Alla Galleria Pescheria di Cesena è in corso la mostra ‘Inshallah’ di Nicolas Brunetti
Nel cuore di Cesena, nel suggestivo spazio di Galleria Pescheria (Via Pescheria, 23) – l’ex mercato del pesce oggi sede di interessanti iniziative culturali – è possibile visitare Inshallah, prima personale del fotografo documentarista Nicolas Brunetti. La mostra, inaugurata lo scorso 6 settembre e visitabile fino al prossimo 19 ottobre 2025, è curata da Lara Gaeta in collaborazione con il Comune di Cesena. Un corpus di scatti, realizzati da Brunetti tra il 2023 e il 2025, trasporta il visitatore a Ceuta, alla scoperta delle precarie esistenze “al confine” dei giovani musulmani nati e cresciuti nel barrio Príncipe Alfonso.
La quantità dei sopralluoghi di Brunetti – quattro in tutto, realizzati tra il luglio 2023 e l’aprile 2025 – restituisce una prima misura della difficoltà nel trovare un linguaggio capace di raccontare, senza banalizzarla, la delicata situazione dei giovani del barrio Príncipe Alfonso. Nati in periferia, condizione già di per sé potenzialmente sfavorevole, i ragazzi e le ragazze vedono la propria esistenza ulteriormente compromessa da fattori sociali e culturali che, a Ceuta, rendono il loro futuro una costante sfida in salita. Ancora prima di parlare o camminare, i giovani musulmani imparano cosa significhi vivere “sulla soglia”, ai margini di una città frammentata.

Ceuta è, infatti, un’enclave autonoma spagnola di 80.000 persone su suolo marocchino, un “territorio straniero dentro un altro paese”, un piccolo lembo di terra affacciato sul Mediterraneo dove si incontrano – e purtroppo spesso si scontrano – culture, tradizioni e religioni diverse. La città vanta anche un triste primato: il più alto tasso di disoccupazione in Europa, piaga che raggiunge il 30% circa della popolazione. All’interno di questa cornice, l’obiettivo di Brunetti si focalizza sulla porzione geografica ancora più circoscritta del barrio, abitata in prevalenza da persone di origine marocchina di religione musulmana e nota alla comunità come luogo pericoloso, flagellato da continue lotte intestine e atti di criminalità.

Lontano dalla visione più diffusa nell’opinione pubblica, la rara sensibilità di Brunetti lo conduce a rivolgere lo sguardo verso chi nasce, suo malgrado, in questi “non-luoghi” marginali, svelando come la speranza e l’ascolto possano contribuire a cambiare il corso di storie che sembrano già scritte. Con il supporto di un fixer (l’interprete che accompagna e introduce il fotografo agli abitanti del barrio) Brunetti instaura con i giovani un rapporto di fiducia, fatto di pazienza, cura e rispetto: è qui che nasce Inshallah. Gli scatti raccontano le storie di un bambino di dieci anni e di ragazzi e ragazze poco più che adolescenti, che hanno dai diciotto ai ventidue anni. Quelli che emergono sono racconti fatti di dubbi, paura e ansia per il futuro, ma anche di speranza e desideri da realizzare.

Nonostante l’ombra della criminalità e le condizioni economiche e sociali sfavorevoli li spingano costantemente verso il baratro, i ragazzi e le ragazze del barrio sognano, proprio come ogni altro giovane di vent’anni. C’è Mariam, che porta avanti con tenacia il suo percorso formativo per diventare professoressa d’inglese, Hadil, che vuole intraprendere una carriera come calciatore e allenatore e Abdelmoemen, in arte “Momacha”, che scrive canzoni per coronare il sogno di diventare un cantante famoso. Il senso di precarietà che permea le loro esistenze viene sottolineato dalla dualità del paesaggio naturale di Ceuta: da un lato, il mare, simbolo di libertà, ma anche di insidie nascoste; dall’altro, Valla, la doppia recinzione in filo spinato – finanziata principalmente grazie ai fondi dell’Unione Europea – che separa Ceuta dal Marocco, delimitando un confine materiale, violento e invalicabile.

Ma i sogni dei giovani musulmani sono più forti di qualsiasi barriera e, come il ramo di agave immortalato da Brunetti, si arrampicano sulle pareti spinose, sfidando ogni ostacolo nella forma più pura e ribelle della libertà. Perché, “Inshallah” – come esclama Mariam sorridendo quando le viene augurato di coronare il suo sogno di diventare professoressa – l’areoplanino di Yussef riuscirà ad oltrepassare i confini del filo spinato e si dirigerà dove un futuro migliore del presente li attende.

Foto copertina: Nicolas Brunetti, Inshallah, 13, 2023-2025, Courtesy l’Artista e Lara Gaeta

