La Project Room del Mambo ospita l’artista lituano Kipras Dubauskas

Dal 16 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026, la Project Room di Mambo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (Via Don Giovanni Minzoni, 14) ospita Kipras Dubauskas. Pirogenia. Folla e demoni, prima personale in un’istituzione museale italiana dell’artista lituano Kipras Dubauskas. Il progetto, realizzato da Nos Visual Arts Production e curato da Elisa Del Prete e Andrea Pastore, rientra nel programma Cultura Lituana in Italia 2025-2026, iniziativa culturale che, nell’anno in corso, promuove l’arte e la cultura lituana in Italia attraverso una ricca offerta di mostre, performance, residenze d’artista, e molto altro ancora.

«Verrà un tempo in cui gli uomini impazziranno e quando vedranno qualcuno che non è pazzo, lo attaccheranno, dicendo: “Sei pazzo, non sei come noi”». Con questa profezia apocalittica di Sant’Antonio Abate, tratta dagli Apophthegmata Patrum (Detti dei Padri del Deserto), ha inizio Firestarter, pellicola in 16mm alla quale Dubauskas ha lavorato a partire dal 2021 durante una residenza di ricerca a Bologna, su invito di Nos Visual Arts Production – studio specializzato nella progettazione, produzione e promozione di progetti di arte contemporanea – e di Mambo.

Kipras Dubauskas, Firestarter, film still, 2024, Courtesy Settore Musei Civici Bologna

Il film, girato tra Italia e Lituania, costituisce il cuore pulsante della mostra, attorno al quale si sviluppa l’intera narrazione; rappresenta il capitolo finale di una trilogia nata durante la pandemia da Covid-19, in cui Dubauskas indaga il tema del soccorso e le sue molteplici declinazioni nella società contemporanea. Nei due capitoli precedenti – 36 Chambers (2019) e Daynighting (2020) – la narrazione ruotava rispettivamente attorno ai corsi d’acqua superficiali e all’esplorazione dei luoghi sotterranei. Il terzo capitolo, Firestarter, rappresenta la sintesi di questa indagine sul soccorso, integrando gli elementi considerati in precedenza e trasformandoli in un racconto in cui il fuoco assume la valenza ambivalente di simbolo di distruzione e rigenerazione al tempo stesso. Con questa trilogia, Dubauskas riflette sul significato di essere “salvati” oggi, non solo sul piano fisico, ma anche sociale e spirituale, attraverso una narrazione in cui l’architettura urbana di Bologna si trasforma in possibili vie di fuga: dai tunnel sotterranei ai canali, passando per i suggestivi portici fino agli spazi industriali.

Kipras Dubauskas, Firestarter, film still (III), 2024, Courtesy Settore Musei Civici Bologna

Ispirandosi alla leggenda di Sant’Antonio Abate – il santo eremita che si spinse alle porte dell’Inferno per rubare il fuoco da donare agli esseri umani – Dubauskas costruisce una vera e propria parabola moderna, utilizzata come escamotage per affrontare apertamente le crisi ambientali, politiche e spirituali della nostra epoca. Attraverso una pratica interdisciplinare che intreccia cinema analogico, installazione, scultura, architettura e partecipazione urbana, l’artista dà vita a una storia locale che unisce due identità separate solo geograficamente: Bologna, città che lo ospita e a cui è profondamente legato, e Vilnius, suo paese natale. La dimensione folkloristica si intreccia a quella simbolica, dando forma a una narrazione contemporanea in cui l’essere umano – e la folla, con i suoi pregi e difetti – torna a essere protagonista.

Kipras Dubauskas. Pirogenia. Folla e demoni, Installation View (III), Foto di Luca Finotello, Courtesy Comune di Bologna, Settore Musei Civici, Mambo – Museo d’Arte Moderna di Bologna

Il visitatore si trova immerso in uno spazio volutamente inospitale, dove la sensazione di sicurezza è sospesa: un vero e proprio “mondo alla deriva”. Le opere degli artisti e delle artiste che collaborano con Kipras Dubauskas emergono dalla penombra come rivelazioni improvvise, inducendo una condizione di costante allerta. Al centro dello spazio domina un camion dei vigili del fuoco dato alle fiamme, che, da simbolo universale di salvezza, si trasforma in un oggetto inerme, vittima di un atto distruttivo. La figura del pompiere assume un ruolo centrale nell’universo sospeso di Dubauskas: come un moderno Sant’Antonio Abate, veglia sull’essere umano proteggendolo dalla devastazione implacabile del fuoco.

Kipras Dubauskas, Firestarter, film still (II), 2024, Courtesy Settore Musei Civici Bologna

Tuttavia, nella narrazione dell’artista anche il protettore sembra vulnerabile; da qui prende avvio un lungo percorso di esplorazione che, partendo dalle zone industriali di Vilnius, si spinge ripetutamente nelle viscere di Bologna, alla ricerca di un luogo sicuro e protetto. Tutto ha inizio con un’incursione di Dubauskas e dei curatori della mostra a Macerata Campania, durante la tradizionale festa di Sant’Antonio Abate, evento che accende la scintilla per lo sviluppo dell’intera narrazione.

Kipras Dubauskas. Pirogenia. Folla e demoni, Installation View, Foto di Luca Finotello, Courtesy Comune di Bologna, Settore Musei Civici, Mambo – Museo d’Arte Moderna di Bologna

Nella visione di Dubauskas, Vilnius e Bologna sono collegate da una ramificazione di canali sotterranei, come se fossero uno stargate, creando una dimensione ideale priva di confini o luoghi inaccessibili. Con Kipras Dubauskas. Pirogenia. Folla e demoni, l’artista non si limita a offrire un’esperienza visiva: diventa veicolo di un’interrogazione urgente, sospesa tra realtà e mito, sul sottile confine tra follia e ragione, tra caos e rigenerazione. In questo contesto, la “pirogenia” – la capacità dell’uomo di controllare o meno il fuoco – si rivela la chiave interpretativa centrale per comprendere appieno l’intera narrazione.

Foto copertina:Kipras Dubauskas, Firestarter, film still (II), 2024, Courtesy Settore Musei Civici Bologna

Sara Cosimini

Sara Cosimini

Storica dell'arte specializzata in Beni Storico-Artistici all'Università di Bologna. I suoi interessi principali sono incentrati sull'arte contemporanea.

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