VIENI & VEDI: Il Cenobio di San Vittore

Sorge la basilica di San Vittore sopra un colle detto Monte Giardino, al sud est di Bologna, fuori di Porta Castiglione … Il tempio ed il cenobio per riverenza di antichità e di monumento, per autorità di uomini ivi cresciuti, per privilegi di pontefici e imperatori, fu dé più insigni d’Italia, e il più insigne, come il più antico, della città nostra.                                                                                              (G. Carducci)

Immersa nel verde dei campi e dei boschi,  la chiesa di San Vittore, dedicata al martire del IV secolo, avviene nel secolo XI quando vi si insedia una comunità monastica di Canonici Regolari Lateranensi. Giovanni IV, vescovo di Bologna, la consacra nel 1178 e così rimane fino al 1798, se si escludono alcuni lavori di abbellimento risalenti al Cinquecento.  Segue la sorte di altre abbazie bolognesi: soppressa per volontà di Napoleone.

Molte le vicende ed i passaggi di mano subiti dal sito: espropriato e venduto da Giovanni Aldini per 980 lire, donato all’Ospedale di Cento; acquistato dai Padri Filippini (siamo nel 1833); confiscato dal Genio Militare nel 1860: il chiostro, opportunamente tamponato, e la chiesa furono trasformati in magazzini ed il convento divenne caserma di artiglieria. 

La Regia Deputazione di Storia patria per le province di Romagna, presieduta dal 1887 da Giosuè Carducci, riconosciuto l’alto valore storico di San Vittore, lo affidò al Ministero della Pubblica Istruzione, che nel 1892 lo concesse alla Curia. La chiesa venne riaperta al culto e il convento di nuovo affidato ai Padri Filippini. Un primo restauro venne affidato a Raffaele Faccioli, direttore dell’Ufficio Regionale per la conservazione dei monumenti. Ne seguirà un secondo, nel 1914, curato da Guido Zucchini che ripristinò in parte la chiesa romanica e il bel chiostro del XV secolo.

L’ultimo restauro che riporterà definitivamente l’antico Cenobio alla sua originaria bellezza, avverrà nel 1998 grazie all’aiuto di Wojciech Przeklasa.

Particolarmente raccolto e suggestivo è l’interno, impreziosito nella parte superiore da un coro ligneo del 1424-26, mentre di grande ariosità è il chiostro attiguo alla chiesa, costruito nel sec. XII e ristrutturato alla fine del ‘400.

In una villa vicina al Cenobio di San Vittore, di proprietà di Dante Coltelli, costruita negli anni 1860-70 Giosuè Carducci trascorse serenamente la sua ultima estate, quella del 1906. Fotografie lo ritraggono in giardino intento a leggere, con la barba bianca spiegata dal vento.

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