Raimondi a Palazzo Magnani
Nel cinquecentesco Palazzo Magnani di via Zamboni, sede storica di UniCredit a Bologna, oltre agli affreschi di Agostino, Annibale e Ludovico Carracci, noti con il titolo Storie della Fondazione di Roma, e le opere d’arte classica e moderna della Quadreria, è ancora visitabile (anche se ancora per poco, chiude il 3 dicembre), una piccola ma suggestiva esposizione di materiali d’archivio (lettere, libri, appunti, fotografie) rappresentativi del percorso intellettuale e accademico di Ezio Raimondi, studente prima poi professore del nostro Ateneo, importantissimo italianista del XX secolo e figura di riferimento per la cultura umanistica italiana ed europea.
La mostra, dal titolo Ezio Raimondi – La biblioteca infinita, è stata curata, in occasione del centenario della nascita di Raimondi, dal prof. Marco Antonio Bazzocchi, da Luca Di Nardo e Alberto Di Franco, con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e in collaborazione con Unicredit, il Dipartimento di Filologia classica e Italianistica dell’Alma Mater, il Sistema Bibliotecario di Ateneo e la Biblioteca Umanistica “Ezio Raimondi”.
Il titolo dell’esposizione non è solo metaforico, non evoca semplicemente una rappresentazione astratta dell’erudizione di Raimondi, ma la biblioteca è davvero infinita, è un dato di fatto, tangibile nella sua materialità, come subito si accorge il visitatore appena entra in sala, dove è subito accolto – sulla sinistra – da un’immagine (poi ripetuta da altre prospettive lungo il quadrato del percorso da seguire) in cui è subito evidente l’assenza di una qualsiasi soluzione di continuità nelle colonne di libri in essa rappresentate.

Del resto, sono circa 60.000 i volumi di Raimondi conservati presso la Biblioteca Umanistica “Ezio Raimondi” sezione di Filologia Classica e Italianistica di Unibo.
E così si prosegue il viaggio sporgendosi sulle diverse bacheche che si aprono ai lati della sala, nelle quali i diversi materiali, fra loro eterogenei nella fattura ma rigorosamente riuniti per contenuto o interessi di studio e ricerca, raccontano il variegato percorso intellettuale di Ezio Raimondi, dagli studi su Codro e l’Umanesimo a Bologna agli studi manzoniani (bella e ricca la bacheca dedicata ai Promessi sposi con le illustrazioni della Quarantana) fino alla critica di alcuni scrittori “contemporanei” (Carlo Emilio Gadda ad esempio).

E ti diverti scoprendo che a Raimondi era stata attribuita la matricola n. 4308 all’atto della sua iscrizione alla Facoltà di lettere il 21 ottobre 1941;

oppure ti dici “certo, è ovvio” che Raimondi abbia avuto una fitta corrispondenza con altri intellettuali e studiosi dell’epoca (come Roland Barthes).

Oppure resti colpito dalla lettera – da lui scritta a Vittore Branca – di rinuncia alla presidenza dell’Istituto italiano di Cultura a Washington nel 1991: «Mi chiedi delle mie impressioni veneziane e del seminario alla Cini: è stata un’esperienza necessaria perché finalmente ho avuto il quadro esatto, anche nei termini burocratici di ciò che mi attenderebbe a Washington: molto meno, di fatto, di quanto sarebbe necessario per poter imbarcarsi in un’impresa del genere, senza il sostegno della giovinezza e dell’ambizione. Impossibile, rebus sic stantibus, programmare soprattutto per Mariella una vita così complicata, faticosa, fuori dai binari a cui si è per forza adeguata in quest’ultimi anni (…). Così ho dovuto scrivere la mia rinuncia (…)»
Insomma, è un bel viaggio nella vita di un uomo che è consigliato compiere con qualcuno che abbia conosciuto Raimondi, anche solo (!) tramite la frequenza delle sue lezioni, perché potrà raccontarvi le aule piene all’inverosimile e l’esperienza unica di sentirlo parlare.
Ezio Raimondi: la biblioteca infinita è anche una mostra virtuale accessibile, fino al 31 dicembre 2024 a questo link https://exhibits.ficlit.unibo.it/s/raimondi-biblioteca/page/introduzione-alla-mostra
La mostra raccoglie le riproduzioni digitali di materiali conservati presso la biblioteca a lui dedicata del Dipartimento di Filologia classica e italianistica dell’Università di Bologna.
La mostra è suddivisa in otto bacheche-sezioni, nelle quali è possibile trovare riproduzioni digitali dei materiali ritenuti fondamentali per comprendere l’iter del professor Raimondi nella veste di studente, studioso, docente universitario, critico e lettore, approntate dal laboratorio analogico digitale (AdLab) presente all’interno Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna.
Foto copertina: Ezio Raimondi foto di Monica Silva www.msilva.photography

