Torna a Rimini la Biennale del Disegno

Con il tema “Ritorno al Viaggio, dal Grand Tour alla fantascienza”, la quarta edizione della Biennale del Disegno di Rimini riprende dopo la pausa segnata dalla pandemia e pone il tema del viaggio come ri-partenza con una proposta complessa e articolata di dodici mostre in contemporanea e più di mille disegni in esposizione. 

Come scrive nel 1962 John Steinbeck nel suo reportage In viaggio con Charlie «non sono le persone che fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone» e come non essere d’accordo. Sicuramente lo è il curatore Massimo Pulini che come tema di questa edizione sceglie il ritorno al viaggio come esito e ispirazione, ma anche come registrazione e contaminazione dal presente al passato. Quel che hanno prodotto gli artisti in questo tempo epocale, ma anche quello che, nei secoli passati, hanno espresso grazie ai viaggi. Ma non c’è solo questo. C’è anche la celebrazione di una ripartenza, di una rinascita perché per i Musei di Rimini questo è un anno importante: cento anni fa nasceva la Pinacoteca e la città ha celebrato questa ricorrenza riaprendo la sezione medievale e quattrocentesca del Museo della Città “L. Tonini” dopo mesi di lavoro e anni di preparazione.

Lorenzo Mattotti, Viaggi nelle città, matite e inchiostri colorati, 2020, courtesy l’artista, da I migliori viaggi della nostra vita. Storie di rotte transiti avvistamenti a cura di Eleonora Frattarolo con la partecipazione di Enrico Fornaroli (curatela e testo Lorenzo Mattotti) e Andrea Lo Savio (curatela e testo Vuitton Travel books), Museo della Città “L. Tonini” Sala delle teche
Lorenzo Mattotti, Viaggi nelle città, matite e inchiostri colorati, 2020, courtesy l’artista, da I migliori viaggi della nostra vita. Storie di rotte transiti avvistamenti a cura di Eleonora Frattarolo con la partecipazione di Enrico Fornaroli (curatela e testo Lorenzo Mattotti) e Andrea Lo Savio (curatela e testo Vuitton Travel books), Museo della Città “L. Tonini” Sala delle teche

Dai taccuini di Felice Giani e Lorenzo Mattotti, dall’arte settecentesca al Novecento di Thayaht, passando per Piranesi, Morandi, Fontana, Fautrier e artisti contemporanei, la Biennale offre un vero e proprio viaggio nel mondo del disegno, più precisamente un Grand Tour (il lungo viaggio nell’Europa continentale intrapreso dai ricchi dell’aristocrazia europea a partire dall’Ottocento e destinato a perfezionare il loro sapere) come quello di Stendhal del 1817 evocato in una delle dodici mostre – Everything spoke so vividly – che cita lo stordimento che lo scrittore descrive come «emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati». E alle atmosfere romantiche dell’Ottocento si mescola la malinconica distopia di città futuriste, come quella sommersa, svuotata dagli esseri umani e abitata da creature fantastiche di Samuele Grassi, a ricordarci che – come osserva il curatore «usciamo da un periodo che per la prima volta e in simultanea, ha fatto percepire a tutti una dimensione distopica, straniante. Ci ha fatto vivere in un film di fantascienza, nel quale gli uomini erano scomparsi dalle città, come se una silenziosa bomba avesse trasformato in scenografie deserte i nostri luoghi sociali».

La formula dell’evento è quella già sperimentata nelle precedenti edizioni, composta da un corollario di esposizioni parallele e congiunte, incontri con specialisti, studiosi e giornalisti, reading, conferenze, performance, lezioni, art talk, atelier didattici attorno al disegno in tutte le sue accezioni.

Locandina cubana di Giulietta degli Spiriti, 1965, da Cinema e libertà. I Carteles de Cine cubani a cura di Luigino Bardellotto, Adolfo Conti, Patrizio De Mattio, Palazzo del Fulgor, Museo Fellini
Locandina cubana di Giulietta degli Spiriti, 1965, da Cinema e libertà. I Carteles de Cine cubani a cura di Luigino Bardellotto, Adolfo Conti, Patrizio De Mattio, Palazzo del Fulgor, Museo Fellini

Fino al 28 luglio sarà possibile visitare le mostre che, secondo la consueta formula, sono dislocate in diverse sedi istituzionali: Museo della Città, Biblioteca Gambalunga, Palazzo del Fulgor e Castel Sismondo, a cui si aggiungono ulteriori spazi privati e pubblici come gallerie, studi d’artisti e d’architettura e librerie attivate dal Circuito Open, espressione del dialogo diretto con la città e il suo territorio. 

I disegni esposti provengono dall’Accademia Reale di San Fernando di Madrid e dai Fonds Regionale d’Art Contemporain de Picardie, da importanti collezioni private, dai Carteles del cinema cubano ai disegni del primo film d’animazione italiano La Rosa di Bagdad per giungere agli artisti contemporanei che espongono nel Cantiere Disegno.

Samuele Grassi, La migrazione, 2021, da Rimini sommersa. I disegni subacquei di Samuele Grassi a cura di Sabrina Foschini, Rimini, Museo della Città “L. Tonini”
Samuele Grassi, La migrazione, 2021, da Rimini sommersa. I disegni subacquei di Samuele Grassi a cura di Sabrina Foschini, Rimini, Museo della Città “L. Tonini”

«Rimini – scrive il sindaco Jamil Sadegholvaad in prefazione al catalogo della mostra – città di mare, dell’ospitalità e meta di viaggiatori da sempre, conferma con questa Biennale di essere anche un crocevia di culture e di espressioni artistiche. La città dell’immaginario per eccellenza, la città di Fellini, di Guerra e di Tondelli, quella che ha fatto dell’accoglienza uno stile di vita, dimostra di essere anche un approdo sicuro per l’arte, per la creatività e per la curiosità. Per questo abbiamo voluto che le mostre di questa Biennale fossero allestite negli spazi culturali e museali storici perché la storia deve integrarsi con il futuro, ciò che è locale deve interagire con ciò che è oltre il nostro sguardo. Uno sguardo che ora vi invitiamo a posare sulle linee, sui colori, sulle forme di queste mostre sapientemente allestite: sono sicuro che, visitandole, vi sembrerà, al contempo, di essere trasportati sul ponte della nave Westmorland o immersi nella creatività di artisti del calibro di Hartung, Schifano o Twombly sentendovi però perfettamente a vostro agio. A casa, come solo Rimini sa far sentire chi la visita o la abita».

https://www.biennaledisegnorimini.it/ 

Immagine di copertina: Massimiliano Galliani, Autoritratto, 2018 matita su carta da I migliori viaggi della nostra vita. Storie di rotte transiti avvistamenti a cura di Eleonora Frattarolo con la partecipazione di Enrico Fornaroli (curatela e testo Lorenzo Mattotti) e Andrea Lo Savio (curatela e testo Vuitton Travel books), Museo della Città “L. Tonini” Sala delle teche

Lara De Lena

Lara De Lena

Laureata in Lettere moderne, si specializza nel 2017 in Beni storico artistici con una tesi in arte contemporanea. Dallo stesso anno collabora con il CUBo, di cui è nel direttivo dal 2021. Ha collaborato con la Pinacoteca Nazionale di Bologna, il MAMbo e ha partecipato al progetto internazionale ADM - Art Market Dictionary. È impegnata nella realizzazione dell’Archivio digitale Roberto Daolio.

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