Prof. Pescatore (Dams):«Entro l’anno arriverà la donazione della grande Milva»

di Silvia Rizzetto.

In arrivo al Dams il lascito di Milva: nastri, premi, partiture della cantante che verranno collocati nella biblioteca delle arti. E si attende il via libera per una mostra sulla donazione, prevista ad aprile

Spartiti, copioni, lettere, onorificenze, fotografie e nastri di una delle interpreti della canzone popolare più famose di sempre: presto all’università si potrà consultare il lascito di Milva. Il consiglio di amministrazione dell’ateneo ha approvato la richiesta della professoressa Martina Corgnati, figlia della diva di Goro, di donare in eredità al corso di laurea Dams parte dell’archivio e premi dell’artista, scomparsa lo scorso aprile.  L’eredità di Milva è stimata attorno ai 200 mila euro. «È un fondo importante che per le sue dimensioni può essere collocato in uno spazio contenuto», spiega il professor Guglielmo Pescatore, presidente del sistema bibliotecario dell’università. «Non è ancora arrivato – precisa il docente – attendiamo l’atto notarile di donazione. Io spero che entro l’anno, dopo le pratiche notarili, si possa organizzare il trasloco». Tempi che, se rispettati, potrebbero andare incontro all’idea di Corgnati di allestire una mostra dei cimeli donati il prossimo 23 aprile, in occasione del primo anniversario della morte della cantante e attrice. «Nel caso non fosse possibile un’esposizione per il prossimo aprile, si farà un annuncio che rimanderà alla data della sua inaugurazione», assicura Pescatore.

Professor Pescatore, in che cosa consiste il lascito?

«Si tratta di materiale video e sonoro, cioè incisioni, nastri di performance in video, ma anche spartiti, alcuni annotati da lei e altri da artisti con cui ha collaborato, poi c’è una parte dedicata alla sua carriera, quindi i premi ricevuti, onorificenze, dischi d’oro e dischi di platino. Infine fotografie. Alcuni materiali sono raccolti in cartellette». 

Quanto tempo richiederà la catalogazione del materiale?

«Richiederà meno tempo rispetto agli altri fondi. Molta parte del materiale audio in arrivo è già archiviata, i video vanno digitalizzati. Prima ci vorrà una catalogazione materiale, poi andrà fatto un piano. La mia idea è che il fondo una volta acquisito dovrà essere consultabile, non è un fondo che dev’essere necessariamente digitalizzato per essere disponibile». 

Dove sarà collocato?

«L’idea della figlia di Milva è quella di vedere il lascito al Dams, per congruità con l’immagine dell’artista. Si è pensato alla biblioteca delle arti, nella sede di via Barberia, perché contiene materiali riguardanti il teatro e le arti performative».

Perché si è scelta l’università di Bologna? 

«Perché c’è la sede del Dams. La professoressa Corgnati ha ritenuto che ci fosse una corrispondenza tra la figura della madre e il Dams, in relazione agli aspetti più popolari della sua carriera, soprattutto al primo periodo con la canzone popolare e Sanremo, ma anche alle sue esibizioni colte, come le collaborazioni con Astor Piazzolla e Franco Battiato, fino al sodalizio con Giorgio Strehler di cui c’è nel lascito della corrispondenza». 

Qual era il rapporto di Milva con la città?

«Milva ha vissuto a Bologna per qualche periodo, aveva un legame molto forte con la città. Lei si sentiva emiliana anche quando ha vissuto a Milano».

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