Pianofortissimo & Talenti
Lo scorso mese Bologna ha ospitato, nella suggestiva cornice del monumentale cortile dell’Archiginnasio, uno degli appuntamenti concertistici più attesi della rassegna estiva Pianofortissimo & Talenti. Tenutosi lunedì 6 luglio quale ideale concerto all’aperto del prestigioso cartellone del Bologna Festival, il concerto è stato realizzato col preciso intento di offrire la sua riscoperta del magistero cameristico di Antonín Dvořák per il pubblico bolognese. Ad esibirsi sul palco, dinnanzi a una platea interamente esaurita, era la neonata eccellenza del panorama cameristico emergente, il Trio Rinaldo, ensemble composto da Leonardo Ricci al violino, Rebecca Ciogli al violoncello e Lorenzo Rossi al pianoforte.
Offrendo un’esperienza sensoriale indimenticabile ai numerosi astanti prima ancora del cominciamento musicale, la serata si è aperta sotto una cornice ambientale stupenda. I colori di un tramonto estivo infuocato hanno tinto il cielo d’arancio vivido, puntinato dal volo radente dei rondoni, dipoi col progressivo intensificarsi della musica, l’atmosfera si è fatta vieppiù immersiva, complici i sapienti giochi di luce allestiti dagli operatori per le diverse fasi dello spettacolo. Tali espedienti cromatici sono stati studiati con lo scopo di illuminare il Trio mutando costantemente tonalità nel corso delle esecuzioni, quasi a voler assecondare visivamente la profonda metamorfosi emotiva e la densità delle partiture ottocentesche. 
I brani proposti per la serata hanno avuto un fil rouge comune, cesellato attorno alle monumentali architetture musicali d’oltralpe e alla tradizione boema. L’apertura della scaletta ha focalizzato l’attenzione del pubblico sul Trio n. 1 in si bemolle maggiore op.21, componimento valorizzato immensamente dall’ottima coesione espressiva fra gli strumentisti. Una sintonia interpretativa assai rara, entro la quale ogni singolo strumento ha saputo ritagliarsi il proprio spazio d’elezione all’interno di una narrazione fluida e armonicamente coerente. Nel secondo movimento della composizione, l’ordinato Adagio molto e mesto, l’impeto esecutivo ha tuttavia giocato un piccolo scherzo alla violoncellista Rebecca Ciogli, che si è fatta sfuggire una fugace pizzicata di troppo alle corde dello strumento, recuperata con misura nel successivo terzo movimento, risultato in assoluto migliore dell’intero brano. L’avvincente Allegretto scherzando per Trio, eseguito con una pulizia tecnica millimetrica e totalmente privo della minima sbavatura, ha mostrato una precisione ritmica da manuale. In questa sezione, dapprima è emerso il lirismo del violinista Leonardo Ricci, capace di essere una vera e propria carezza con le note per mezzo di un suono morbido, dipoi la totale dedizione del pianista Lorenzo Rossi, apparso al pubblico completamente rapito dalla musica ed immerso in un’estasi interpretativa magnetica.
La seconda parte della serata ha visto l’esecuzione del complesso e celeberrimo Trio n.4 op. 90 meglio noto con il nome di Dumky, una pagina musicale notoriamente difficilissima per via dei continui sbalzi di tempo e di atmosfera in cui i giovani musicisti si sono brillantemente superati. Fin dal primo movimento, gli ascoltatori più attenti hanno notato come il violinista abbia applicato la sordina al ponticello, la parte centrale dello strumento, al fine di smorzare le vibrazioni naturali delle corde e conferire un effetto acustico intimo, ovattato e misterioso, perfetto per assecondare l’intrinseca natura malinconica della Dumka slava. Splendido, in questa complessa pagina, si è rivelato il pizzicato della violoncellista, che ha punteggiato i dialoghi con gli altri strumenti dimostrando una precisione percussiva e un calore timbrico di straordinaria caratura.
Chiusasi tra prolungate ovazioni del pubblico, la soirée ha mostrato appieno tutto il suo potenziale di suggestione emotiva grazie all’infiorettatura apposta dal Trio Rinaldo alla conclusione dello spettacolo. Gli strumentisti di fatto hanno eseguito un brano espressamente e intimamente romantico per il bis, il celebre Lied Liebst du um Schönheit del compositore austriaco romantico Gustav Mahler. Originariamente composto per voce e pianoforte sui testi poetici di Friedrich Rückert, il brano è stato qui presentato in una ricercata trascrizione per archi e pianoforte. Tale arrangiamento è stato realizzato in vista delle rassegne musicali del prossimo anno che commemorerà solennemente il centenario della morte dell’autore.

