Musica Insieme in Ateneo tra avanguardie ed esotismo
Nella serata di mercoledì 18 febbraio è stato realizzato, presso l’auditorium DamsLab, il secondo spettacolo del ciclo di eventi organizzati da Musica Insieme in Ateneo. Sul palco si è esibita l’Orchestra da Camera del Collegium Musicum Almae Matris, diretta con mano sicura dalla maestra Alissia Venier, la cui concertazione ha saputo esaltare allestimento sonoro studiato per l’acustica raccolta del laboratorio universitario. Il programma prevedeva un esplorazione delle avanguardie del Novecento quali Hindemith, Martinů e Poulenec, passando per le suggestioni esotiche che caratterizzano il brano scelto dal repertorio di Sibelius.
Volendo prendere le mosse da un’inquadratura programmatica, è possibile far risalire la genesi del concerto a una volontà di riscoperta delle più autentiche forme cameristiche, concretizzatasi in quelle elaborazioni per cui il Collegium Musicum tutt’oggi viene ricordato in qualità di laboratorio permanente di cultura musicale. La serata si è aperta con la Tafelmusik di Paul Hindemith, per poi procedere verso il Nonetto n. 2 di Bohuslav Martinů, sino ad arrivare alle sperimentazioni più ardite e timbricamente ricche che hanno costituito il cuore dell’evento.
Entrando nel vivo del repertorio, non si può non tributare una lode alla scelta ricercata dei pezzi, a cominciare dai Mouvements perpétuels di Francis Poulenc, presentati nella rara versione per nove strumenti. In questa pagina, il compositore francese ha scelto di intrecciare una narrazione quasi ipnotica, basandosi su una ciclicità che non scade mai nella ripetizione, ma si apre a un ventaglio vivissimo di opportunità espressive. La peculiarità di questo momento musicale sta nella duttilità del dialogo fra i fiati e gli archi, che si manifesta con un uso rivoluzionario delle dinamiche, le quali non solo accompagnano la linea melodica, ma partecipano attivamente al gioco ironico e disincantato tipico della musica di Poulenc
Tuttavia, è nell’esecuzione della La festa di Baldassare di Jean Sibelius che la serata ha toccato i vertici di una suggestione quasi visiva. In questa partitura, il genio finlandese si spoglia delle vesti monumentali delle sinfonie per farsi pittore di atmosfere lontane, attingendo a un immaginario biblico, filtrato da una sensibilità nordica. Particolare menzione merita la sezione 48 dell’opera, intitolata Alla marcia, dove l’orchestra ha saputo evocare con sapiente maestria il tono orientaleggiante del brano. L’evocazione dell’oriente è stata resa attraverso una gestione magistrale delle dinamiche, in cui il ritmo ostinato della marcia assume i contorni di un cerimoniale arcaico e sfarzoso. Le venature timbriche, accentuate dall’uso sapiente delle percussioni e dai disegni sinuosi dei legni, hanno dipinto un quadro di opulenza antica, in cui l’esotismo non è mera decorazione, ma sostanza drammatica che anticipa il tragico epilogo del banchetto. Questa scelta di repertorio, così distante dalle consuetudini dei programmi più accademici, conferma la vocazione del Collegium Musicum alla riscoperta di gioielli musicali di rara esecuzione, valorizzati da un’interpretazione che non teme di confrontarsi con la complessità del linguaggio sinfonico-corale ridotto alla dimensione cameristica.

Per quel che riguarda l’allestimento è possibile dire che, lo studio acustico ha favorito una prospettiva ravvicinata sul lavoro dei singoli esecutori, valorizzando ogni elemento innovativo originariamente studiato per la piccola orchestra. Un secondo aspetto fondamentale sta nella scelta degli strumenti concertanti, capaci di ricreare l’esatto rumore del fragore delle emozioni umane, dai momenti di acuto dramma hindemithiano alle cromature orientali di Sibelius. Dulcis in fundo, a chiusura della lista d’ingegnosi stratagemmi interpretativi, si segnala la grande prestanza dei solisti, che hanno saputo adattare il proprio timbro a tutte le sfumature emotive richieste dal podio.
Infine, è possibile dire che lo spettacolo abbia riscosso un gran successo, la sala gremita, il pubblico coinvolto in applausi duraturi e la resa dell’orchestra, perfettamente adattata allo spazio del DAMSLab, mettono in luce la preziosità di eventi come questo e la riuscita organizzativa. Si ricorda inoltre che seguono ancora altri spettacoli per i quali, come in questo caso, per studentesse, studenti e personale dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna il biglietto è offerto gratuitamente all’inizio della serata. Si ricorda inoltre che il biglietto, che altrimenti viene venduto alla cifra accessibile di 10€, garantisce un posto unico nella platea.

