W Agnès Varda

A Bologna la mostra monografica dedicata a Agnès Varda, prima regista donna insignita dell’Oscar alla carriera e vincitrice a Cannes, Venezia, Berlino e Locarno. Un viaggio lungo 1.200 mq dedicato a una figura unica della storia del cinema, dell’arte, della fotografia, della militanza politica e culturale, tra Novecento e Duemila.

Viva Varda! Il cinema è donna, a cura di Florence Tissot con la direzione artistica di Rosalie Varda e le scenografie di Giancarlo Basili è alla Galleria Modernissimo di Bologna.  «Per cogliere la rilevanza della Varda – rileva il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli – bisogna stare dentro, ma anche fuori dal cinema, nel senso che la sua opera non si esaurisce nei film. Varda è stata fotografa, cineasta, artista, attivista politica, femminista, sostenitrice della rivoluzione cubana e della lotta delle Pantere Nere, amica di Jim Morrison, ammaliatrice di Madonna, compagna di Jacques Demy; artista della vita, si è sempre messa in scena, da quando giovanissima aspettava la prima figlia, fino all’ultimo film, interpretando il tempo che passa. Il suo è un caso rarissimo di artista che è stata fiera d’invecchiare: ormai anziana, ha reinventato una propria immagine, giocosa, piena di colori, diventando quasi un disegno o il personaggio di un cartone animato. Sempre sperimentale, sempre in ascolto, straordinaria testimone dei cambiamenti sociali e antropologici che per settant’anni ha raccontato mettendosi dalla parte degli ultimi. La mostra Viva Varda! Il cinema è donna, ci immerge nel lavoro e nella vita di un’artista che finalmente possiamo guardare nella sua grandezza, cercando di apprendere il suo metodo, la sua indipendenza, le sue intuizioni».

Agnès Varda, Oncle Yanco © 1967 ciné-tamaris

La mostra è suddivisa in sei macro-sezioni: Rinnovare lo sguardo («Non voglio mostrare – dice Varda – ma trasmettere la voglia di vedere»), Cinescrittura, da “Cinécriture”, un neologismo coniato dalla stessa Varda per descrivere l’intero processo creativo come forma di scrittura, Le famiglie di Agnès, dove si ripercorrono le sue scelte sentimentali, coniugali e familiari poco convenzionali, Curiosa del mondo, dove attraverso la sua filmografia degli anni Sessanta e Settanta si riflette l’effervescenza artistica e politica di quell’epoca, Femminista, felice e libera, dove si racconta il suo femminismo che si manifesta nelle amicizie (in particolare con Delphine Seyrig), nella sua indipendenza economica, costruita già nel 1954 con la società di produzione Ciné-Tamaris, e nei numerosi interventi sul ruolo delle donne nel mondo del cinema e infine Passeggiata italiana dove si racconta come la regista ha  vissuto l’Italia per settant’anni della sua vita come spazio dell’arte e dell’amicizia.

Photogramme tiré du film Oncle Yanco, Agnès Varda © 1967 ciné-tamaris

E questa relazione con l’Italia non poteva che cominciare a Venezia dove scopre Il Miracolo della Croce al Ponte di San Lorenzo, grande tela dipinta da Gentile Bellini alla fine del Quattrocento. Agnès se ne appropria, si immagina e si fotograferà tra i protagonisti del dipinto, divenendo cittadina della Venezia rinascimentale. Venezia tornerà spesso nella sua vita: la Mostra di Venezia accoglie nel 1962 il suo Cleo de 5 à 7 e poi Les Créatures e nel 1985 Senza tetto né legge le vale il Leone d’oro al Miglior film e la Biennale d’Arte di Venezia, nel 1982, segnerà anche il suo ingresso nel mondo dell’arte. Fin dagli anni Cinquanta, Agnès fotografa e racconta i colleghi italiani, Federico Fellini e Giulietta Masina a Parigi, Luchino Visconti, intervista Pasolini a New York, nel 1966, e naturalmente segue Jean-Luc Godard e Anna Karina a Roma, sul set del Disprezzo).

Galleria Modernissimo, VIVA VARDA! Il cinema è donna, installation view. Cineteca di Bologna, foto Luca Finotello

Fino al 10 gennaio 2027. 

https://cinetecadibologna.it/programmazione/news/viva-varda-il-cinema-e-donna/ 

Immagine di copertina: Agnès Varda, photogramme de Varda par Agnès © 2018 ciné-tamaris

Lara De Lena

Lara De Lena

Laureata in Lettere moderne, si specializza nel 2017 in Beni storico artistici con una tesi in arte contemporanea. Dallo stesso anno collabora con il CUBo.

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