Auditorium Manzoni; inaugurata la stagione sinfonica

Le porte dell’Auditorium Manzoni, sede del Teatro Comunale di Bologna, si sono aperte al 2026 con un concerto dall’unicità distintiva. La serata di sabato 10 gennaio 2026 ha dato il via alla ricca proposta culturale prevista dalla stagione sinfonica di quest’anno, proponendo dei brani eseguiti nientemeno che da Ton Koopman, il cui debutto sul palco del Manzoni è stato accuratamente preparato con opere di Mozart e Hadyn. 

Per celebrare l’apertura al nuovo anno e la significativa ricorrenza del 270esimo compleanno di Wolfgang Amadeus Mozart, il concerto d’apertura della stagione sinfonica 2026 è stato studiato sulla proposizione di due opere dell’autore austriaco, la Serenata notturna n. 6 in re maggiore KV 239 e la Messa dell’Incoronazione in do maggiore KV 317, considerato uno dei capolavori del repertorio sacro mozartiano. 

L’oculata scelta di inserire fra queste due opere dell’enfant prodige austriaco la Sinfonia n. 100, meglio nota come la “Militare”, del maestro tedesco Franz Joseph Haydn ha raccordato l’espressività musicale fra i brani caratterizzata dalla ripresa della maestosità tipica del primo movimento della Serenata Notturna ed inframezzata da momenti di quiete e misura scanditi dai minuetti e dagli adagi presenti nei brani successivi.

La valorizzazione dei motivi musicali presenti nelle due opere, in programma per la prima parte della serata, ha concesso a Koopman di esprimere tutto il magistero della sua direzione, che mettendo in risalto gli archi nel momento del quartetto per la Serenata e l’abile gestione delle percussioni ‘’alla turca’’ nella Militare, ha non solo caratterizzato un’esecuzione precisa e puntuale, ma è anche stata in grado di divertire alle chiuse d’ogni pezzo. Sì, poiché non solo il direttore per tutta la serata ha mostrato un appassionato senso di coinvolgimento emotivo, ma ha anche studiato un modo per sciogliere il pubblico in un lieto sorriso. Un colpo di timpano inaspettato alla chiusa di ciascuno dei tre movimenti della Militare e un conseguente dissimulato stupore nei gesti e nello sguardo, incrociati fra direttore e strumentista, ha sorpreso e divertito il pubblico poi espressosi in durevoli applausi.

La seconda parte dello spettacolo, la cui pianificazione su carta previde la sola esecuzione della KV 317 di Mozart, è stata a sua volta oggetto di modifica da parte dell’allegro direttore, il quale ad insaputa del pubblico ha preparato, con l’Orchestra ed il Coro del Teatro Comunale, una sorprendente Ave Deum, che ancora una volta ha tenuto il pubblico sospeso in quell’aura di solenne sacralità indotta dal suono posato degli strumenti e dal canto corale in latino ecclesiastico. Sospensione che non ha tardato a tramutarsi in entusiasti applausi.

Tornando al pezzo forte della serata diretta da Ton Koopman. La Messa dell’Incoronazione di Mozart, è stato uno dei rari esempi di rappresentazione barocca per eccellenza, orchestrata da un maestro riconosciuto a livello internazionale per la passione rivolta a quel genere musicale (nonché per la fondazione dell’Amsterdam Baroque Orchestra and Choir). La scansione puntuale operata nell’alternanza pedissequa fra maestosi, allegri ed adagi e la valorizzazione millimetrica perpetrata nei confronti della delicatezza delle voci soliste, del soprano Suzanne Jerosme, del mezzo soprano Lara Morger, del tenore Kieran White e del basso Peter Harvey, ha messo in luce la splendida misura che questo esperito direttore europeo è in grado di mostrare con il suo lavoro in accordo all’orchestra. 

Una serata quindi di maestoso trionfo per il Teatro Comunale di Bologna che si riconferma essere sulla vetta della selezione musicale per ricerca e rappresentazione, tanto da aspetti che sicuramente non mancheranno ai prossimi appuntamenti previsti per l’anno 2026, che ci riporta sempre più vicini al Bibiena in Piazza Verdi, un viaggio di ritorno verso casa.

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