Palazzo d’Accursio; “Azzurro fragile, i calanchi delle argille azzurre nell’arte contemporanea”

Azzurro fragile. I calanchi delle argille azzurre nell’arte contemporanea è il suggestivo titolo della mostra inaugurata lo scorso 14 marzo 2025 nelle sale delle Collezioni Comunali d’Arte di Palazzo d’Accursio (Piazza Maggiore, 6). Il progetto espositivo itinerante, a cura di Matteo Zauli e promosso dal Settore Musei Civici in collaborazione con il Museo Carlo Zauli di Faenza (via della Croce, 6), intende approfondire la tematica dei calanchi azzurri, le formazioni geologiche naturali che solcano il vasto e diversificato territorio compreso tra i Comuni di Cesena e Castel San Pietro Terme.

Attraverso le opere di importanti artiste e artisti internazionali che hanno vissuto o vivono tutt’ora in queste aree, la mostra, visitabile fino al 22 giugno 2025, propone un itinerario emozionale e fisico nel vivo di questo cangiante paesaggio, tanto unico quanto delicato. 

“Azzurrigno terren di mare”: è con queste parole che Leonardo da Vinci definisce i calanchi romagnoli, in un taccuino che diventerà poi il prezioso codice Hammer. Siamo nel 1503 e Cesare Borgia, fresco della nomina di Duca di Romagna, si rivolge all’artista toscano per progettare una riqualificazione delle strutture difensive. Leonardo rimane profondamente affascinato dalle specifiche dei calanchi, i depositi argillosi formatisi a seguito del ritiro delle acque nelle zone collinari che precedono gli Appennini, memoria primordiale di un mare preistorico. Nelle pagine del suo diario, Leonardo annota le caratteristiche di questa terra straordinariamente malleabile e dalla naturale vocazione fittile, perfetta per realizzare oggetti di uso quotidiano, come i boccali e i vasi. Ciò che è indubbio, è che Leonardo non sia stato il solo a restare ammaliato dagli scorci romagnoli di quelle che, a partire da quel momento, verrano definite Argille Azzurre; nel corso dei secoli, tantissimi artisti e artiste studiano questo paesaggio unico e si misurano con le sue forme, scoprendo, ad ogni sguardo, nuovi richiami.

Riccardo Calamandrei, I calanchi tra storia, arte e natura (frame video), 2021, Courtesy Bologna Musei
Riccardo Calamandrei, I calanchi tra storia, arte e natura (frame video), 2021, Courtesy Bologna Musei

Ed è proprio da queste suggestioni che nasce il progetto di Azzurro Fragile; le forti alluvioni che negli ultimi anni hanno colpito e ricodificato, suo malgrado, il paesaggio emiliano-romagnolo, hanno lanciato un chiaro segnale di allarme di una situazione al limite e del conseguente bisogno di un maggiore rispetto da parte dell’uomo nei confronti della natura. Come a volte accade, le esperienze traumatiche diventano il punto di partenza per la nascita di nuove opportunità e consapevolezze. Così è stato per “Immanente. L’arte di Faenza riplasmata dall’acqua”, la mostra organizzata a pochi mesi di distanza dalla prima alluvione del 2023 dal Comune di Bologna e il Museo Carlo Zauli – una delle tante realtà che di quell’evento porta ancora le cicatrici – prima espressione di un importante progetto sottoscritto tra Bologna e Faenza di ricerca, divulgazione e valorizzazione della cultura della ceramica nata in seno ai calanchi.

Azzurro Fragile, Veduta allestimento (III), Courtesy Sara Cosimini
Azzurro Fragile, Veduta allestimento, ph. Sara Cosimini

Azzurro Fragile rappresenta il secondo capitolo di questa importante presa di coscienza; Francesco Nonni, Sergia Avveduti, Riccardo Calamandrei, Italo Zuffi, Gruppo Fotografia Aula 21 e Noriko Yamaguchi, sono solo alcuni nomi dei numerosi artiste e artisti che si sono confrontati con le specifiche del paesaggio romagnolo, tracciando una vera e propria geografia emozionale dell’ambiente delle Argille Azzurre, a cui tutti, per nascita o adozione, si sentono indissolubilmente legati.

La mostra, articolata in tre sezioni, propone un percorso che si apre con un’esaustiva introduzione documentaristica sulle specifiche dei calanchi e termina con una sezione sperimentale di opere site specific realizzate attraverso diverse tecniche espressive, passando per la sezione storica, dove, tra le altre, sono esposte due opere scultoree del faentino Carlo Zauli, nelle quali ritroviamo gli echi della matericità intrinseca dei calanchi. Azzurro Fragile rientra nel Festival dei Calanchi e delle Argille Azzurre, ideato dal Museo Carlo Zauli insieme al Comune di Faenza, giunto nel 2025 alla sua quarta edizione.

Azzurro Fragile, Veduta allestimento (I), Courtesy Sara Cosimini
Azzurro Fragile, Veduta allestimento, ph. Sara Cosimini

Il progetto ha una missione ben precisa: valorizzare lo sfaccettato patrimonio naturale dei calanchi, in una mappatura che comprende diversi territori, andando a creare un vero e proprio Parco Culturale tra Forlì, Faenza, Brisighella, Riolo Terme, Castel Bolognese, Imola e Castel San Pietro. L’augurio è che Azzurro Fragile sia solo una delle tante iniziative future volte a sensibilizzare sull’importanza delle architetture naturali di un paesaggio delicatissimo come quello delle nostre Argille Azzurre, che merita di essere tutelato nella sua unicità.

Azzurro Fragile, Veduta allestimento (II), Courtesy Sara Cosimini
Azzurro Fragile, Veduta allestimento, ph. Sara Cosimini

 

Foto copertina: Francesco Nonni Calanchi dell’Olmatello 1920 ca.-Courtesy Bologna Musei.

Sara Cosimini

Sara Cosimini

Storica dell'arte specializzata in Beni Storico-Artistici all'Università di Bologna. I suoi interessi principali sono incentrati sull'arte contemporanea.

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