Il percorso “di traverso” dell’arte alla de’ Foscherari

La collettiva Di traverso, a cura di Enrico Camprini, è il nuovo progetto espositivo della storica galleria de’ Foscherari con opere di Luca Bertolo, Giuseppe De Mattia, Enej Gala, Eva Marisaldi e Liliana Moro, artiste e artisti di generazioni diverse qui uniti in un dialogo che oscilla tra attese forzate e comunicazioni interrotte, visitabile fino al 20 settembre. 

La mostra si apre con Omissioni, istallazione composta da una coppia di mani, una di fronte all’altra come allo specchio che si guardano mantenendo sempre la stessa posa e si muovono in sincronia replicando all’infinito gesti uguali in ciò che il curatore definisce «un eterno gioco senza esito risolutivo». L’istallazione riprende un video omonimo realizzato nel 1998 in cui veniva documentata in loop la medesima azione. L’autrice è Eva Marisaldi, artista bolognese nata nel 1968 già legata alla de’ Foscherari che ne ha ospitato alcuni anni fa, tra il 2017 e il 2018 la bella personale Surround, in cui, spingendo al limite il suo consueto binomio tra minimalismo e profondità, si sono avvicendate opere di medium diversi come disegni, oggetti, suoni e immagini animate.

Liliana Moro, Il sé è un soggetto nomade, 2025, borsa, carta, cemento, torcia a luce gialla, audio, foto di Sara Cosimini
Liliana Moro, Il sé è un soggetto nomade, 2025, borsa, carta, cemento, torcia a luce gialla, audio, foto di Sara Cosimini

Seguono nel percorso i Sign di Luca Bertolo (coetaneo di Marisaldi), quattro quadri fissati a delle aste e appoggiati alla parete, un monocromo grigio su tavola, una “b” tracciata in corsivo su un piatto utilizzato come superficie pittorica e due tele al cui centro – puntinata in un caso, posta su un finto foglio in trompe l’oeil nell’altro – emerge la parola “No”. Questi “segni” o “cartelli” sembrano essere «in attesa – sempre secondo Semprini – che qualcuno si faccia coraggio e li sollevi, portando questi bizzarri cartelli in strada, o su e giù per la galleria, come in qualche sorta di indefinita manifestazione politica». 

Il sé è un soggetto nomade di Liliana Moro, artista milanese nata nel 1961 e anche lei protagonista nel 2018 di una bellissima personale alla de’ Foscherari dal titolo Underflow, è invece una composizione di diversi oggetti di piccole dimensioni: una borsetta dall’aspetto vintage da cui emerge quasi impercettibilmente il russare di un uomo, ritagli da giornali impilati in due mazzi di figurine, un blocchetto di cemento della stessa misura e una piccola torcia che illumina il tutto con una fioca luce giallognola. Come definito dal curatore, questo «bizzarro kit di sopravvivenza» riverbera al centro della sala quello stesso stato di sospensione e di attesa evocato da Bertolo e Marisaldi.

Di traverso, installation view, Galleria de’ Foscherari, foto di Francesco Ribuffo
Di traverso, installation view, Galleria de’ Foscherari, foto di Francesco Ribuffo

Si cambia un po’ registro con Nutcracker di Enej Gala, l’artista più giovane del gruppo, slovena classe 1990, che interpreta in chiave satirica e anti-machista (non ne abbiamo mai abbastanza, diciamolo) la novella dello Schiaccianoci e riporta il protagonista della storia – utensile tramutato in principe azzurro – alla sua veste originaria, trasformandolo però in una scultura a tenaglia che invita lo spettatore maschile a compiere un gesto di automutilazione, paradossalmente proposto come prova eroica di estremo coraggio. 

Giuseppe De Mattia (1980) invece, prende spunto da un mito apocalittico legato alla cultura precolombiana secondo cui gli oggetti, alla fine del mondo, si sarebbero rivoltati contro i loro utilizzatori e con Rivolta del primo oggetto immagina che un washboard (utensile per fare il bucato a mano, riadattato a strumento di percussione blues, jazz e cahun) si ribelli all’uso che gli esseri umani gli hanno nel tempo attribuito iniziando a piegare instancabilmente centinaia di fogli replicando la propria forma fino a saturare il muro davanti a sé. Tra di essi ci sono anche alcuni bozzetti di De Mattia: ormai irrimediabilmente deformati dalla plissettatura coatta, i disegni raffigurano oggetti del desiderio come orologi, monete da collezione, auto, abiti.

Di traverso, installation view, Galleria de’ Foscherari, foto di Francesco Ribuffo
Di traverso, installation view, Galleria de’ Foscherari, foto di Francesco Ribuffo

Conclude il percorso il libro d’artista Ex – L’ordine del discorso di Bertolo, riscrittura integrale di un vecchio albo di Tex sulle cui immagini l’artista è intervenuto in minima parte lasciandone inalterata la sequenza, consultabile in mostra all’interno di uno scomodo privé. 

“Di traverso” descrive essenzialmente l’andamento di questa mostra, chiaramente non lineare bensì oscillante tra «uno stato di attesa e di sospensione – e – di attività, di trasformazione e di ludica ribellione dall’altro», tra orizzonti liberi e vicoli ciechi, ma non è poi sempre così? 

Immagine di copertina: Eva Marisaldi, Omissioni, 2024, Pla, computer, software, guanti, legno, foto di Francesco Ribuffo

Lara De Lena

Lara De Lena

Laureata in Lettere moderne, si specializza nel 2017 in Beni storico artistici con una tesi in arte contemporanea. Dallo stesso anno collabora con il CUBo.

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