Visita guidata alla Basilica di San Giacomo, alla Cappella Bentivoglio e all’Oratorio di Santa Cecilia

Invito a tutti i dipendenti dell’Università di Bologna e ai Soci CUBo

Bologna ai tempi dei Bentivoglio

Visita guidata alla Basilica di San Giacomo Maggiore, Cappella Bentivoglio e all’Oratorio di Santa Cecilia

accompagnati da Tommaso Pasquali PHD in Arti visive del Dipartimento di Arti visive dell’Università di Bologna

Sabato 24 novembre 2018 ore 10:00 Ingresso libero

Prenotazione obbligatoria PRENOTA QUI!

BASILICA DI SAN GIACOMO MAGGIORE

Situata su una delle più attraenti piazze di Bologna, la Chiesa di San Giacomo Maggiore venne costruita fra il 1267 e il 1315 dai frati Eremitani di S. Agostino. Ristrutturata alla fine del ‘400, S. Giacomo presenta forme derivanti da un pastiche di stili diversi: forme romaniche all’esterno e forme gotiche (sagrestia e alcune cappelle) e tardo rinascimentali (navata e altre cappelle) all’interno.

Nello specifico l’interno, formato da un’unica vasta e luminosa navata, accoglie insigni tesori d’arte tra cui la Cappella Bentivoglio e la Cappella Poggi. La prima, voluta dalla Famiglia Bentivoglio, fu fatta costruire da Annibale I Bentivoglio nel 1445 e poi ingrandire da Giovanni II nel 1486 ed è ancora oggi una delle più significative creazioni del primo Rinascimento bolognese.
La seconda, la Cappella Poggi, fu architettata nel 1561 per il Cardinale Giovanni Poggi da Pellegrino Tibaldi, il quale non solo si occupò di creare la cappella ma anche di arricchirla con dipinti come il Battesimo di Cristo e le Storie del Battista. Di particolare rilievo sono anche la tomba di Anton Galeazzo Bentivoglio di Jacopo della Quercia (1453), il quadro con S.Rocco di Lodovico Carracci, due crocifissi lignei di Jacopo di Paolo (sec. XV), vari polittici gotici e pregevoli dipinti dei secoli XVI, XVII e XVIII nelle cappelle.

Di non comune eleganza il portico rinascimentale (1477-81) che affianca la chiesa, sorretto da agili colonne scanalate in arenaria e coronato da un ricco fregio scolpito. Sul portico si aprono varie arche sepolcrali gotiche con avanzi di pitture e da esso si accede alla chiesa di S. Cecilia, arricchita con splendidi affreschi raffiguranti episodi di vita della Santa e di San Valeriano, eseguiti nel 1504-06 dai migliori maestri della scuola bolognese.

CAPPELLA BENTIVOGLIO

La Cappella Bentivoglio, la cui costruzione si concluse sotto Giovanni II nel 1486, è uno dei più importanti monumenti del primo rinascimento. A pianta quadrata è coperta da una cupola; il presbiterio è sorretto da colonne di marmo rosso. Le eleganti figure di Francesco Francia sono immortalate sulla pala d’altare mentre maestose si dispiegano le opere del ferrarese Lorenzo Costa (Madonna in trono con la famiglia di Giovanni II Bentivoglio, Il Trionfo della Fama e Il Trionfo della Morte) che decorano le pareti. Modanature architettoniche e altre decorazioni pittoriche, opera del Costa e forse del Chiodarolo, fanno da armonico pendant ad una particolare pavimentazione policroma che conserva disegni araldici che alludono ai Bentivoglio il cui stemma campeggia sulle piastrelle in maiolica nella zona dell’altare. La cappella è dedicata alla Beata Vergine e a San Giovanni Evangelista.

ORATORIO DI SANTA CECILIA

Lungo il portico che costeggia la Chiesa di San Giacomo Maggiore troviamo l’entrata dell’Oratorio di Santa Cecilia e Valeriano. Di derivazione di un’antica chiesa romanica che per volere di Giovanni II di Bentivoglio, signore di Bologna fu rimpicciolita e interamente  affrescata così da custodire il più importante ciclo pittorico del rinascimento bolognese. L’impresa pittorica cominciata nel 1505 fu affidata ai principali artisti conosciuti nell’ambito  della corte bentivolesca come Francesco Francia, Lorenzo Costa e Amico Aspertini e terminata da artisti minori. Gli affreschi rivestono le pareti a destra e a sinistra dell’entrata all’oratorio: in dieci riquadri separati da lesene decorate a grottesche si narrano altrettanti episodi della vita di Santa Cecilia e del suo sposo Valeriano, ambientata ai tempi  di Urbano II (III sec.) e divenuti martiri per non aver rinnegato la fede cristiana.

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Franca Pili

Franca Pili

Segreteria CUBo

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