Un’avventura sulla neve

Era una notte buia e tempestosa . . . . no, scusate mi sono sbagliato.

Era una splendida mattina di sole. Il gruppo della Regia Università di Bononia aveva preso alloggio nel paesino di Pozza di sopra nella splendida valle di Fascia.

Era stato il cavalier Versari che aveva promosso questa giornata sulle nevi per dar modo ai colleghi professori ed amici di più basso profilo di trascorrere una qualche giornata per ritemprare le membra e allontanarsi dalla sede della pianura padana che con le sue nebbie li aveva resi tutti catarrosi e con la goccia al naso.

Già il trasferimento era stato avventuroso e pieno di insidie, quasi un’avventura come quelle di Tarterini di Tarascona alle prese con il leone. Anche se qui, i Montanari avevano agevolato in tutti i modi il loro soggiorno, addirittura il cavaliere e la moglie erano alloggiati in una magnifica CameraRoda (tonda) e le coperte di lana di pecora grezza avevano consentito ai partecipanti di dormire anche senza la Panciera (che solitamente indossavano nelle umide notti padane).

Anche il marchese Benagli da Ravenna e il Conte Nisi da Bagno di Romagna erano saliti per vivere questa esperienza in assenza del mare che per loro era la quotidiana passione.

Qualche contrattempo aveva turbato le giornate già trascorse e i Compagnoni di avventura avevano consigliato al Barone Ferrari, dai capelli Biondi e anche un po’ Riccio dei risciacqui Bagnarelli con succo di Zizzola (o giuggiola che dir si voglia) per alleviare dei fastidiosi dolori ai Molari.

Erano gente di campagna, Maestri nel risolvere i problemi di salute poco importanti con i consigli che venivano suggeriti da Frabetti di campagna e Muratori che tutti giorni avevano piccoli incidenti legati alla pericolosità del lavoro manuale.

Il Cavaliere aveva fatto il giro delle stanze ben Contento di dare la sveglia alla compagine. Quella mattina avevano mandato il portinaio del Museo, Querzè, conosciuto per i suoi capelli Rossi, a prendere i Pancaldi per fare una sostanziosa colazione poiché nella giornata avrebbero dovuto fare una escursione con gli sci da fondo nella vicina Valle di San Nicolò. Gli sci che lo stesso aveva modellato infilando le assicelle di frassino nel paiolo all’interno del camino e con il bollire dell’acqua, le estremità, avevano preso una bella piega all’insù.

I tempi erano Foschi e non promettevano nulla di buono ma oramai i preparativi erano stati fatti e tutti pronti e infagottati stavano per uscire.

Cludi la porta che fai entrare il freddo!” gli urlò uno dei partecipanti. Si era tutto imBellettato con pomate e unguenti per vincere la temperatura polare ed il gelo che avrebbero incontrato nella valle perennemente in ombra.

Sarebbero arrivati a marce forzate fino al rifugio Papandrea, in prossimità della malga Crocifisso, attraversando il rio San Nicolò poco prima della cascata sul ponte fatto dai Pontieri del Regio esercito durante l’ultima esercitazione.

Per fortuna che la vacanza stava per finire. Se fossero tornati tutti sani e salvi la mattina successiva sarebbero saliti sul torpedone che li aveva portati e avrebbero percorso a ritroso le strade polverose fino a giungere in città.

Ognuno avrebbe ripreso il proprio lavoro e la confidenza e l’allegria diffusa in quei giorni sarebbe svanita.

Solo alcuni avrebbero conservato questo bel ricordo nel cuore.

   Scritto da Mauro Querzè

 

*Ispirato allo stile di scrittura di Tartarino di Tarascona, o Le avventure prodigiose di Tartarin de Tarascon (nell’originale in lingua francese Les aventures prodigieuses de Tartarin de Tarascon), romanzo scritto dall’autore francese Alphonse Daudet nel 1872.

https://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/daudet/tartarino_sulle_alpi/pdf/daudet_tartarino_sulle_alpi.pdf

Nota: Tartarino sulle Alpi, serie televisiva diretta da Edmo Fenoglio, con Tino Buazzelli come protagonista

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Franca Pili

Franca Pili

Segreteria CUBo

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