Teste, mostri, spiriti e capitelli: un tesoro nel giardino di Casa Varoli

Nel cuore di Cotignola ha preso vita un progetto site-specific che mescola arte contemporanea, storia e tradizione di questo Comune dell’entroterra ravennate. Teste, Mostri, Spiriti e Capitelli è il frutto della mente creativa dell’artista faentino Nero/Alessandro Neretti e del curatore Massimiliano Fabbri. Punto di approdo: la mostra diffusa e permanente allestita nel giardino di Casa Varoli. Fondamentale è stato il meticoloso lavoro di aggiornamento della catalogazione dei reperti storici raccolti da Luigi Varoli e condotto da due archeologhe dell’Università di Bologna. Da qui è infatti partito Nero per progettare e allestire le sue opere. 

Luigi Varoli (1889-1958) è stato un artista poliedrico ed emblematico del Novecento romagnolo e non solo. Noto per la sua passione nel recuperare e conservare frammenti storici, reperti e chincaglierie, dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, si è avventurato tra le rovine di Cotignola, sua città natale, alla ricerca di pezzi di edifici storici e altri oggetti, contribuendo a preservare il patrimonio locale e la sua memoria. La sua collezione comprende oggi una vasta gamma di frammenti di terrecotte antiche, pietre e manufatti, custoditi nel Museo Civico di Cotignola a lui dedicato.

Viscere nere \ black bowels, refrattario, ferro recuperato \ refractory, salvaged iron, 75 x 65 x 4 cm. Courtesy Nero/Alessandro Neretti e Museo Civico Luigi Varoli ph Lorenzo Pasini
Viscere nere \ black bowels, refrattario, ferro recuperato \ refractory, salvaged iron, 75 x 65 x 4 cm. Courtesy Nero/Alessandro Neretti e Museo Civico Luigi Varoli ph Lorenzo Pasini

Nero/Alessandro Neretti (1980) è un artista visivo, ricercatore e osservatore critico della condizione contemporanea, da anni porta avanti un lavoro di ricerca espressiva personale lavorando in maniera fluida sugli spazi. «Ho conosciuto il giardino di casa Varoli grazie a Selvatico, progetto artistico che ha saputo valorizzare molti luoghi della Bassa Romagna e creare un circuito di artisti contemporanei romagnoli di alto livello» racconta l’artista. «Le Cappuccine di Bagnacavallo, il San Rocco di Fusignano, le Pescherie di Lugo, Palazzo Sforza di Cotignola…tutti spazi di piccoli comuni, spesso sconosciuti, che hanno fatto rete sul territorio. E’ così che mi sono avvicinato a Casa Varoli e al lavoro del grande artista». L’idea di Nero è stata quella di creare un connubio tra i frammenti storici dell’infinito archivio di Luigi Varoli e materiali contemporanei, tra questi anche i cosiddetti scarti con cui Nero si confronta da anni.

Mostro mostarda \ mustard monster, refrattario \ refractory, 15 x 16 x 41 cm. Courtesy Nero/Alessandro Neretti e Museo Civico Luigi Varoli ph Lorenzo Pasini
Mostro mostarda \ mustard monster, refrattario \ refractory, 15 x 16 x 41 cm. Courtesy Nero/Alessandro Neretti e Museo Civico Luigi Varoli ph Lorenzo Pasini

«Per fare questo in maniera scientifica ci siamo avvalsi della collaborazione dell’Università di Bologna. Due giovani ricercatrici del Dipartimento di Beni Culturali, sotto la direzione di Marco Cavalazzi, hanno svolto un lavoro di archiviazione di una serie di reperti presenti nei magazzini del comune di Cotignola ancora non inventariati o inventariati in maniera approssimativa o parziale. Il progetto è stato poi condiviso con la municipalità locale e candidato all’interno del bando Piano per l’Arte Contemporanea-Pac, programma ministeriale che sostiene interventi sul contemporaneo» prosegue l’artista. Il risultato? Ventuno opere che si fondono armoniosamente nel giardino in cui sono collocate, alcune mimetizzate nell’architettura altre in bella vista per catturare l’attenzione del visitatore che si chiede quali saranno le opere dello storico artista e maestro e quali quelle del nuovo. L’intento di Nero è infatti proprio suscitare un senso di stupore e mistero, lasciando spazio all’interpretazione e alla riflessione sul confine tra arte e storia. Ma c’è di più. Dietro a queste opere c’è una narrazione che si dipana attraverso il giardino, un racconto che mescola il mito e la storia locale con la visione personale dell’artista.

testa di fungo \ mushroom head, calacatta vagli rosato, travertino* \ calacatta vagli rosato, travertine*, 97 x 58 x 57 cm. Courtesy Nero/Alessandro Neretti e Museo Civico Luigi Varoli ph Lorenzo Pasini
testa di fungo \ mushroom head, calacatta vagli rosato, travertino* \ calacatta vagli rosato, travertine*, 97 x 58 x 57 cm. Courtesy Nero/Alessandro Neretti e Museo Civico Luigi Varoli ph Lorenzo Pasini

Ogni opera ha una sua storia, una sua anima che si lega al contesto in cui è stata creata. Il legame tra il lavoro di Varoli e quello di Neretti? Entrambi cercano di salvare il bello, di recuperare ciò che è stato dimenticato o gettato via, conferendo una nuova vita e un nuovo significato, una filosofia che permea il lavoro di entrambi, un senso di rigenerazione che si riflette nelle opere esposte nel giardino di casa Varoli. Ma questo progetto non è solo un omaggio all’arte e alla storia locale: è anche un invito a riflettere sul potenziale creativo della provincia italiana, sulla capacità di trasformare spazi sconosciuti in luoghi di bellezza e ispirazione. «Lo spirito del progetto infine, conclude l’artista, è anche ludico e giocoso. Un inno non solo a Luigi Varoli, ma anche alla campagna e alla fantasia. Non dobbiamo scordarci infatti che oltre alla sua attività di collezionista, Varoli ha fondato la Scuola di Arti e Mestieri aiutando tanti ragazzi nel dopoguerra e offrendo opporunità educative e culturali. La sua filosofia, volta a salvare il bello e a valorizzare la storia locale, ispira ancora oggi artisti e appassionati di tutto il mondo» conclude Nero.

www.ovveronero.net/

Nero/Alessandro Neretti nel suo laboratorio. Courtesy Nero/Alessandro Neretti, ph Lorenzo Pasini
Nero/Alessandro Neretti nel suo laboratorio. Courtesy Nero/Alessandro Neretti, ph Lorenzo Pasini

Foto copertina; Giardino di Casa Varoli. Courtesy Nero/Alessandro Neretti e Museo Civico Luigi Varoli ph Lorenzo Pasini

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