Rassegna Scintille | Cinque Incontri Spettacolo | gennaio – maggio 2018

 

Scintille

 

La formula di questi cinque incontri-spettacolo è giocata sul “duetto” fra Paola Giovanelli, docente di Letteratura Italiana e Letteratura teatrale italiana presso l’Università di Bologna, “voce narrante” e filo conduttore, e l’attrice Laura Grossi che dà vita e corpo al percorso letterario, in un gioco scenico a contrasto netto fra i due ruoli  (docente e attore, letteratura e spettacolo): modalità diverse e complementari che valorizzano l’espressività della scrittura.

 

 

Chiamalalchimia: nel segreto magico di afrodisiaci e veleni         (31 gennaio)

 

L’antica pratica dell’alchimia e della magia, il millenario sapere cresciuto sulla filosofia naturale hanno dato vita a un immaginario collettivo che ha costituito per secoli il tessuto connettivo della vita umana in armonica simbiosi con l’intero cosmo. Il ritmo segreto della vita, ricercato nelle erbe, nelle piante, nei minerali, nei metalli si rifletteva nei fantasmi della mente che a sua volta metteva alla prova la tenuta dei sogni e delle passioni: manipolare pozioni, ideare afrodisiaci e veleni o trasformare le pietre in amuleti erano altrettanti modi per sperimentare le potenzialità nascoste di un mondo pensato come organismo in ogni sua parte vivo.

Da allora la coscienza dell’uomo occidentale convive con un immaginario assai più mortificato, ma l’arte, la letteratura, il teatro, la musica non hanno mai smesso di misurarsi col tempo di quel respiro.

 

 

«Nessun dorma»: immagini e voci dall’inconscio (28 febbraio)

 

Alcuni fra gli autori più interessanti del Novecento italiano ci accompagnano nel mondo del sogno, luogo segreto e incontrollabile dal quale si liberano illuminazioni e premonizioni, inquietudini e ossessioni. Incolpevole sempre, il sogno è anche la barriera per eccellenza che ci separa dagli altri e a volte da noi stessi, riservandoci, in un limbo senza tempo, le sorprese dell’attesa e ricamando con sottile malizia corrispondenze oscure, presagi indefiniti.

Associata al sonno, metafora di morte, l’attività onirica conserva ed esprime la vitalità soggettiva, risponde a desideri profondi, consola o acuisce i rimpianti; spesso persuade più della realtà stessa – svelata continuamente nella sua natura illusoria – realtà che il sogno, sorta di binario parallelo alla vita cosciente, è in grado di condizionare e piegare a propositi insondabili, spesso grottescamente conflittuali, sempre bizzarri.

 

 

Brividi. Lo scrittore: assassino o detective? (21 marzo)

 

 

Quella del giallo è una struttura rigida, ma piena di ambiguità: con mezzi razionali e logici il detective deve indagare su un evento che appartiene all’area del mistero. Si attiva così la doppia vocazione al realismo e all’immaginario che coinvolge un complesso di impulsi, di bisogni e di desideri legati alla nostra vita interiore, al nostro inconscio. Il lettore è sollecitato ora a pensare in modo logico-deduttivo, ora ad essere travolto dalla suspense e dalla sorpresa; ora è portato a identificarsi con il detective, ora con il criminale, i simboli delle due opposte tensioni che sempre coabitano nell’essere umano: la spinta verso la salvaguardia dell’ordine e quella verso la trasgressione delle regole.

Ma la letteratura più recente ha piegato la partitura classica del giallo verso la leggerezza dell’ironia e del gioco.

 

 

Ridere sul serio: il ritmo della parodia (11 aprile)

 

La parola “parodia” deriva dal greco parà (“accanto”) e odè (“canto”), ossia un componimento che accompagna il canto, un lavoro di seconda mano rispetto all’originale sul quale viene intessuto e del quale deforma in chiave ironica gli stereotipi e  capovolge i procedimenti stilistici. All’interno della stessa struttura testuale parlano dunque contemporaneamente due voci.

Anche la lettura della parodia è sempre sdoppiata e straniata, richiede un fruitore in qualche modo “strabico”: il testo rimanda a un altrove e lo scarto che questa divaricazione produce è affidato alla sua intelligenza e alla sua competenza. Ma, misurandosi con la prospettiva del modello, la parodia ne garantisce pur sempre la vitalità.

Aldo Palazzeschi, Luciano Folgore, Achille Campanile, Umberto Eco sono alcuni notevoli esempi di questo particolare e trasgressivo slancio letterario.

 

 

Ci mancherebbe altro

divagazioni comiche femminili  (16 maggio)

 

Come è cambiata la donna in questi ultimi quarant’anni?

Lo analizziamo attraverso lo sguardo di autrici-attrici come Grazia Scuccimarra, Lella Costa, Franca Rame, Angela Finocchiaro, Anna Marchesini: il loro teatro ha registrato il passaggio dai temi del collettivismo femminista Anni Settanta a quelli della riscoperta di una nuova solidarietà e complicità femminile che sembrano caratterizzare questi nostri anni. Una comicità intelligente e autoironica che – riflettendo sulle mode e i luoghi comuni della nostra società – tocca i vari aspetti della vita al femminile, esplorando il rapporto della donna con se stessa e con genitori, partners, figli: il sesso e l’amore, l’impegno civile, il lavoro dentro e fuori casa.

 

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Franca Pili

Franca Pili

Segreteria CUBo

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