Tcbo; stagione teatrale 2027

Il percorso collettivo di un’istituzione culturale somiglia spesso a un itinerario omerico, un lungo e necessario transito costellato di sfide e visioni future. Per il Teatro Comunale di Bologna, questo cammino intitolato simbolicamente Verso Itaca troverà il suo compimento il prossimo 14 febbraio 2027, quando la storica Sala Bibiena riaprirà ufficialmente le proprie porte al pubblico.

Dopo gli ingenti e complessi interventi di restauro strutturale avviati nel dicembre 2022, la città si riappropria del suo fulcro creativo attraverso una giornata di festa che culminerà in un concerto straordinario diretto dal maestro Daniele Gatti. Già alla guida musicale del teatro felsineo nel decennio a cavallo fra i due secoli, Gatti salirà sul proponendo una raffinata antologia di pagine firmate da Glick, Rossini, Verdi e Wagner. Tale evento non rimarrà isolato, bensì darà l’avvio a un intero mese di iniziative diffuse sul territorio, destinate a prolungarsi fino al 14 marzo, celebrando un restauro della volta e degli stucchi che si accompagna a una visione architettonica aperta ed inclusiva. Ne è un chiaro segnale anche il nuovo modulo affacciato su via del Guasto, concepito per valorizzare il dialogo con la comunità urbana e l’attrattività turistica.

Il fitto cartellone artistico 2027, presentato alla conferenza stampa catturata nelle immagini dell’articolo, si dipana sotto il titolo evocativo Tante storie, un filo comune, unendo idealmente la narrazione allegorica della tela di Penelope alle vicende che abiteranno il palcoscenico e l’esperienza vissuta nei foyer. Il nuovo logo recupera lo stemma storico del comune di Bologna facendolo dialogare con un corredo illustrativo d’avanguardia, capace di fondere i giochi di penna barocchi, l’espressività della street art e l’ironia novecentesca della celebre Linea di Osvaldo Cavandoli. 

Offrendo un utile preambolo al lettore per comprendere l’ampia offerta della stagione opera, è bene evidenziare come il programma si articoli su nove titoli complessivi, di cui sette in forma scenica al Bibiena e due in forma concerto presso l’Auditorium Manzoni. Ad inaugurare solennemente la lirica il 2 marzo sarà Il ritorno di Ulisse in patria di Claudio Monteverdi, capolavoro barocco mai rappresentato prima al Comunale, proposto nella storica trascrizione novecentesca di Luigi Dallapiccola. La produzione si avvarrà della regia di Daniele Abbado, della direzione di Fabio Biondi e della presenza del baritono Stefan Astakhov.

Tra i titoli di maggior richiamo si inserisce il monumentale ed imperdibile Tristan un Isolde di Richard Wagner, diretto dal maestro Robert Treviño con l’allestimento di Yannis Kokkos e le voci di Jhon Matthew Myers, Angela Meade e Daniela Barcellona. La tradizione italiana risuonerà invece con un nuovo Nabucco verdiano ideato da Pier Luigi Pizzi e diretto da Renato Palumbo, che vedrà protagonista il baritono Amartüvshin Enkhbat affiancato da Marta Torbidoni. Il cartellone include inoltre la Madama Butterfly di Pucini, diretta da Stefano Ranzani con il debutto della regia della scenografa Monica Manganelli e l’interpretazione del soprano Anna Pirozzi, e una travolgente Carmen di Bizet affidata alla bacchetta di Emmanuel Villaume e alla regia di Pier Francesco Maestrini. La vocazione internazionale del Comunale viene ribadita da Vanessa di Samuel Barber, dramma lirico diretto da Francesco Lanzillotta con la regia di Leo Muscato, che vedrà salire sul palco la stella americana Corinne Winters. Chiude idealmente la stagione la prima rappresentazione italiana di Accabadora, opera di Francesco Fideli tratta dal celebre romanzo di Michela Murgia, per la regia di valentina Carrasco e la direzione di Leonhard Garms. All’Auditorium Manzoni andranno invece in scena due prestigiosi eventi in forma concerto: La straniera di Bellini con Vasilisa Berzhanskaya diretta da Antonio Fogliani, e I due Foscari di Giuseppe Verdi, appuntamento diretto da Francesco Ivan Ciampa per celebrare i trent’anni di carriera internazionale del celebre baritono emiliano Luca Salsi.

La sovrintendente del teatro lirico di Bologna Elisabetta Riva

Al cominciamento dell’anno, la stagione sinfonica si aprirà il 10 gennaio con l’oratorio Elias di Mendelssohn diretto da Sebastian Weigle, che vedrà la partecipazione del coro istruito dal nuovo maestro Claudio Marino Moretti. Il fitto programma di 14 concerti vedrà l’avvicendarsi sul podio di direttori del calibro di Andris Poga, Wayne Marshall, Andrey Boreyko, Aziz Shokhakimov, Donato Renzetti, Daniel Oren, Ton Koopman e Henrik Nanasi. La direttrice Aletiva Ioffe debutterà alla testa della Filarmonica, mentre Hartmut Heanchen chiuderà l’anno il 31 dicembre con il Messiah di Händel nella versione di Mozart. Si conferma infine la fortunata rassegna domenicale Gioia all’Auditorium Manzoni, con undici matinée dedicate ai giovani talenti internazionali del podio e all’integrale dei concerti pianistici di Beethoven nel bicentenario della scomparsa. 

La stagione di danza si sviluppa nel segno dell’investimento artistico e produttivo della musica dal vivo eseguita dall’Orchestra del Teatro Comunale per ben tre dei quattro titoli in cartellone. Il sipario si alza il 13 marzo con la prima assoluta di una nuova versione de La sagra della primavera di Stravinskij, coreografata e interpretata da Sergio Bernal, che proporrà anche Rango, dramma ispirato a García Lorca.

Ad aprile, la Compañia Antonio Najarro presenterà Querencio, unione di flamenco e sensibilità contemporanea in prima italiana. A settembre giungerà per la prima volta a Bologna la celebre compagnia cinese Tao Dance Theater, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia, con i suoi ipnotici lavori minimalisti estratti dalla Series of numbers. Il cartellone si chiuderà nel periodo natalizio con il classico Il lago dei cigni di Čajkovskij, eseguito dal Balletto dell’Opera di Tbilisi sotto la guida dell’Etoile Nina Ananiashvili.

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