Chi siamo

Il Circolo Cubo è una organizzazione non a scopo di lucro dei dipendenti universitari di Bologna che conta 800 membri.

A capo dell'organizzazione c'è il Consiglio Direttivo che organizza attività ed eventi per gli associati.
L'attuale Consiglio Direttivo è stato eletto il giorno 11 giugno 2015 ed è composto dai seguenti membri:

PRESIDENTE: Cesare Saccani
VICE PRESIDENTE: Michele Contento | michele.contento@unibo.it | Cell. 3341041560
TESORIERE e SEGRETERIA: Franca Pili | franca.pili@unibo.it | Cell. 3357799081

CONSIGLIERI:

  • Michele Contento
  • Stefano Ferroni
  • Franca Pili
  • Greta Piovani
  • Mario Pontieri
  • Roberta De Falchi
  • Cesare Saccani

Contatti: cubo.info@unibo.it | Tel: 051 251025 | Fax: 051 240098

La nostra storia

"30 ANNI DI VITA .... E SI CONTINUA! Il nostro Circolo, superato il giro di boa del quarto di secolo, prosegue il proprio cammino ormai ultra trentennale."

Possiamo ricordarne alcune tappe che aiutano a cogliere il ruolo di una associazione come la nostra che vide la luce al termine dei difficili anni settanta e che si è guadagnata, in questo arco di tempo, la simpatia, l'affetto, la stima di tanti, tantissimi colleghi.

Nato come "spaccio" quale primo e difficile strumento di collaborazione fra colleghi (soprattutto "non docenti" come li chiamavano allora) si propose, sin dall'inizio, l'obiettivo di diventare un concreto punto di riferimento organizzativo e promozionale per tutte quelle attività ricreative, sportive e culturali che potessero avvicinare, tramite comuni passioni, colleghi di diversa estrazione, ubicazione, livello gerarchico.

Il tutto era animato da entusiasmo volontaristico, da spirito di solidarietà, dalla convinzione di poter rendere un servizio utile ai colleghi e suscettibile, ove meritato, del sostegno e della collaborazione dell'Ateneo.

Redatto e registrato uno statuto, ottenuta una piccolissima sede in via Zanolini e un piccolo bar in via Zamboni 25, i pionieri, parecchi dei quali ancora sulla breccia, si rimboccarono le maniche.

Furono anni, i primi, in cui ci si affidò ad una pluralità di iniziative, spesso occasionali, ma che costituirono il collante delle future sezioni organizzate.

Si profusero energie ed entusiasmo per organizzare o partecipare a manifestazioni sportive e culturali, aggregando appassionati di calcio, sci, bicicletta, basket, pallavolo ...di musica, fotografia, pittura.

Si posero le prime basi dell'attività turistica.

L'informazione girava sui volantini ( chi non ricorda il vecchio e glorioso ciclostile?) e, in parte, sull' altrettanto glorioso "Bollettino" dell'Università.

Ma le radici attecchirono e, alla fine degli anni ottanta, quando si celebrava il IX Centenario del nostro Ateneo, il Circolo si presentava come una struttura di servizio di sicuro affidamento per i colleghi e anche per l'Amministrazione con la quale si realizzò una prima convenzione.

Dal febbraio 1989, grazie alla collaborazione della Clueb (la cooperativa libraria universitaria), il Circolo si dotò di un proprio strumento di informazione: "Il Cubo", che, mensilmente, cominciò ad arrivare sul tavolo di ogni collega, dal bidello al rettore.

Da quei primi numeri, di poche pagine, alla versione attuale, la vita del Circolo è ampiamente documentata.

Sfogliando quelle pagine, e sono ormai migliaia, si aggroviglia un turbinio di ricordi che sarebbe qui impossibile ripercorrere analiticamente.

Come non ricordare comunque: in ambito sportivo, fra le tante iniziative, la organizzazione del primo campionato nazionale di sci, giunto ormai alla XXI edizione, l'affermarsi della rappresentativa di tennis, maschile e femminile, pluridecorata in campo nazionale, la partecipazione ai campionati nazionali di calcio, ai cicloraduni nazionali, alle manifestazioni provinciali di pallavolo e le infinite manifestazioni amatoriali interne; in ambito turistico, la promozione dei viaggi che toccheranno, col tempo, quasi tutti i continenti o le numerose escursioni del Trekking che sta al confine fra sport e turismo; in ambito culturale, l'esteso e crescente impegno nelle sue varie espressioni.

E' un settore che richiede particolare attenzione in quanto il nostro luogo di lavoro è, per sua funzione istituzionale, creatore, depositario e diffusore di cultura; i suoi operatori sono uomini di cultura.

E' quindi difficile in tale contesto, per un circolo ricreativo, sfuggire ad un atteggiamento di indifferenza, di superiore distacco, di chi lo vede come semplice organizzatore di manifestazioni sportive.

Pur in questo contesto, il nostro impegno si è comunque manifestato nei settori della musica, delle arti figurative, del teatro, privilegiando i momenti sociali, favorendo gli esordi giovanili senza dimenticare i grandi interpreti, con risultati che hanno superato le più rosee aspettative. La nostra scelta, fin dall'inizio, è caduta su quelle attività che, con pari dignità culturale, si legassero al tempo libero: la musica, la fotografia, la pittura, il teatro .... privilegiando i momenti sociali, favorendo gli esordi giovanili senza dimenticare i grandi interpreti.

Non è mancato neppure l'impegno col mondo teatrale sia in campo musicale sia in quello della prosa tramite i nostri abbonamenti ai principali teatri cittadini dal Duse all'Arena del Sole al Comunale (di quest'ultimo è ormai mitico il palco n.16 sistematicamente riconquistato dalla tenacia di Stefano Barbieri).

Da qualche tempo poi, sul nostro mensile, abbiamo introdotto un'ampia e qualificata rassegna di eventi culturali cinematografici, teatrali, editoriali Nell'ambito dei servizi e della solidarietà lo spirito di collaborazione e il radicato senso di solidarietà hanno segnato un percorso che ci ha visti a fianco e a supporto dell'Ateneo quando ciò si è reso necessario o comunque utile (enorme fu il lavoro di distribuzione dei materiali celebrativi del IX Centenario negli angusti locali di vicolo Bolognetti, così come quello di distribuzione dei buoni pasto); che ci ha visti in prima linea per portare soccorso in occasione di calamità naturali o tragedie sociali (dal soccorso ai terremotati al "convoglio della solidarietà" che consegnò al sindaco di Capodistria una grande quantità di vaccini ed altri medicinali da noi raccolti per i bambini profughi croati); che ci ha visti adottare "a distanza" una piccola palestinese, Fadee Mousa poi deceduta per un male incurabile o riunire, presso la Scuola di Musica, ragazzi palestinesi, israeliani e italiani per cantare assieme la "Pace a tre voci".

Solidarietà e spirito di servizio dunque a sostegno di una impegnata volontà propositiva che ci ha consentito di siglare accordi con l'Amministrazione universitaria, col CUS Bologna, di essere partecipi e protagonisti dell'evoluzione organizzativa nazionale dei circoli universitari riuniti in associazione (ANCIU).

Da questa volontà propositiva sono nati e fatti propri dall'ANCIU il logo ed il manifesto di "Science for Peace". Più di trenta anni dunque, tanti fatti, iniziative, illusioni, delusioni, consensi, critiche e, quindi,vita; tanti "amarcord" e tanto lavoro.

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