Sinaisky, Bouchkov e Hakhnazaryan con la filarmonica del Comunale eseguono Brahms e Schubert

di Giovanni Neri

Il 23 maggio all’Auditorium Manzoni si sono esibiti il violinista belga Marc Bouchkov e il  violoncellista armeno Narek Hakhnazaryan, per la stagione sinfonica del Teatro Comunale di Bologna. Sul podio della Filarmonica del Tcbo il russo Vassily Sinaisky, direttore musicale dell’Orchestra Filarmonica Janáček di Ostrava e direttore emerito della Bbc Philharmonic Orchestra. 

Un concerto veramente godibile e di alta qualità. Si inizia con il concerto di Brahms, un brano ‘anomalo’ rispetto all’ultima fase compositiva del compositore di Amburgo. Niente a che vedere con gli intermezzi, i capricci, le sonate per viola e piano successivi all’opera 100 ed altre. E anche lo stile è lontano dalla poetica consueta del compositore. La sua gestazione (e derivazione) può essere trovata nei tanti saggi che la descrivono, ma per avere successo deve essere affidata a esecutori di altissimo livello.

Ottimo il violino di Couchcov che ha come limite un suono piuttosto flebile seppure basato su una solidissima tecnica. Ma è il violoncello che ha dominato la composizione. Un violoncello straordinario del trentatreenne armeno Narek Hakhnazaryan. Dotato di una tecnica strabiliante, un’intonazione perfetta anche nei passaggi più impervi (ad esempio con attacchi alla estremità della tastiera) e una sicurezza interpretativa che spiega anche il suo successo al Tchaikovsky del 2011 quando era solo ventunenne.  E un suono pieno integrato da un vibrato strepitoso. Insomma un artista che merita di essere al più presto invitato a Bologna per un concerto solistico (e forse gli organizzatori dei concerti di musica da camera dovrebbero guardare un po’ fuori dai soliti solisti…. C’è luce anche fuori dal panorama più consolidato!).

Comunque un’esecuzione strepitosa conclusa con un bis (una passacaglia, ovvero una serie di variazioni) dei due strumenti del poco noto compositore Halvorsen sul famoso tema di Händel “Il fabbro armonioso”.  Il concerto si è concluso con un’ottima esecuzione della sinfonia “tragica” di Schubert (un nome che non sembra particolarmente adatto).  Sinaisky è uno stagionato direttore che dirige con piglio sicuro e una gestualità contenuta, ma significativa ed efficace.  Un’esecuzione forse non memorabile ma di alto standard. Grande successo di pubblico soprattutto per il brano Brahmsiano

J.Brahms Concerto per violino, violoncello e orchestra in la minore, op. 102, “Doppio concerto”

F. Schubert Sinfonia n. 4 in do minore, D 417 “Tragica”

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