100 anni di Pirro Cuniberti

In occasione del centenario dalla nascita di Pier Achille “Pirro” Cuniberti, la città omaggia la figura del grande artista. Poliedrico, dall’identità multiforme, Pirro Cuniberti attraverso differenti modalità espressive – grafica, pittura, illustrazione – ha dato vita a dimensioni interiori e universi immaginifici liberi da vincoli mimetici. 

Secondo Fabrizio D’Amico, che così scriveva nel 1991, Pirro: «dipinge lontano, in assenza delle cose; accarezza appena i loro sogni». Artista delicato ma incisivo, nasce nel 1923 a Padulle di Sala e giovanissimo arriva a studiare a Bologna prima alla Regia Scuola per le Industrie artistiche e poi all’Accademia di Belle Arti, dove ha tra i suoi maestri Giorgio Morandi e Giovanni Romagnoli. La definizione di “maestro dei segni” la prende dal grande amore per Klee e, come l’artista svizzero, mescola con sapiente maestria l’istinto al disegno geometrico, il rigore alla fantasia assoluta.

L’iscrizione della firma autografa di Pirro Cuniberti sul vetro della finestra dedicata a Pirro Cuniberti in Sala Farnese di Palazzo d’Accursio, Bologna, Foto Giorgio Bianchi – Comune di Bologna

Cuniberti ha viaggiato molto, ma solo con il pensiero, ed è rimasto sempre saldamente ancorato all’ombra antica delle Due Torri. Di sé stesso diceva: «Sono un provinciale. Ho sempre amato Bologna e da qui non sono mai voluto andare via. Neanche negli anni in cui lavoravo a Milano e a Roma, quando avrei potuto trasferirmi. Per niente al mondo avrei lasciato la mia città». E per Bologna, con grande generosità, l’artista ha immaginato e creato segni per alcuni momenti importanti della vita culturale e sociale della città che rimangono indelebili nella memoria collettiva. Oltre al Vecchione d’artista e al manifesto celebrativo per il compleanno della Biblioteca Salaborsa, due sue opere rappresentano in modo particolare il rapporto significativo avuto con la nostra città: il logotipo creato per “Bologna 2000 Capitale europea della Cultura” e il manifesto del tredicesimo anniversario della strage alla stazione, dove l’eleganza e la semplicità di ottantacinque fiori in volo verso il cielo racchiudono il suo senso di appartenenza alla sua amata Bologna. Ultima (ma non ultima), la realizzazione della Magna Carta per il nostro Ateneo in occasione del nono centenario.

I festeggiamenti, voluti dal Comune di Bologna in collaborazione con il Settore Musei Civici Bologna e l’Archivio Pier Achille Cuniberti sono simbolicamente iniziati domenica 10 settembre scorso, proprio nel giorno in cui l’artista avrebbe compiuto 100 anni, con l’intitolazione di una delle finestre che da Sala Farnese affacciano su Piazza Maggiore. Ma come mai dedicare proprio una finestra? La figlia Barbara Cuniberti racconta di essersi ispirata ad alcune parole di suo padre: «Il segno è indispensabile alla mia vita come l‘aria» ed è così nata l’idea della finestra, da lei voluta, frutto di una ricerca condivisa con Alessandro Bergonzoni e il contributo di uno dei nipoti di Pirro, Leon Sal.

L’iscrizione della firma autografa di Pirro Cuniberti sul vetro della finestra dedicata a Pirro Cuniberti in Sala Farnese di Palazzo d’Accursio, Bologna, Foto Giorgio Bianchi – Comune di Bologna
L’iscrizione della firma autografa di Pirro Cuniberti sul vetro della finestra dedicata a Pirro Cuniberti in Sala Farnese di Palazzo d’Accursio, Bologna, Foto Giorgio Bianchi – Comune di Bologna

Pirro ha fino ad oggi fatto, dello stare un po’ in ombra, la sua luce: Bologna la riaccenderà per svelare i segreti del suo estro, volato dentro ad una finestra, silenzioso, come uno degli alianti che tanto adorava, attraverso la trasparenza di un foglio di vetro scritto. Tutti i visitatori della Sala Farnese potranno “leggere”, al volo, Piazza Maggiore da quell’affaccio dedicato. Che non si sporge mai nel vuoto.

Immagine di copertina: Pirro Cuniberti alla Galleria De Foscherari, 1963 Foto Antonio Masotti, Courtesy Archivio Pier Achille Cuniberti “per Pirro e per Segno” 

 

 

Lara De Lena

Lara De Lena

Laureata in Lettere moderne, si specializza nel 2017 in Beni storico artistici con una tesi in arte contemporanea. Dallo stesso anno collabora con il CUBo.

Lascia un commento