Tessere il mosaico dell’apprendimento // intervista a Paola Bonifacci 

di Francesca Sibilla

Cosa sono i prerequisiti dell’apprendimento e perché è importante potenziarli in età prescolare? Ne parliamo con Paola Bonifacci, ricercatrice dell’Università di Bologna, che ci illustra il progetto LOGOS rivolto a 2.000 bambine e bambini del territorio bolognese

Qual è il contesto in cui nasce LOGOS e cosa si prefigge?

Nella scuola dell’infanzia i processi di apprendimento emergono e si consolidano attraverso modalità ludiche, fortemente legate al “fare esperienza”. Il bambino, in questa fascia di età, possiede già delle competenze linguistiche e numeriche e apprende consolidando, riorganizzando, adattando le conoscenze spontanee e acquisite attraverso il complesso intreccio tra componenti genetiche, neurobiologiche e ambientali che hanno regolato le prime fasi di sviluppo. Il periodo prescolare è quindi un momento peculiare per lo sviluppo dei “prerequisiti dell’apprendimento” ovvero quell’insieme di competenze di base che coinvolgono specifiche funzioni cognitive intrecciate ad aspetti attentivi, motori e motivazionali che iniziano a strutturarsi e consolidarsi proprio in questa fase. I “prerequisti” rappresentano il futuro “terreno” sul quale sorgerà e si svilupperà l’“albero della conoscenza” ovvero gli apprendimenti formali che si sviluppano dalla scuola primaria in poi. L’obiettivo di LOGOS, progetto biennale dedicato a bambine/i di 4-5 anni, è favorire lo sviluppo delle abilità comunicative, linguistiche e cognitive dei “prerequisiti dell’apprendimento” con attività sistematiche di osservazione e potenziamento dei prerequisti e non anticipare alla scuola dell’infanzia metodologie di apprendimento della scuola primaria con richieste cognitive di letto-scrittura e calcolo in un momento in cui queste non possono essere soddisfatte.

Quali attori territoriali sono coinvolti e qual è il bacino di utenza?

L’iniziativa è promossa e finanziata dal Comune di Bologna, Settore Istruzione, Servizi 0-6, dagli anni 1999/2000. Dal 2011 ha preso avvio la collaborazione del laboratorio di ricerca LADA (Laboratorio Assessment Disturbi di Apprendimento) del Dipartimento di Psicologia per lo sviluppo di prove ad hoc e per la valutazione degli indicatori di difficoltà di apprendimento e attività di potenziamento. Dal 2013 LOGOS è oggetto di una specifica convenzione tra Università e Comune.

Negli anni si registra un progressivo incremento del numero di scuole coinvolte. Dai 60 percorsi inclusi nel 2012/2103 siamo passati a circa 100 percorsi nel 2018/2019, pari al 90% delle scuole dell’infanzia comunali e statali del nostro comune, per un totale di circa 2000 bambine/i coinvolte/i e di circa 100 insegnanti che partecipano a corsi di formazione e aggiornamento teorici e laboratoriali a cura dei professionisti del dipartimento.

Su quale metodologia è basato LOGOS?

L’approccio è quello della valutazione longitudinale con più momenti di osservazione nei due anni seguiti da attività di potenziamento. Questo permette di valutare non tanto la prestazione nel singolo momento, ma quanto la/il bambina/o risponda alle stimolazioni dell’ambiente didattico. Il fine non è scattare un’“istantanea”, ma acquisire una sequenza dinamica anche integrando più punti di vista (professionisti, insegnanti, pedagogisti) per cogliere più informazioni possibili sulle caratteristiche della bambina/o e sulla sua evoluzione nel tempo. Per questo motivo sono previste attività propedeutiche di osservazione a cura dei professionisti e degli insegnanti della scuola dell’infanzia basate su prove standardizzate e questionari. Sulla base di tali osservazioni gli esperti forniscono un profilo di classe per orientare le attività didattiche. Già a partire dal secondo anno di scuola dell’infanzia vengono svolte attività di potenziamento dei prerequisiti. Al termine dell’ultimo anno i professionisti svolgono ulteriori attività di osservazione attraverso prove oggettive condotte con il gruppo classe per indicare suggerimenti utili per il passaggio alla scuola primaria. 

Quali attività vengono proposte alle/ai bambine/i?

Alle/ai bambine/i vengono assegnati obiettivi raggiungibili e motivanti. Le attività, la cui priorità è il processo e non il  prodotto, mirano a potenziare i processi cognitivi e linguistici alla base dei processi di apprendimento tramite modalità ludico-didattiche esperienziali e multisensoriali, tipiche del periodo prescolare. Le iniziative proposte si svolgono in momenti diversi della giornata e nei diversi spazi, incluso il giardino. I materiali usati sono quelli già disponibili nel contesto scolastico o sviluppati attraverso materiali semplici (carta, cartoni). Per sviluppare competenze metafonologiche (capacità di discriminare, elaborare e manipolare i suoni linguistici), si propone di “tagliare le parole a pezzetti” suddividendole in sillabe (ba-na-na) e coinvolgendo anche la componente motoria (es. saltando per ogni sillaba o battendo le mani). Altri giochi riguardano la discriminazione e la pronuncia di suoni simili. Nel gioco dell’“orchestra” ad un gruppo viene chiesto di pronunciare il suono “F”, ad un altro il suono “V”, questo per far acquisire sensibilità ai diversi suoni del linguaggio e consapevolezza sui suoni diversi che formano le parole. E ancora, per potenziare le competenze lessicali, si crea il “tesoriere delle parole nuove” rappresentate con immagini. Bambine/i e insegnanti conservano le parole nuove e si organizzano attività controllando che i “pirati” non le abbiano rubate, stimolando processi mnestici. Anche nell’ambito delle competenze numeriche si propongono attività in cui le competenze di conteggio si associano a giochi con la palla o attività di discriminazione di quantità con oggetti reali, per esempio si chiede in quale gruppo di pennarelli ce ne sono di più. Le attività vengono svolte in piccolo o grande gruppo e i bambini si divertono e imparano facendo esperienza.

LOGOS può aiutare ad identificare un Disturbo Specifico dell’Apprendimento?

No, l’identificazione precoce di eventuali fragilità nei prerequisiti degli apprendimenti non può portare all’identificazione di Disturbi Specifici degli Apprendimenti (DSA), diagnosticabili solo a partire dalla fine del secondo anno di scuola primaria per i disturbi di letto-scrittura (dislessia, disortografia, disgrafia) e alla fine della terza primaria per i disturbi del calcolo (discalculia). L’obiettivo del lavoro sui prerequisiti è incidere sulla traiettoria evolutiva potenziando competenze cognitive e linguistiche della bambina/o nella fase di massima plasticità e responsività agli stimoli ambientali, l’analisi dei predittori è di natura probabilistica. La letteratura scientifica offre numerosi contributi in merito ai predittori specifici per le diverse aree di apprendimento. Le competenze metafonologiche (elaborazione e manipolazione di suoni linguistici), la conoscenza di lettere e la denominazione rapida automatizzata, sono i principali predittori delle successive competenze di decodifica (lettura), vocabolario, memoria di lavoro verbale e comprensione linguistica sono i principali predittori della successiva capacità di comprensione del testo.

Come viene coinvolta la comunità di riferimento?

Il coinvolgimento inizia già nella fase di programmazione annuale con l’organizzazione di incontri con i pedagogisti e i gruppi di insegnanti. Per questi ultimi, in particolare, sono previste consulenza, confronti e formazione per condividere le modalità operative delle attività didattiche di potenziamento. Nelle classi multiculturali viene svolta formazione specifica sui temi del bilinguismo fornendo indicazioni su tecniche didattiche per l’inclusione.

Da quest’anno per le famiglie sono stati introdotti incontri specifici per illustrare le modalità organizzative del progetto. Inoltre i professionisti svolgono restituzioni in più momenti con insegnanti e pedagogisti. Nel corso dei colloqui con i genitori, gli insegnanti riportano un quadro d’insieme frutto del confronto tra le diverse figure coinvolte. Ai coordinatori pedagogici possono essere fornite, su richiesta, indicazioni sugli andamenti individuali per contribuire alle loro osservazioni e promuovere le migliori azioni per il benessere e lo sviluppo delle competenze di ogni bambina/o.

Su quali tendenze emerse in questi anni vale la pena soffermarsi?

Frequentemente le insegnanti ci hanno segnalato la percezione di una flessione delle competenze linguistiche di bambine/i monolingue rispetto alle generazioni precedenti nel momento dell’ingresso alla scuola dell’infanzia. Come anticipato il linguaggio si sviluppa nella relazione, oggi nelle famiglie si assiste ad una riduzione dei momenti di scambio comunicativo per via dei ritmi di vita e dell’imponente presenza delle tecnologie che “catturano” molto del (poco) tempo a disposizione. Lo sviluppo linguistico nei primi anni di vita rappresenta una fase cruciale per il successivo sviluppo cognitivo e relazionale ed è importante cercare di mettere in atto tutte le azioni possibili per non perdere questa preziosa finestra temporale. Le tecnologie fanno parte di questo periodo storico e il loro sviluppo è destinato a crescere. Non devono quindi essere demonizzate perché rappresentano strumenti con i quali i bambini saranno chiamati a confrontarsi. In alcuni casi fungono da supporto per consolidare alcuni prerequisiti degli apprendimenti (es. applicazioni smartphone e tablet in relazione alle attività linguistiche e di calcolo), tuttavia non possono in alcun modo sostituire la fase di sviluppo che si realizza attraverso l’esperienza. E’ importante che il genitore funga da regolatore dell’uso del tempo e fornisca valide e possibilmente allettanti alternative all’uso eccessivo di queste, fornendo occasioni per apprendere dall’esperienza diretta e stando in relazione con altri.

Inoltre emerge come sia sempre più rilevante la necessità di sviluppare azioni finalizzate al potenziamento linguistico e ai processi di inclusione nelle classi multiculturali. Il bilinguismo rappresenta una risorsa ed è associato a numerosi vantaggi per lo sviluppo cognitivo. Tuttavia, quando i bambini iniziano il percorso scolastico con una scarsa conoscenza della lingua italiana, può essere difficile valorizzare e riconoscere le loro competenze e possono sorgere dubbi circa la presenza di difficoltà linguistiche. Nel percorso “DOUBLE” cerchiamo di dare una risposta a questa esigenza anche attraverso la valutazione delle competenze nella lingua madre, l’analisi della biografia linguistica come momento di conoscenza della storia dei genitori e l’implementazione di attività di potenziamento delle competenze linguistiche.

Rispetto al tema dei prerequisiti è possibile un’alleanza scuola-famiglia?

La collaborazione scuola-famiglia su questo tema è molto importante e rappresenta la condizione ottimale per massimizzare gli effetti degli interventi. Per questo è fondamentale che i genitori siano informati sulle modalità di svolgimento del progetto. Il dialogo e la condivisione dei principi teorici che guidano le modalità didattiche permettono di comprendere meglio l’operato dei docenti e dare continuità alle attività svolte a scuola nel contesto familiare.

Con i genitori si condivide anche l’importanza di potenziare le occasioni di dialogo e di scambio comunicativo, perché il linguaggio si sviluppa in un contesto ecologico ed è favorito dalla motivazione e dallo stare in relazione. La lettura dialogica, per esempio, rappresenta una tecnica particolarmente consigliata nel periodo prescolare e prevede il coinvolgimento del/la bambino/a nella lettura interattiva di una storia. La/il bambina/o quindi non è solo uditore ma co-narratore con scambi di domande e considerazioni che favoriscono lo sviluppo lessicale, le competenze narrative e inferenziali.

I genitori rivestono quindi un ruolo fondamentale nello sviluppo dei prerequisiti non perché debbano insegnare competenze di lettura, scrittura e calcolo, ma perché possono favorire l’esposizione del bambino a occasioni ecologiche di apprendimento stimolando curiosità e motivazione. Questo è confermato anche dalla letteratura che indica come la stimolazione in ambito familiare, attraverso attività di lettura condivisa, giochi sui suoni, manipolazione delle quantità e uso del linguaggio matematico, possa incidere significativamente sulla traiettoria evolutiva.

Quali evoluzioni per LOGOS?

Il progetto è in continuo cambiamento pur mantenendo saldi principi e obiettivi generali. In fase di avvio la priorità è stata rendere omogenei gli strumenti di osservazione utilizzati dai professionisti grazie allo sviluppo di strumenti psicometrici standardizzati che rispondevano a criteri di affidabilità e validità. Negli ultimi anni sono state incluse aree di indagine che la letteratura internazionale indica come cruciali nella fascia di età considerata, quali le competenze numeriche e di prescrittura, cogliendo esigenze legate alle nuove sfide a cui la scuola dell’infanzia è chiamata a rispondere tra cui l’inclusione e il potenziamento delle competenze linguistiche nei bambini bilingui esposti all’italiano come seconda lingua (L2). La valorizzazione delle competenze linguistiche nei bambini bilingui raccoglie sempre maggiore interesse e sarà importante incrementare le attività di potenziamento anche attraverso l’utilizzo di ausili tecnologici. Inoltre auspichiamo di riuscire a collaborare sempre di più con le famiglie per svolgere a casa attività di home literacy e numeracy che favoriscano lo sviluppo linguistico e cognitivo. Altro obiettivo sono le attività di potenziamento e consulenza per bambini con profili di fragilità che tuttavia non rientrano in condizioni clinicamente significative.

LOGOS può rientrare nella funzione di terza missione riconosciuta alle università?

Certamente, questo progetto rientra nelle attività di terza missione e rappresenta un esempio di come la ricerca possa tradursi in concrete azioni sul territorio. Il laboratorio LADA da anni svolge numerosi progetti con le scuole ed è sede di un servizio per la diagnosi dei disturbi di apprendimento, numerose famiglie di studenti della scuola primaria e secondaria vi accedono. L’intreccio tra teoria, clinica e collaborazione con le istituzioni rappresenta un elemento fondante della nostra attività, elementi diversi che traggono reciproco beneficio tra loro. Le attività di terza missione, come i progetti con le scuole, LOGOS in particolare, sono continuamente arricchiti dalle attività di ricerca e aggiornamento teorico su prerequisiti e processi di apprendimento. Al tempo stesso, il contatto diretto con famiglie, scuole e istituzioni rappresenta un input fondamentale per la ricerca che viene orientata ai bisogni e alle domande dei contesti di vita.

Per approfondire:


Bonifacci, P., Tobia V. (A cura di) (2017). Apprendere nella scuola dell’infanzia. Lo sviluppo dei prerequisiti. Roma: Carocci Editore. ISBN: 9788843089543

Bonifacci, P. (a cura di) (2018). I bambini bilingui. Favorire gli apprendimenti nelle classi multiculturali. Roma: Carocci Editore. ISBN: 9788843090211

 

LADA – Laboratorio Assessment Disturbi di Apprendimento

Il LADA è il laboratorio di ricerca del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna associato al Servizio per la Diagnosi dei Disturbi di Apprendimento sotto la responsabilità della ricercatrice Paola Bonifacci.

Le attività di ricerca si concentrano nell’ambito dei processi e disturbi di apprendimento nell’età prescolare e scolare, attraverso lo sviluppo di strumenti psicometrici, analisi dei marker endofenotipici, il ruolo delle variabili ambientali e progetti di individuazione precoce. Altro tema che contraddistingue le attività di ricerca del laboratorio riguarda il bilinguismo, e in particolare lo sviluppo delle competenze linguistiche, cognitive e di apprendimento nei bambini esposti all’italiano L2.

Al servizio clinico accedono famiglie per attività di consulenza sui Disturbi Specifici di Apprendimento. Le attività prevedono colloqui con i genitori, protocolli di valutazione approfonditi del profilo funzionale delle funzioni intellettive e degli apprendimenti, redazione di report diagnostici, e attività di potenziamento sugli apprendimenti e sul metodo di studio. ♦

 

 

 

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