Santa Sofia di Romagna: una splendida giornata tra arte e natura per salutare l’estate
Nell’ultima giornata d’estate, domenica 21 settembre 2025, i soci del Circolo Cubo – Università di Bologna hanno trascorso una piacevole giornata tra arte contemporanea e natura a Santa Sofia di Romagna, un piccolo borgo situato ai piedi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, immerso nel verde dell’Appennino tosco-romagnolo. In compagnia di Pasquale Fameli, ricercatore del Dipartimento delle Arti Unibo, e Pierluca Nardoni, storico dell’arte. I soci hanno visitato la Galleria d’Arte Contemporanea Vero Stoppioni (Viale Roma, 5) e il Parco di Sculture (Via Campoisola, 40).
La giornata ha avuto inizio alle 8:00 del mattino, con l’appuntamento per il bus prima alla Certosa di Bologna e poi all’Autostazione. All’arrivo, il sole e un clima mite hanno accolto i nostri soci, che hanno avuto il tempo di fare una passeggiata nella principale piazza Matteotti e visitare gli stand gastronomici e i mercatini presenti in occasione della Sagra del Tortello.

Dopo il caffè, il primo appuntamento della giornata: quello con Pasquale Fameli alla Galleria d’Arte Contemporanea Vero Stoppioni. Inaugurata nel 1990, la galleria si distingue per essere diventata, con il passare degli anni, un centro sempre più importante per la promozione delle principali tendenze artistiche italiane dal secondo dopoguerra a oggi, come il Neorealismo, la Pop Art e l’Informale. La galleria vede la luce grazie alla ferma volontà di Vero Stoppioni, insegnante, mecenate e figura chiave nella promozione dell’arte contemporanea in Romagna e di Santa Sofia come centro culturale e artistico, sia in Italia che all’estero.

È proprio per volontà di Stoppioni che, nel 1955, viene istituito il Premio Campigna, una manifestazione dedicata all’arte contemporanea che si svolge nella stagione autunnale. Nato nel cuore verde della foresta di Campigna – da cui prende il nome – il progetto in origine è dedicato alla promozione di artisti e artiste locali, ma ben presto si espande alle collaborazioni esterne, come quelle con Ennio Morlotti, Concetto Pozzati, Giosetta Fioroni, Piero Manai e molti altri, che prendono parte in momenti diversi alla rassegna.

Negli stessi anni in cui il Premio si evolve in un programma triennale più articolato legato a generi tradizionali rivisitati in chiave contemporanea, Mattia Moreni, artista originario di Pavia, dona un cospicuo nucleo di opere alla comunità di Santa Sofia, oggi conservate nella collezione permanente della Galleria Vero Stoppioni. Considerato un esponente di spicco della corrente informale italiana e membro del “Gruppo degli Otto” – un collettivo di artisti attivo negli anni Cinquanta, punto di riferimento dell’arte astratta e informale in Italia – Moreni rappresenta in realtà la figura dell’outsider; la sua ricerca oscilla costantemente tra la figurazione e l’astrattismo, manifestandosi in forme antropomorfe decadenti, deformate e spesso disturbanti. Pasquale Fameli ha illustrato ai nostri soci le opere di Moreni custodite negli spazi della galleria – come La grande Mistura (1976-1984), un grande lavoro monumentale che risente del rapporto fisico e osmotico dell’artista con la materia – che dedica all’artista una sezione privilegiata.

Dopo il pranzo e una passeggiata nel centro storico, il bus ha accompagnato i soci nel luogo del secondo appuntamento della giornata: il Parco di Sculture di Santa Sofia. Pierluca Nardoni ha guidato i soci in una passeggiata al fresco degli alberi, illustrando le opere di arte pubblica collocate lungo l’alveo del fiume Bidente. Il Parco di Sculture è un progetto avviato nel 1993 come estensione del Premio Campigna con un’intenzione ben definita: integrare arte e ambiente in un dialogo reciproco e rispettoso, con una selezione di opere – quattordici in tutto, realizzate da noti artisti e artiste nazionali e internazionali – disseminate su tutto il percorso, che inizia nel centro storico di Santa Sofia, prosegue costeggiando le sponde del fiume per due chilometri e termina a sud, nella località di Carpaccio.

L’eterogeneità di materiali e stili, data dall’originalità di linguaggio di ogni artista che partecipa, crea un valore aggiunto al progetto, dando vita ad una sinergia armonica con il paesaggio altobidentino e creando un vero e proprio museo all’aperto in continuo divenire, grazie all’installazione periodica di nuove sculture. Il rientro a Bologna ha visto i soci un po’ stanchi nel corpo, ma arricchiti dall’esperienza di una giornata passata insieme, tra arte e natura.
Immagini di copertina: i soci Cubo con Pasquale Fameli e La grande Mistura (1976-1984) di Mattia Moreni, Galleria Vero Stoppioni, ph. Sara Cosimini

