Stagione Lirica 2026: Rapsodia Satanica e Cavalleria Rusticana
Sabato 28 marzo sono state portate sul proscenio del Nouveau due opere di singolare bellezza, simboli del contrasto tra amore e desiderio, firmate dalla bacchetta rivoluzionaria di Pietro Mascagni, autore dei primissimi capolavori veristi in ambito cinematografico e musicale. Di questi, sono stati selezionati dal Teatro Comunale la Rapsodia Satanica e la Cavalleria Rusticana, che unisoni hanno evocato la grandezza del compositore livornese. L’evento ha visto ben due direttori accordarsi nello sviluppo della direzione orchestrale, per la prima rappresentazione Carmine Pinto e per la seconda Daniel Oren, figura ormai celebre sui palchi dei teatri felsinei ed acclamatissimo dal pubblico del Comunale.
Raramente al giorno d’oggi è possibile ammirare una pellicola cinematografica dentro la sala di un teatro destinato idealmente all’opera, in questo, grazie alla collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna, il Teatro Comunale ha saputo realizzare un connubio cinematografico ed operistico tutto rivolto al lavoro di Mascagni. Come alle origini del cinematografo, nelle quali un film senza suono scorreva velocemente in color seppia sul telone avanti alla platea incantata, così al Comunale è cominciata la rappresentazione, dal film di Nino Oxilia, Rapsodia Satanica, la cui orchestrazione è stata condotta dall’abile bacchetta del maestro Pinto. Questo tributo a Mascagni ha offerto al pubblico, non solo la possibilità di ammirare il primo esperimento di un compositore classico al lavoro su un film, ma anche di apprezzarne la struttura musicale leitmotivica tipicamente wagneriana, in grado di caratterizzare ciascun personaggio della pellicola, dalla bella Alba, interpretata dalla leggendaria Lyda Borelli, sino al perfido Mefisto.
La firma di mascagni è evidentissima, il calore e la finezza con cui sono musicate le scene evoca la decadenza liberty dei soggetti e ne mette in evidenza gli stati d’animo, ancor più che le saltuarie descrizioni poste fra le scene. Inoltre, il lavoro di restauro compiuto dalla Cineteca ha reso al pubblico una pellicola rarissima, storica e iconica. Rarissima a causa del deterioramento dato dall’età del più che centenario artefatto cinematografico, che come i restanti suoi contemporanei regge difficilmente il confronto con lo scorrere del tempo. Storica in quanto rappresenta un secondo primato, costituito dalla presenza del colore su alcuni elementi dei soggetti ripresi, dal vestito rosa di Alba, al manto vermiglio di Mefisto, al prato verdeggiante delle scene campestri, che ispireranno da Kurosawa a Spielberg nei rispettivi film Tengoku to jigoku e Schindler’s list. Infine, iconica per la presenza della Borelli, il cui recitato di stampo eminentemente teatrale e divistico riempie tutte le scene catturate dalla pellicola.

Passando alla Cavalleria Rusticana, protagonista della seconda parte della serata, è possibile affermare che l’anticipazione cinematografica ha reso molto più apprezzabile l’opera, avvicinando la platea alle tipicità delle tinte musicali di Mascagni. Oren ha aperto la rappresentazione cominciando l’orchestrazione con quel delicatissimo Preludio, che anticipa le vicende della Pasqua siciliana che fa da sfondo all’opera. Il tocco del Maestro non ha tardato a mostrarsi al pubblico, il rallentamento dei tempi musicali più distesi, l’affiatamento delle parti più ritmiche e la mano ferma con cui è in grado di moderare l’orchestra, lo riconfermano uno dei più abili direttori del Teatro Comunale di Bologna. In accordo quasi perfetto con la direzione di Oren, il cast della serata ha saputo evocare una messinscena realmente immersiva. A contribuire, anche l’adattamento della regia di Emma Dante per il palco del Nouveau e la partecipazione dei cori, delle danzatrici e l’impiego dei costumi, tutti elementi studiati in aderenza all’ambientazione siciliana di inizio Novecento.
Per quanto riguarda il cast di solisti previsti per la serata del 28 marzo, senz’altro si deve porre l’alloro sul capo del soprano Martina Belli, interprete di Santuzza, la cui voce, nei centri piena e calda, negli acuti perfettamente calibrata e svettante nei momenti d’insieme, ha contribuito all’ottima riuscita della rappresentazione delle parti canore. Per parte maschile invece, il migliore interprete è stato senz’altro il baritono Roman Burdenko, nella parte di compare Alfio, in grado di riempire la platea con la sua potenza e profondità canora. Per quanto riguarda l’ambito recitativo, la migliore è stata l’esperita contralto Elena Zilio, nei panni di Lucia, madre di compare Turiddu, interpretato a sua volta da Francesco Pio Galasso, il cui fraseggio scolastico ha retto il confronto con la voce soverchiante della Belli.
Uno spettacolo unico, acclamato da scroscianti applausi da parte del pubblico, che ha visto ben due rappresentazioni contribuire alla valorizzazione del repertorio di Mascagni nella città di Bologna. Si ricorda che gli spettacoli offerti dal Teatro Comunale di Bologna mantengono viva l’iniziativa di avvicinare i giovani all’opera classica, proponendo i biglietti all’accessibile cifra di 10€ per tutti gli studenti iscritti all’Università di Bologna, all’Accademia di Belle Arti di Bologna e al Conservatorio di Musica Giovan Battista Martini.

