Trenodia | Silenzio sul pianeta Terry (Jones)

di Niki Pancaldi

Pianto composto. Pianto intimista. SPAM! Lugubre lamento anglo-sassone. Solenne marcia funebre per una marionetta. SPAM! Il giorno 21 Gennaio di quest’anno virale non verrà forse ricordato dai più, un po’ per ciò che è accaduto poco dopo, la psicosi sanitaria collettiva, ma soprattutto perché alcuni lamenti funebri riservano lacrime solo ad una esigua quantità di intenditori.


Quel giorno affermai che dopo la sua morte non ci sarebbe stato più niente da ridere; ingenuamente non sapevo quanto fossi stato profetico. SPAM! Terry Jones è un nome che quasi sicuramente non suona così altisonante come quello di altri, ben più illustri e blasonati colleghi autori, ma che sarebbe giusto ricordare.
Il buon Terry può essere descritto in prima battuta, semplicemente, come “uno dei Monthy Python”.
Il gruppo comico inglese, che molti ricorderanno solo a causa di una citazione all’interno di un film riguardante porte della metropolitana e bionde speculari, ci ha regalato tutto sommato poco in termini di quantità ma sicuramente è stato un detonatore estremamente potente in termini di qualità creativa. SPAM! SPAM! SPAM!

Jones ed il resto del terribile sestetto arrivano da strade diverse, spesso a coppie, per congiungersi magicamente in una trasmissione televisiva, che nel nostro paese è arrivata solo grazie allo streaming offertoci dalla omnicomprensiva rete, ma che in anni molto più rigidi (a livello mediatico) fu per la vecchia Albione un fulmine a ciel sereno.

Ciò che Jones e la sua compagnia irriverente portarono nelle case di ogni buon cittadino dell’impero fu una scoppiettante ventata di nonsense puro, assurdità ricercate, colti sfottò e animazioni arditissime.
A guardarlo oggi non sembra un programma invecchiato di un giorno. A guardarlo bene sembra che le follie sperimentali del popolo di youtube siano state anticipate di oltre tre decenni.
I Monthy Python facevano ridere, ma soprattutto facevano capovolgere il cervello. Scuotevano ogni punto di vista.

Jones, in qualche modo, era la radice più profonda di questa pianta aliena.
Essendo un autore ed essendo spesso il regista (di tutti i film e buona parte degli sketch), oltre che interprete, si può quasi azzardare l’ipotesi che fosse egli stesso il contenitore di tanta ingegnosa follia.

Cleese ne era sicuramente la mente, Idle ne era la voce, Palin ne era il cuore, Chapman l’impeccabile stile e Gilliam la visione.

Infatti il buon Terry Gilliam (che io personalmente ringrazierò sempre) oggi è un regista tra i più conosciuti ed affermati ma è ancora uno dei più visionari ed irriverenti. Ed è bello cadere su questo cuscino di coerenza. SPAAAAM!

Ma Terry Jones era un po’ tutte queste cose in una persona sola.

Bassetto, tarchiatello, dall’aria anonima e leggermente naive era affetto da una sorta di “buffo naturale”, ma nascondeva una mente ribollente di luminose fantasie e sconcertanti dissacrazioni.
Consiglio caldamente la visione del “Monthy Python Flying Circus” a chiunque ne sia  stato fin ora ignaro e sfido ad immaginarsi un programma del genere in onda nell’Impero britannico alla fine degli anni sessanta. In un gelido ed ingessato mondo di raffinata compostezza. SPAM!
I sei diavoli si permettevano di scherzare su tutto, compreso l’innominabile sesso o l’intoccabile religione, spesso lanciandosi in parti en-travesti (Terry era il primo della fila, solitamente) per i ruoli femminili.
C’era coraggio e c’era una storia pregressa di comici che non rispettavano il lavoro dell’autore per dedicare più spazio a se stessi, di autorità mediatiche che cestinavano idee e situazioni comiche per mancata capacità di comprenderle.

Era quella stessa società che guerreggiava contro il Rock’n’Roll per finire col nominare baronetti quattro rockettari di Liverpool.

Infatti i Monthy Phyton godettero di un successo eccezionale a livello di pubblico. Perché era veramente difficile (e lo è rimasto) trovare ottimi autori ed attori riuniti in unico progetto e con la completa libertà creativa sul medesimo. Riuscirono miracolosamente a compiere evoluzioni complesse su una sottile corda tesa tra il dadaismo ed il surrealismo. SPAM!

Questo, oltretutto senza cadere mai nel becero o nel volgare gratuiti, ma navigando senza alcun timore nel mare insidioso dell’incomprensibile.

E Jones di questa nave era sicuramente il timoniere.

Il sistema di flusso di coscienza permise di  uscire dallo schema barzellettiero della risolutiva “battuta finale” che avrebbe dato senso alla gag, permettendo quindi agli autori di entrare ed uscire continuamente dalle situazioni impostate. Senza soluzione di continuità lo sketch diventa circolare, non ha vero inizio o vera chiusura e i personaggi di una scena spesso ne invadono altre, interagiscono, si contrastano e si completano in piccole sinfonie di demenzialità fini a se stesse che da una lato sfiorano le basi classiche della comicità e dall’altra toccano la più alta cultura letteraria o storica.

SPAM!
Da una di queste scenette apparentemente assurde nasce una parola che tutti noi usiamo quando il discorso vira anche solo leggermente sul flagello moderno della posta elettronica: SPAM!
Lo “SPAM” è una parola insensata, usata insensatamente in un divertentissimo (quanto insensato) sketch del Flying Circus.

Tutti, oggi, abbiamo una cartella nella posta elettronica firmata Terry Jones!
Non contento di tanto sostegno alla storia della comunicazione telematica Jones firma anche la regia dei tre film del gruppo comico.

Ne “Monthy Phython e il sacro Graal” con un budget scarsissimo e dissacrante ironia viene messo in ridicolo uno dei miti portanti della Gran Bretagna: il ciclo delle leggende arturiane.
Per gli esperti in materia, ancora oggi, la sola idea del terribile coniglio bianco assassino è salita ai ranghi più alti della mitologia (forse più dello stesso Artù).“Brian di Nazareth” si è accontentato modestamente di sbeffeggiare addirittura il Vangelo.
Film dal budget più alto (grazie anche al successo del precedente) ma non più tranquillo in quanto a vena comica, riesce a mettere in ridicolo non tanto la fede quanto l’insensatezza dei fondamentalismi; si veda la scena “cosa hanno fatto i Romani per noi?” o la lotta da stadio tra i seguaci del sandalo e quelli della zucca.

Non ci siamo mossi mai di un millimetro da quel gioioso schierarsi manicheo, in migliaia di anni.
Ovviamente nel nostro paese il film sbarcò ben dodici anni dopo essere stato girato. E dubito di qualsiasi tipo di casualità.

Ed infine “Monthy Phyton – Il senso della vita”, che sempre più sfacciatamente punta verso l’alto nel contenuto, seguendo le fasi della vita umana in ogni suo aspetto. Personalmente ritengo che sia stato per Terry il lavoro meno faticoso a livello creativo. L’insensatezza della vita umana e le sue assurde contraddizioni possono essere anche meramente riportate, senza troppe invenzioni, per risultare comiche. Ma è sicuramente il più ardito e frizzante, tanto da meritare il premio della giuria al Festival di Cannes (mica pizza e SPAM!).

Indimenticabile l’interpretazione del nostro caro estinto nell’oltremodo disgustoso ruolo del Signor Creosoto. Immancabile il contrasto tra registi durante la lavorazione del film: Gilliam, che avrebbe dovuto occuparsi solo delle animazioni, fu sorpreso a girare un suo film indipendente che nulla aveva a che fare con la produzione in corso! La soluzione fu l’introduzione del film di Terry Gilliam in quello di Terry Jones come “invasore”. Terry contro Terry. Invece di litigare trovarono un nonsense che avrebbe dato senso al concetto stesso di comunità. Magistrale.

Prima che quella educata Morte (e la sua letale mousse al salmone) venisse a prendercelo Terry diresse altri film, scrisse sceneggiature (volete sapere davvero chi scrisse la prima stesura di “Labyrinth”?) libri per ragazzi, libri e documentari su Medioevo ed età classica che gli valsero un dottorato onorario ed una Laurea Honoris Causa.

Non male per quell’ometto apparentemente buffo ed insignificante che vestito da donna di mezza età con i bigodini gracchiava stridule assurdità!

Ironia della sorte, lui, che aveva stravolto la lingua, giocato con le parole, rivoltato significati e mischiato suoni, venne colpito da afasia progressiva, che gli porterà via ogni parola, poco prima che lui stesso venisse portato via a tutti noi.

Se posso permettermi un volo pindarico immagino che sia iniziata una riunione tra vecchi amici, ora che ha raggiunto l’ottimo Graham Chapman, scomparso nel lontano 1989 e primo dei sei cavalieri dell’assurdo a lasciarci.

Staranno già fingendo di cavalcare su praterie celesti simulando il suono della cavalcata con una noce di cocco.

Staranno forse progettando nuove assurdità in nuove dimensioni a noi ancora sconosciute.
Non lo sapremo mai.

Ma una cosa Terry e i suoi amici me l’hanno insegnata: “Guardate sempre il lato luminoso della vita, perché quando meno ve lo aspettate… potrebbe arrivare l’inquisizione spagnola!”

SPAM!

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