UN BREVE TEMPO ETERNO

di Emilia Fornari

Ieri ero lì.

Stavamo certamente guardando la stessa cosa.

Io da lontano, loro da più vicino.

 

Io lo sguardo in su, verso il cielo azzurro azzurro, che è una particolare tonalità di quel colore che tutti ben conosciamo e spesso abbiamo chiamato così, ripetendone il nome, in difficoltà ad accompagnarlo ad un aggettivo che lo ‘fermi’ una volta per sempre e per tutti, e che perfino la fotografia raramente agguanta e ci restituisce.

 

Loro, invece, guardavano Sua Imponenza Bianca direttamente negli occhi, quasi alla stessa altezza, vicini vicini, tuttavia nello stesso momento incredibilmente lontani, come solo la possente autorevolezza della Montagna silenziosamente impone a tutti.

 

Io dovevo scegliere da cosa lasciarmi incantare: da Lei bianca e immensa o dalla Sua immagine capovolta nel Lago, stemperata da un’ acqua che non è mai trasparente, eppure ci restituisce le immagini come un grigio specchio antico, smarginato e pieno di macchie, ma lo fa molto molto meglio?

 

Loro avevano negli occhi Tutto; erano tutti presenti insieme eppure distinti, riconoscibili e silenziosi: l’Azzurro-azzurro, la Montagna e lo Specchio. E loro lì in mezzo, accolti e allontanati nello stesso momento…

 

Ci dicono che la caduta è durata otto, forse dieci secondi: una piccola eternità…

Provo a contare i ventidue passi che impiego a compiere in dieci secondi, fisso due punti di riferimento fra due colonne del portico e riparto.

Riparto e penso.

In quegli otto-dieci secondi mi viene in mente quello che vi ho scritto.

Li ripercorro e mi rendo conto che avrei avuto tutto il tempo di pensare che la mia famiglia ed io stavamo per schiantarci, avrei urlato per la paura, per il viscerale e istintivo rifiuto di morire, per la rabbia e l’ingiustizia della mia fine anzi tempo, ‘fuori copione’, che se avessi abbracciato i miei bambini li avrei protetti col mio corpo…almeno loro, almeno loro, ti prego: loro no.

 

Non ho altre parole mie; mi rifiuto di scrivere la parola ‘Condoglianze’.

Mi faccio aiutare da ‘uno bravo’…

 

… Tutta l’umanità è un solo volume quando un uomo muore il suo capitolo non viene strappato dal libro ma tradotto in una lingua più bella, ed ogni capitolo deve essere tradotto in questo modo. Dio si avvale di diversi traduttori. Alcuni brani vengono tradotti dall’età altri dalla malattia, alcuni dalla guerra, altri dalla giustizia, ma la mano di Dio raccoglierà di nuovo in volume i nostri fogli sparsi per la biblioteca in cui ogni libro resterà aperto l’uno per l’altro. … (J. Donne)

 

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