Rappresentazione al Dar
Contestando il primato assegnato alla teologia, la filosofia moderna ha costruito la propria autocomprensione sull’idea di doverne sostituire la funzione di “regina scientiarum”: priva di un oggetto ad essa prescritto, alla filosofia sarebbe spettato il compito di presiedere alla costruzione armonica del sistema delle scienze. Se una tale pretesa apparve ben presto incompatibile col primato assegnato all’indagine differenziata e settoriale delle scienze positive, di cui la stessa filosofia moderna si fece in parte promotrice, è restata però una caratteristica specifica dell’indagine filosofica la problematizzazione del proprio oggetto, e quindi del proprio metodo così come del senso della propria interrogazione.
In un’epoca, come la presente, caratterizzata dalla divisione disciplinare e dalla proceduralizzazione della ricerca, la filosofia sembra quindi faticare a trovare uno spazio suo proprio. In questo contesto, essa può però scoprire la propria vocazione più autentica proprio nell’interrogazione transdisciplinare: l’indagine dei diversi saperi, dei loro nessi interni ed esterni, delle transizioni e delle migrazioni concettuali e metodologiche, la domanda sul loro senso. Una dimostrazione di questa possibilità è l’iniziativa inaugurata da alcuni membri della Sezione di Filosofia del Dipartimento delle Arti (Dar) (https://dar.unibo.it/it/ricerca/ambiti-di-ricerca/dar-filosofia) per un seminario interdisciplinare all’interno delle attività del dipartimento: un luogo di approfondimento che, a partire da un tema comune, tenti di mettere a confronto prospettive e suggestioni differenti.
Il tema scelto per questa prima edizione – giunta già al quarto incontro e che riprenderà in autunno con altri quattro incontri – è il concetto di rappresentazione. Abbiamo chiesto al prof. Francesco Cattaneo, docente di Estetica al Dar, di raccontarci un po’ questo progetto. Come spesso accade, l’idea originale è nata quasi per caso. Il professore racconta, infatti, di come il primo germe dell’iniziativa si sia presentato «durante una bella serata estiva del 2022 in un locale sui Colli bolognesi: eravamo io, Gennaro [Imbriano] e Carlotta [Capuccino], e, tra mille chiacchiere sulla nuova avventura che con grande slancio e fervore stavamo per iniziare in seno all’UniBo, a un certo punto è balenata anche quella possibilità. Il collante fondamentale, ora come allora, rimane la voglia di fare cose insieme, lo spirito di condivisione. Il progetto è stato poi preso in carico da un gruppo di lavoro che ne sta gestendo la realizzazione pratica e che comprende me, Filippo Ferrari, Guido Gherardi ed Elisabetta Scapparone. Filippo ha messo a disposizione le sue fotografie e le sue competenze di grafico per realizzare le splendide locandine degli incontri». Il progetto, chiarisce Cattaneo, «si inserisce all’interno di un disegno più ampio, vale a dire la realizzazione di un Seminario permanente», e si rinnoverà «ogni anno, cambiando di volta in volta la parola chiave».
Già in occasione della scorsa Giornata mondiale della Filosofia il 17 novembre 2022 i partecipanti del progetto si sono confrontati insieme per ipotizzare «una serie di possibili temi per i prossimi anni: conoscenza, contraddizione, disaccordo, divenire, educazione, epoché, eterotopia, immagine, mimesis, mito, movimento, normatività, parola e silenzio, ragionamento, realtà e apparenza, ritmo, simbolo, soglia, techne, temporalità, verità». A questo punto, sorridendo, il docente aggiunge: «come vedi, c’è parecchio da lavorare!».
In effetti, anche solo dando un’occhiata ai temi toccati dai quattro incontri svoltisi questo semestre, colpisce la molteplicità delle prospettive e la qualità contenutistica dei contributi. Il primo incontro ha visto Annarita Angelini e Roberto Pinto mettere in risonanza le filosofie di Leonardo e Leibniz con l’arte e la narrativa contemporanea; il secondo, con le relazioni di Francesco Cattaneo e Elena Cervellati, ha interrogato il pensiero di Martin Heidegger e le sperimentazioni nella danza del Novecento. L’incontro curato da Michele Filippini e Gennaro Imbriano ha poi approfondito tematiche legate alla storia delle idee e del pensiero politico, affrontando Thomas Hobbes e il rapporto tra Hegel e Marx. Infine, lo scorso 8 giugno si è tenuto l’ultimo incontro prima della pausa estiva, con i due contributi di Filippo Ferrari e Luca Incurvati, che hanno affrontato il tema della rappresentazione attraverso gli strumenti analitici della logica e della filosofia del linguaggio.
Come ci spiega il prof. Cattaneo, il concetto di rappresentazione è stato scelto proprio «perché si tratta di uno di quei concetti filosofici fondamentali che hanno ramificazioni in una moltitudine di discipline» risultando così strategico per fare entrare in comunicazione «le variegate competenze» che vengono ospitate dal Dipartimento delle Arti. «In effetti – aggiunge – la risposta dei colleghi è stata molto generosa e colgo l’occasione per ringraziarli», e proprio per incontrare l’interesse suscitato dall’iniziativa, « i prossimi incontri verranno trasmessi anche in diretta streaming e con ogni probabilità metteremo a disposizione le registrazioni».
Il tentativo di creare un luogo di ricerca comune e sinergica, dove le diverse prospettive possano intersecarsi e interrogarsi reciprocamente, sembra quindi essere più che riuscito e, a questo punto, non ci resta che attendere gli incontri del prossimo semestre.
Foto copertina ‘La Scuola di Atene’, Raffaello Sanzio, Musei Vaticani

