Michael E. Smith e Alberto Garutti a Palazzo Bentivoglio

Gli spazi sotterranei di Palazzo Bentivoglio ospitano fino al 26 aprile prossimo C C, mostra personale di Michael E. Smith (Detroit, 1977), uno degli artisti americani più radicali e influenti della sua generazione, a cura di Simone Menegoi e Tommaso Pasquali, mentre Alberto Garutti sarà presente fino al 28 febbraio negli spazi di Garage Bentivoglio con la sua installazione Temporali, a cura di Davide Trabucco. 

Da oltre vent’anni la pratica di Smith ridefinisce i confini della scultura e dell’installazione, muovendosi tra minimalismo e residuo, tra assenza e presenza. Le sue opere, realizzate con materiali trovati, scarti industriali e oggetti di recupero, danno vita a installazioni di forte impatto emotivo, in cui elementi che rimandano al quotidiano appaiono insieme fragili e minacciosi. Ogni mostra è concepita come un’esperienza unica, dove gli oggetti, l’architettura e la luce operano all’unisono, trasformando il luogo in un corpo vivo. Un processo che parte dal vuoto, dal silenzio e dall’attesa per creare una tensione che carica di significato ogni minimo elemento.

Acb 2026, ph. Michael E. Smith

Cresciuto nella Detroit postindustriale, Smith traduce nel linguaggio della scultura la memoria del consumo e dell’abbandono, restituendo al pubblico una riflessione inquieta sul destino degli oggetti e dei luoghi, e sul loro rapporto con il tempo umano. In questo progetto, la sua ricerca si confronta con un contesto architettonico denso di storia: i sotterranei di Palazzo Bentivoglio, complessa tessitura di segni e trasformazioni, diventano un nuovo terreno di esplorazione per la sua pratica. «Dopo aver negato la neutralità del white cube, Smith approda a uno spazio in cui la stratificazione storica e la complessità materica diventano un punto di partenza inatteso e imprescindibile», spiegano i curatori, sottolineando come per questa mostra l’innesco offerto dal luogo abbia risvegliato nell’artista una trama di risonanze intime, in cui affiorano memorie di una vicenda famigliare mai raccontata prima.

 

In occasione di Arte Fiera, garage Bentivoglio – lo spinoff di Palazzo Bentivoglio dedicato all’arte pubblica da ospitare nella piccola vetrina di Via Borgo di San Pietro 3/a – inaugura l’anno 2026 con Temporali del compianto artista e architetto Alberto Garutti, scomparso nel 2023. Si tratta di un’opera che mette in relazione lo spazio espositivo con un fenomeno naturale distante e imprevedibile, trasformando un evento atmosferico in un’esperienza d’arte intima e quotidiana. La luce dell’installazione diventa quindi il segno visibile di qualcosa che accade altrove, stabilendo un legame invisibile tra chi osserva e un cielo lontano.

Alberto Garutti, Temporali, 2015, garage Bentivoglio, Palazzo Bentivoglio ph. Carlo Favero, courtesy Studio Alberto Garutti

L’opera si inserisce idealmente nella tradizione di artisti che, a partire dalla fine degli anni Sessanta, hanno messo in discussione la scultura spostandone il campo d’azione oltre l’oggetto, verso il paesaggio, il tempo e l’attesa. Se lavori come The Lightning Field di Walter De Maria affidavano l’esperienza a un pellegrinaggio in luoghi remoti carichi dell’attesa dell’avverarsi di un fenomeno atmosferico, Garutti compie un gesto opposto: non interviene sul territorio, ma sull’esistente, insinuandosi nel sistema elettrico e facendone un dispositivo sensibile al mondo. «Garutti conosce le leggi del mondo e ce ne fa dono: l’opera è infatti “dedicata a coloro che passando di lì pensano al cielo”, non necessariamente quello sotto cui si trovano, ma forse un altro, lontano», racconta il curatore Davide Trabucco. «L’altrove è il centro di molti lavori dell’artista, nella consapevolezza che la verità che cerchiamo è sempre un passo oltre il nostro baricentro». In questa prospettiva, l’opera può manifestarsi senza testimoni o non manifestarsi affatto, esistendo anche nell’attesa e nella possibilità della sua attivazione: il temporale resta distante e invisibile, affidato all’immaginazione dello spettatore, che costruisce mentalmente il proprio cielo, il proprio lampo, il proprio tuono.

Alberto Garutti, ph Delfino Sisto Legnani

L’opera di Garutti è visibile durante i giorni di Arte Fiera, dal 4 all’8 febbraio 2026, con apertura straordinaria anche al mattino, dalle 12.00 alle 23.00. Successivamente, l’opera sarà visitabile dal mercoledì al sabato, dalle 19.00 alle 23.00.

Crediti

Immagine di copertina: Frame da video di Michael E. Smith a Palazzo Bentivoglio

Lara De Lena

Lara De Lena

Laureata in Lettere moderne, si specializza nel 2017 in Beni storico artistici con una tesi in arte contemporanea. Dallo stesso anno collabora con il CUBo.

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