Una insospettabile emozione : il DUOMO di PRATO
Visita al Duomo di Prato
accompagnati dal dott. Giacomo Alberto Calogero, PhD in Arti visive,
Professore a contratto del Dipartimento di beni culturali dell’Università di Bologna
“M’affaccio alla finestra, e sporgendomi un po’ di lato, m’appare la fronte marmorea del Duomo, a strisce bianche e verdi, il Pergamo di Michelozzo e di Donatello, appeso come un nido all’angolo della facciata, e il bel campanile che servì da modello al campanile di Giotto”.
Lo sguardo di Curzio Malaparte ci anticipa la veduta d’insieme del Duomo di Prato nei suoi elementi caratterizzanti: la bicromia della facciata in marmo grigio alberese alternato a marmo verde serpentino di Prato, la tipica pietra del Monte Ferrato, utilizzato nelle grandi costruzioni romaniche e gotiche del Medioevo e immediatamente dopo il pulpito esterno ed il campanile.
E’ dal 994 che il Duomo si è sviluppato insieme e parallelamente alla città: ampliato nel XII secolo, e poi nel XIII con l’edificazione del Campanile, progettato da Guidetto marmorario del duomo di Lucca.
Nel Trecento fu realizzata la Cappella della Sacra Cintola, che conserva la reliquia che secondo la devozione, la Madonna stessa dette in consegna a San Tommaso al momento della sua Assunzione in cielo. Considerato da sempre simbolo dell’autonomia cittadina, il “sacro cingolo”, conservato in altare sormontato da una statua marmorea di Giovanni Pisano, viene mostrato ai fedeli cinque volte all’anno (in maniera solenne l’8 settembre), secondo un rituale regolato dagli antichi Statuti del Comune.
Sempre nel 1386 fu iniziata la costruzione dell’attuale facciata, sovrapposta a quella più antica; venne lasciata tra le due una intercapedine così da ricavare un corridoio per l’accesso al pulpito esterno, opera di Donatello e Michelozzo.
Al suo interno, tra le altre, opere di Giovanni Pisano, il Crocifisso ligneo,di Paolo Uccello “Le Storie della Vergine e di Santo Stefano” ed il ciclo di affreschi “Le Storie di Santo Stefano e San Giovanni Battista” di Filippo Lippi.
Prato è una città che non mancherà mai di stupire: perfetta per chi ama destinazioni meno turistiche.
