Una domenica Eroica

La passione per il ciclismo ha le fondamenta nel ciclismo “epico”: _Binda e Guerra, Coppi e Bartali. . . . su strade bianche di polvere a imporre la loro classe e da qualche anno l’Eroica ci offre la possibilità di imitare questi campioni. La granfondo ciclistica che da Gaiole in Chianti si snoda attraverso le colline tra Siena e Arezzo invitando i partecipanti (in questa edizione oltre Tremila)a rimontare su vecchie bici da corsa riesumate da polverose cantine o appese da tempo al fatidico chiodo. Per l’occasione avevo reso nuovamente funzionante la vecchia bici dello Zio, una Maino del 1936, con cambio Regina a tre pignoni. La bici aveva subito nel dopoguerra la trasformazione in bici da città con il montaggio di parafanghi, fanale , dinamo e manubrio normale, ma aveva mantenuto i vecchi mozzi montati poi su cerchioni per copertoni PIRELLI con ancora la camera d’ aria in gomma rossa. Il cambio Regina della casa torinese VITTORIA altro non era che un tendicatena e solo alcuni abili corridori riuscivano a cambiare in movimento, più sovente bisognava fermarsi per compiere le operazioni e risalire di slancio in sella per non perdere ulteriori secondi. Durante la pedalata è stato comunque un continuo struscio di vecchie signore: _ Bianchi, Atala, Legnano, Torpado qualcuna conservata o restaurata alla grande, quasi un delitto impolverarle di nuovo. I percorsi prevedono 4 possibilità : 38 km per i più stanchi, 75 per quelli che vogliono almeno darsi un tono, 135 per gli sportivi seri e 200 per i fondisti veri e ognuno di questi comprende lunghi tratti di strada bianca e polverosa proprio per rivivere il fascino delle corse dei campioni del passato. La cronaca non riesce a descrivere le situazioni vissute, i tanti momenti nei quali mi sentivo veramente un corridore di altri tempi con ciclisti che mi sorpassavano veloci cercando di non alzarsi sui pedali in salita per non scivolare sul ghiaino della strada. Ho capito una volta di più la potenza degli atleti del passato, la loro statura imponente al confronto degli atleti di oggi, capaci di figurare in poche stagioni. Coppi e Bartali durarono moltissimi anni con il periodo della guerra che interruppe le gare ma per quanto possibile continuarono ad allenarsi e si ritrovarono pronti e vincenti alla ripresa Ho citato solo due corridori ma la storia è simile per moltissimi altri e il richiamo era presente nella granfondo con le varie società ciclistiche toscane e delle regioni limitrofe che spesso si richiamano appunto ad atleti del passato, che alla fine dell’ attività mettevano su la bottega del meccanico e costruivano telai o restavano nell’ ambiente come sponsor. All’arrivo i gruppi si ritrovavano ed era fantastico vedere le vecchie squadre ricompattarsi per transitare tutti assieme sotto lo striscione, molti con le vecchie maglie di lana e gli scarpini in cuoio traforato. Anche io sono riuscito a fare le salite con un 46/20 e il piede l’ ho messo a terra solo in una discesa, non volevo rischiare di cappottare in curva. Un appuntamento da ripetere e da vivere in compagnia. Per inciso molti bolognesi hanno partecipato e tra questi la citazione è dovuta per la collega Giovanna Zoccoli, si è sciroppata i 200 Km su una bici non vecchia come la mia ma comunque storica e dopo svariate forature ha tagliato soddisfatta il traguardo

Mauro Querzè

Letto 30 volte

Michele Contento

Michele Contento

Vice Presidente

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