Unibo cresce ancora: Bilancio da 1,1 miliardi

L’Alma Mater in «continua crescita», ma «sostenibile e accorta», con un bilancio 2024 da 1,1 miliardi di euro, lievitato del 10% all’anno negli ultimi due anni. Proprio  per questo l’Ateneo di Bologna teme per il post Pnrr, perchè una volta terminata questa fase straordinaria di finanziamenti  europei il rischio è che non ci siano più risorse adeguate a mantenere e «stabilizzare»questa crescita». A dirlo è stato il rettore Giovanni Molari, a margine della presentazione alla stampa del ì bilancio di previsione 2024-2026 approvato dal Cda d’Ateneo.

«E’ un bilancio molto buono – ha commentato Molari- che però non può non guardare al futuro. Con questo bilancio abbiamo messo al riparo l’anno prossimo, ma c’è la preoccupazione che anche in futuro continui ad aumentare il Fondo di finanziamento ordinario». La crescita del bilancio di quest’anno, spiega infatti Molari, è legata al Pnrr (si parla di circa 222 milioni di euro) e ad altri piani straordinari.

Proprio per accelerare i progetti Pnrr, tra l’altro, l’ateneo di Bologna ha messo mano a un «anticipo di cassa consistente», di almeno 50 milioni di euro, per avviare la programmazione «senza aspettare» i fondi europei. «Se si vuole mantenere questo livello di crescita- sottolinea però il rettore- serviranno ulteriori finanziamenti. Non per continuare a crescere con questi ritmi, che non sono sostenibili, ma per stabilizzare questa crescita». In questa prospettiva, l’Ateneo ha “accantonato risorse- spiega Molari- ma auspichiamo che ci siano risorse anche post Pnrr».

Il bilancio 2024-2026 dell’Alma Mater, «dunque, affronta responsabilmente una difficile congiuntura -continua il rettore- garantendo la piena continuità dei servizi e il pieno rispetto dei compiti istituzionali e sostenendo le strategie di sviluppo dell’Ateneo. E’ un risultato non scontato, frutto di scelte consapevoli e responsabili». Nel complesso «crescono tutte le spese- spiega Molari- per il personale, l’energia, l’edilizia, l’inflazione. Nonostante questo, il bilancio è solido e coperto da maggiori introiti». Questo permette di «bloccare niente, ma anzi aumentando gli investimenti per gli studenti, il personale, sull’energia e le manutenzioni». Quella dell’Alma Mater è dunque una «crescita continua, progressiva e accorta». In parallelo aumenta anche l’Ffo, ma «non tanto da compensare tutti gli aumenti dei costi», segnala il rettore. Allo stesso tempo crescono anche i ricavi (100 milioni in più) e, anche grazie a una «razionalizzazione delle spese e una maggiore capacità attrattiva dell’Ateneo- spiega il rettore- tutti i maggiori costi e gli investimenti sono assorbiti e coperti nel bilancio».

Parlando di numeri, il bilancio 2024 dell’Alma Mater di Bologna sfiora gli 1,12 miliardi di euro, di cui 967 milioni per la gestione ordinaria e 151 milioni per investimenti (nel triennio si arriva a poco meno di 260 milioni). Rispetto al 2022, il bilancio dell’Ateneo è cresciuto di circa 200 milioni in due anni (+18%). Il Fondo di finanziamento ordinario per l’Alma Mater di Bologna sale a 540 milioni di euro, con un aumento di 23 milioni. Per quanto riguarda i costi, la spesa per il personale ammonta a 517 milioni di euro (circa 45 milioni in più rispetto al 2023), di cui 282 milioni di euro per docenti-ricercatori e 136 milioni per i tecnici-amministrativi.

Nel triennio 2024-2026 sono previsti nuovi reclutamenti per un aumento di spesa di ulteriori 127 milioni. Aumentano anche i fondi per il sostegno agli studenti, pari a 112 milioni di euro (sette in più). Nel bilancio 2024 d’Ateneo trova tra l’altro copertura l’innalzamento della no tax area a 27.000 euro. I fondi per le borse di studio dei dottorati di ricerca superano i 39 milioni di euro, mentre le risorse per diritto allo studio, borse e premi agli studenti si fermano a 20,85 milioni di euro, meno rispetto all’anno scorso ma in attesa della quota del Fondo Giovani finalizzata al diritto allo studio. Sale anche il conto delle bollette: per il 2024 si parla di 23,4 milioni di euro, contro i 14 milioni di due anni fa. Sul nuovo bilancio si scaricano poi una parte del mastodontico piano edilizio di Ateneo (242 milioni di euro nel triennio 2024-2026), il nuovo piano energetico (4,4 milioni di euro per l’anno prossimo) e un aumento delle spese di manutenzione ordinaria degli edifici, che arrivano a 13 milioni di euro. Stabile invece il costo degli affitti, pari a due milioni e mezzo.

 

Lascia un commento