanea e il mondo in cui viviamo. Con la mostra di Palazzo Boncompagni, il concetto di Cittadellarte si espande fino a una dimensione universale. Il percorso antologico ripercorre le tappe che conducono al cosiddetto Statodellarte, ciò che Paolo Naldini — direttore di Fondazione Pistoletto Cittadellarte — definisce: «un’opera d’arte collettiva in evoluzione perenne e una nuova forma di organizzazione civico-politica». Con il passaggio da Cittadellarte a Statodellarte, l’arte diventa parte integrante di un processo creativo volto alla definizione di un nuovo ordine, ponendosi al servizio della sostenibilità, della responsabilità condivisa e della convivenza pacifica. In questo contesto, l’azione di ciascun individuo assume un ruolo determinante nella riconciliazione tra umanità e pianeta, incarnando la visione pluridecennale di Pistoletto. Michelangelo Pistoletto. Dalla Cittadellarte allo Statodellarte rappresenta un’ulteriore tappa di un progetto avviato nel 2021 tra l’artista e il Palazzo che mette al centro la capacità dell’arte di costruire una società nuova, favorendo il dialogo tra pubblico e dibattito contemporaneo, attraverso un programma che, nel rispetto della poetica dell’artista, va oltre il semplice percorso espositivo.

Michelangelo Pistoletto, Venere degli stracci (dett.), 1967-2022, Courtesy Palazzo Boncompagni

Cuore pulsante della mostra è Love Difference – Mar Mediterraneo (2003), il grande tavolo specchiante che torna a Bologna dopo vent’anni. L’opera collega arte e mondo reale attraverso una serie di incontri intitolati “Conversazioni intorno al tavolo Love Difference”, pensati per stimolare riflessioni sulle grandi tematiche della contemporaneità e sul ruolo dell’arte nella società. Il resto del percorso espositivo sviluppa una narrazione coerente e lineare, iniziando con Pietra Miliare (1967), opera che rappresenta le fondamenta dell’indagine di Pistoletto, passando poi agli iconici quadri specchianti e alla monumentale Venere degli stracci (1971-2022), fino ad arrivare a opere recentissime, come Generative A.I. – Autoritratto con quaderno Terzo Paradiso (2026), che riflettono sulle tematiche più urgenti della contemporaneità, inclusa l’introduzione delle tecniche di Intelligenza Artificiale. La mostra di Palazzo Boncompagni non si limita a celebrare Michelangelo Pistoletto, ma documenta la sua azione creativa e l’eccezionale capacità di concepire l’arte non come fine a sé stessa, bensì come dispositivo attivo, in grado di contribuire al miglioramento del mondo.

Michelangelo Pistoletto. Dalla Cittadellarte allo Statodellarte, Installation view, Courtesy Palazzo Boncompagni

Foto copertina:Michelangelo Pistoletto, Love Difference Mar Mediterraneo (dett.), 2003, Courtesy Palazzo Boncompagni

Sara Cosimini

Sara Cosimini

Storica dell'arte specializzata in Beni Storico-Artistici all'Università di Bologna. I suoi interessi principali sono incentrati sull'arte contemporanea.

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