Rimini con il nuovo Parco del mare entra nel club esclusivo delle città mondiali del wellness

Una cascata di verde, tante aree per lo sport, piste ciclabili e pedonali, dune, vegetazione adriatica, palestre a cielo aperto, foreste del mare e alberi-fontana ispirati alle filastrocche di Gianni Rodari. Questo e molto altro è il nuovo Parco del mare di Rimini, l’ambizioso progetto urbano di riqualificazione del lungomare che sta cambiando il volto della città. Già parzialmente realizzata, la grande opera è partita dai due apici del litorale e ha finora interessato la zona del belvedere a Marina Centro e il lungomare Spadazzi a Miramare, quasi al confine con Riccione. 

Ispirato a un’idea di benessere ‘olistico’, capace cioè di coniugare rispetto per l’ambiente, esigenze di mobilità sostenibile e necessità di ampi spazi da vivere all’aria aperta, il Parco del mare ha già messo a segno un risultato ragguardevole: ha consentito infatti a Rimini di entrare nel ristretto ‘club’ delle città mondiali del wellness, in compagnia di metropoli come Miami, Singapore, Barcellona, San Diego. Località cui è stato riconosciuto l’impegno profuso nel mettere al centro della propria strategia di sviluppo la qualità della vita delle persone e nel garantire a residenti e visitatori spazi pubblici attrezzati e liberamente fruibili. Il capoluogo della Riviera intende così proporsi come vero e proprio distretto del benessere, con ricadute positive sul territorio sia dal punto di vista economico e turistico, sia dal punto di vista sociale e della salute dei cittadini. 

Sofia Marini

Proprio dalle otto ‘isole fitness’ – soluzioni e attrezzature per l’allenamento funzionale, in parte già installate e utilizzabili – sul waterfront di Rimini sud prende forma lo studio pilota denominato appunto ‘Parco del Mare’, ideato da Sofia Marini, assegnista di ricerca del Dipartimento di Scienze per la qualità della vita dell’Alma Mater, e dal dottorando di ricerca Mario Mauro. Il progetto, che si propone di coinvolgere, nei prossimi tre mesi, la cittadinanza nella pratica dell’attività fisica per migliorarne salute e qualità della vita, è supportato da Uni.Rimini Spa (ente di sostegno del campus universitario riminese) e dalla stessa amministrazione comunale. 

 

«Sempre più studi scientifici dimostrano che l’esposizione prolungata ad ambienti naturali ‘outdoor’ ha conseguenze benefiche sulla salute degli individui», esordisce Sofia Marini. «In particolare, i cosiddetti ‘spazi verde-blu’ (‘verdi’ come parchi e giardini e ‘blu’ come specchi d’acqua, mari e oceani) aiuterebbero a ridurre lo stress e favorirebbero il desiderio di muoversi, migliorando, complessivamente, la salute e il benessere delle persone. L’evidenza di tali benefici per la collettività è importante soprattutto per le istituzioni: le prove disponibili possono infatti essere tradotte in interventi concreti e politiche di promozione della salute». L’indagine di Marini e Mauro si propone, dunque, di valutare gli impatti positivi dell’attività fisica svolta nella cornice dello spazio verde-blu del Parco del Mare, con particolare riferimento allo stato di salute e alle prestazioni fisiche della popolazione. 

«Cominceremo il 2 maggio con i primi venti partecipanti, ma la fase di reclutamento è ancora aperta: chiunque sia interessato ad aderire – e dare, così, il proprio contributo alla ricerca – può scrivere una mail al mio indirizzo ([email protected]). Possono partecipare individui adulti (da 18 anni in su) che non presentino controindicazioni alla pratica di esercizio fisico moderato. I test si svolgeranno in due sessioni settimanali da 60 minuti per tre mesi, fino a fine luglio. Ma l’intenzione, condivisa con il Comune, è di replicare il progetto anche in autunno, per valutare la frequentazione del parco del mare e lo svolgimento costante di attività fisica all’aperto durante tutto l’arco dell’anno, compresi i mesi più freddi». 

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