«Sto bene, grazie Italia» Patrick Zaki finalmente libero, ma rischia una condanna a 5 anni

Patrick Zaki potrebbe essere liberato già oggi, anche se al momento non si hanno certezze. Lo studente del master Gemma Unibo in aula insieme ai legali, ai genitori e ad un gruppo di diplomatici, italiani e stranieri, ha dichiarato dalla gabbia degli imputati:”Sto bene, grazie Italia”. Zaki sarà prima trasferito da Mansura al carcere egiziano di Tora. L’attivista era ormai in carcere da 22 mesi, accusato della diffusione di false informazioni attraverso tre articoli giornalistici. La prossima udienza si terrà il 1° febbraio 2022 e rischia, se giudicato colpevole, una  condanna fino a cinque anni di reclusione.

Ventidue mesi in carcere, con continui rinnovi della custodia cautelare. Poi la decisione del Tribunale per reati minori della sicurezza dello stato di emergenza della seconda divisione di al-Mansoura, che oggi ha disposto il rilascio di Patrick Zaki. L’udienza è durata solo quattro minuti e la notizia è stata confermata dall’Egyptian Initiative for Personal Rights (Eipr), l’ong egiziana con la quale Zaki collaborava. Lo studente dell’Università Alma Mater di Bologna è stato portato dietro le sbarre nel famigerato carcere di Tora il 7 febbraio del 2020, dopo essere stato arrestato all’aeroporto del Cairo. Era tornato in Egitto per far visita alla famiglia, un periodo di vacanza che si è trasformato in un incubo. Solo di recente è stato trasferito nel carcere di al-Mansoura, città dove Zaki è nato il 16 giugno del 1991.

I capi d’accusa menzionati nel mandato di arresto sono minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, sovversione, diffusione di notizie false, propaganda per il terrorismo. In particolare, il ricercatore egiziano avrebbe compiuto propaganda sovversiva attraverso alcuni post pubblicati su Facebook. Il rinvio a giudizio è avvenuto invece per “diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese” sulla base di tre articoli scritti da Zaki. Tra i testi messi sotto accusa ne spicca uno, scritto nel 2019 sui cristiani copti in Egitto perseguitati dallo Stato Islamico, l’Isis, e discriminati da alcuni elementi della società musulmana. Lo stesso Zaki appartiene alla comunità copta egiziana. In questi mesi si sono susseguite le udienze in cui ogni volta è stata rinnovata per 15 o 45 giorni la detenzione preventiva di Zaki, nonostante i numerosi appelli e iniziative del governo italiano, di politici, attivisti e associazioni.

Le dichiarazioni del ministro dell’Università e della ricerca, Maria Cristina Messa e del Presidente del Consiglio, Mario Draghi.

”È un passo davvero importante”. È il commento del ministro dell’Università e della ricerca, Maria Cristina Messa, alla notizia della scarcerazione di Patrick Zaki. Messa evidenzia che ”Dobbiamo continuare a sostenere Patrick e fare sentire che l’Italia è, in tanti e vari modi, accanto a lui. Vorrei dire anche un sincero grazie a tutti coloro che in questi anni, partendo dalle strutture del ministero degli Affari Esteri, non hanno mai smesso di lavorare per arrivare a questa prima fondamentale decisione”.

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime soddisfazione per la scarcerazione di Patrick Zaki, la cui vicenda è stata e sarà seguita con la massima attenzione da parte del Governo italiano. Così una nota di Palazzo Chigi.

Le dichiarazioni del sindaco di Bologna, Matteo Lepore

“La notizia della imminente scarcerazione di Patrick Zaki è una bella notizia che ci dà una speranza concreta, dopo tantissimi mesi con il fiato sospeso. La felicità in questo momento è comprensibile, ma dobbiamo allo stesso tempo continuare ad essere prudenti, perché è stato un periodo lungo questo, di attesa, e non dobbiamo vanificare gli sforzi”. Lo dice il sindaco di Bologna Matteo Lepore. “Da quello che sappiamo – prosegue – perché non abbiamo molte informazioni, la scarcerazione non significa dire liberazione, il processo è ancora in corso, quindi bisogna attendere, capire come si evolverà questa fase. Nelle prossime ore speriamo di avere informazioni più dettagliate. Bologna, in ogni caso, aspetta Patrick a braccia aperte”.

Le dichiarazioni del padre di Patrick Zaki, George. 

“Grazie Signore per il rilascio di mio figlio Patrick dopo i giorni molto difficili che abbiamo attraversato. Vorrei poi ringraziare tutti per il loro affetto e sostegno in questa circostanza”. Lo ha scritto George Michel Zaki, il padre di Patrick Zaki, sui suoi canali social.

Le dichiarazioni del rettore dell’Alma Mater di Bologna, Giovanni Molari

La libertà concessa a Patrick Zaki è “un primo segnale positivo”. Ma “sappiamo bene che non è ancora finita”. Per questo “continueremo a lottare e a farci sentire fino a quando non potremo accoglierlo nuovamente a Bologna”. A dirlo è il rettore dell’Alma Mater di Bologna, Giovanni Molari, commentando la decisione del tribunale di Mansoura che ha concesso la scarcerazione per lo studente egiziano dell’Ateneo felsineo, in carcere a Il Cairo dal febbraio 2020. “Dopo 22 lunghissimi mesi di prigionia- afferma Molari- il nostro studente Patrick Zaki potrà finalmente uscire dal carcere: è un primo segnale positivo in questa vicenda che si protrae da troppo tempo”. Quello di oggi, continua il rettore, “è un passo avanti importante dopo quasi due anni di detenzione, soprattutto perché permetterà finalmente a Patrick di abbandonare le opprimenti condizioni di vita dettate dalla reclusione e ritrovare i suoi affetti e la sua famiglia. Sappiamo bene però che non è finita: il processo a carico di Patrick continua. E di conseguenza continuerà anche il nostro impegno e la nostra mobilitazione”.  L’Università di Bologna, ricorda Molari, “ha lottato fin dal primo giorno perché i diritti di Patrick Zaki fossero rispettati e per ribadire il nostro sostegno ai diritti fondamentali della persona, alla libertà di parola e di insegnamento, e il valore ineguagliabile del pensiero critico”. Oggi dunque “siamo pieni di gioia per Patrick e per i suoi cari- afferma il rettore- ma continueremo a lottare e a farci sentire fino a quando non
potremo accogliere nuovamente Patrick a Bologna. Fino a quando la sua grande comunità, quella dell’Alma Mater, non potrà nuovamente riabbracciarlo”.  Guarda il video di La Repubblica

L’arcivescovo card. Matteo Zuppi esprime «grande gioia per l’annuncio dell’imminente scarcerazione di Patrick Zaki» dato oggi dalle Agenzie di stampa. L’Arcivescovo e la Chiesa diocesana hanno pregato per la liberazione di Zaki, lo studente iscritto all’Università di Bologna detenuto da quasi due anni in Egitto, e per tutti coloro che nel mondo si trovano in condizioni di difficoltà e restrizione delle libertà personali. Il Card. Zuppi attende con «fiduciosa speranza il ritorno in Italia di Zaki per poterlo rivedere e abbracciare al più presto a Bologna». In varie occasioni negli ultimi mesi l’Arcivescovo si è unito all’appello di diverse personalità bolognesi per la liberazione del giovane studente.

 

La prossima udienza si terrà il 1° febbraio 2022.

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