Tre anni di mostre e arte con il Cubo
Sono tanti anni ormai che il Circolo propone alle sue socie e ai suoi soci – e a tutta la comunità universitaria – attività culturali nell’ambito delle arti figurative. Come è noto, le nostre iniziative mirano a scoprire la città di Bologna e il suo circondario non solo nel suo patrimonio artistico e museale ma anche per scoprire e inventare nuovi modi per conoscerlo e viverlo.
In questi ultimi tre anni molte sono state le visite a gallerie, musei, chiese e periferie urbane; attraverso le nostre sezioni “Conosci Bologna” e “Andar per mostre” abbiamo visitato eventi importanti e blasonati ma anche piccoli, nascosti e sconosciuti ai più, passeggiate dentro e fuori porta, viaggi culturali lunghi e brevi dove all’arte e alla storia si è unito il piacere di stare insieme e di fare – come piace tanto a noi – comunità.
Nei nostri percorsi insieme abbiamo cercato di mostrare lati meno conosciuti e convenzionali dell’arte, fornendo letture differenti di artisti e opere celeberrime e facendo conoscere ciò che è meno noto ma ugualmente rappresentativo della storia artistica e culturale bolognese ed emiliana, dall’antichità agli artisti coevi.
Forse si è trattato di un caso (o forse no) ma proprio l’ultimo triennio – ovvero quello che ha vissuto l’isolamento da pandemia, quando abbiamo demandato alla tecnologia e ai social ogni forma di interazione con gli altri – che abbiamo assistito a una coesione e partecipazione sempre più tenace. Ricordo le prime uscite dopo il lock down in cui avevamo paura di stare troppo vicini e ci lamentavamo delle mascherine che ci appannavano gli occhiali: momenti ora divertenti a ripensarli ma decisamente meno nel momento in cui li abbiamo vissuti (e fidatevi di una povera guida affetta da miopia). E mi stupisco sempre di quanto le nostre socie e i nostri soci non temano freddo, caldo, infortuni e stoicamente ci seguano contenti in tutti i nostri eventi, magari con un paio di stampelle o un ombrello che protegga dal sole e dalla pioggia!
È stato un triennio bellissimo, in cui ci hanno accompagnato (in rigoroso ordine alfabetico): Marco Antonio Bazzocchi, Ilaria Bianchi, Giacomo Alberto Calogero, Francesca Chelini, Roberto Chiesi, Enrico Cirelli, Sara Cosimini, Alessio Costarelli, Marcella Culatti, Pasquale Fameli, Massimo Ferri, Ilaria Garavelli, Giuseppe Ledda, Angelalea Malgieri, Francesca Mambelli, Claudio Marra, Rocco Mazzeo, Valentina Mazzotti, Pierluca Nardoni, Tommaso Pasquali, Daniela Picchi, Virna Ravaglia, Enrico Tabellini, Annalisa Tassoni, Serena Togni (spero sinceramente di non aver dimenticato nessuno). Ed è a loro – docenti, assegniste e assegnisti, ricercatrici e ricercatori, dottorande e dottorandi del nostro ateneo ma anche, colleghe e colleghi, studiose e studiosi che qui da noi si sono formate e formati – che va il nostro ringraziamento perché ci mettono sempre a disposizione con grandissimo entusiasmo la loro volontà, le loro idee e il loro tempo per condividere con noi proprio quelle conoscenze e competenze maturate all’interno della nostra istituzione. È a molti di loro che dobbiamo l’arrivo nel nostro gruppo di nuove collaborazioni, proprio in virtù di quella rete che continuamente cerchiamo di mantenere salda e, contemporaneamente, di farla crescere, diventare sempre più ampia e avvolgente.
Ciò che auspichiamo e che questa collaborazione continui sempre, oltre il nostro mandato che va a concludersi, e che con la stessa sinergia si arricchisca di nuove collaboratrici e collaboratori che abbiano voglia di entrare a far parte della nostra comunità e di andare con noi alla scoperta di tutte le bellezze del nostro territorio (e anche di altri territori vicini e lontani, ovviamente!).

