Rimini, “La Settima Arte, Cinema e Industria” intervista al direttore artistico Roy Menarini

di Francesca Sibilla

Quali sono le tendenze, le sfide del presente e le prospettive future nel panorama cinematografico targato made in Italy? A raccontarlo Roy Menarini, docente dell’Università di Bologna e direttore artistico de La Settima Arte Cinema e Industria all’indomani della manifestazione riminese co-organizzata dal Dipartimento delle Arti dell’ateneo bolognese, Confindustria Romagna, Khairos-Cinema Fulgor e Comune di Rimini per offrire ai giovani e agli appassionati di tutte le età uno sguardo completo e inedito sul cinema italiano.

Una vera e propria festa del cinema di Rimini e di tutta la Romagna. Un grande evento realizzato con il coinvolgimento di imprese, istituzioni, enti e associazioni culturali che racconta l’arte cinematografica da una prospettiva inedita, quella del legame tra cinema e industria. È questa la cifra distintiva del La Settima Arte di Rimini, giunta, come in un gioco di parole, proprio alla sua settima edizione. Una scelta ben precisa, come sottolinea Roy Menarini, direttore artistico dell’iniziativa: «Mentre la maggior parte delle manifestazioni dedicate al cinema si concentra su registi e attori, La Settima Arte accende i riflettori sugli imprenditori e i professionisti dell’industria cinematografica, dal montaggio alla fotografia, dai costumi alla distribuzione. Non per questo dimentichiamo la dimensione artistica, ma anzi la arricchiamo con uno sguardo al contesto produttivo e culturale che rende possibile la magia del cinema».

La manifestazione, che si svolge a Rimini dal 2019, propone una settimana intensa di appuntamenti tra proiezioni, masterclass e incontri con i protagonisti del settore. Non mancano i premi, che pur senza la formula della competizione ufficiale, celebrano figure di spicco che si sono distinte del panorama cinematografico italiano. «Quest’anno, con il Premio Cinema e Industria 2025, abbiamo voluto riconoscere il contributo di chi, negli ultimi anni, ha saputo fare la differenza» spiega il direttore. Tra i premiati figurano Lorenzo Mieli, produttore di successi come l’ultimo film di Guadagnino e serie italiane come M – Il figlio del secolo, Roberto Proia, distributore storico che ha portato in Italia il meglio del cinema internazionale, soprattutto americano, autore anche di film cult italiani come Il ragazzo dai pantaloni rosa, la cui giovane regista, Margherita Ferri, ha ricevuto un riconoscimento speciale come miglior regista donna under 40».

Riconoscimenti anche a Stefano Ciammitti, costumista dei memorabili abiti di Diamanti di Ferzan Ozpetek e Daria D’Antonio, direttrice della fotografia di Parthenope, ultimo film di Paolo Sorrentino. Un premio speciale è andato a Cinedora per il film Vermiglio, grazie al lavoro della produttrice Francesca Andreoli. «Non è mancato infine un premio alla carriera al maestro Gianni Amelio, protagonista tra l’altro insieme a Pupi Avati, di uno dei momenti più memorabili del festival: sul palco hanno raccontato aneddoti divertenti e spiazzanti del loro percorso nel mondo del cinema realizzando un momento coinvolgente ed esilarante, seguito con grandi applausi e standing ovation da parte del pubblico» spiega Roy Menarini.

Oltre alla celebrazione dei protagonisti dell’industria e del cinema, La Settima Arte, ha dato spazio a temi cruciali e attuali come le difficoltà dell’industria cinematografica italiana. «Negli ultimi tempi si è parlato molto della crisi del settore – prosegue il docente Unibo – acuita dalla riduzione del sostegno pubblico. Il nostro presidente onorario, Pupi Avati, ha lanciato un appello accorato durante i David di Donatello, invitando a salvare il cinema italiano. Questo messaggio ha risuonato forte e chiaro anche durante gli incontri del festival, riminese, dove si è potuto toccare con mano il senso di preoccupazione per il futuro».

La partecipazione del pubblico agli appuntamenti è stata straordinaria, un pubblico trasversale che ha visto in prima fila gli studenti del campus universitario di Rimini, molti dei quali provenienti da corsi di studio in moda, attratti dal dialogo tra cinema e industrie culturali. La serata di apertura ha visto protagonista la stilista italiana Alberta Ferretti che ha ripercorso la sua carriera e il suo rapporto con il cinema e Federico Fellini, svelando i film che l’hanno maggiormente ispirata da Il grande Gatsby a La mia Africa a Ieri, oggi, domani. «La sala era gremita di giovani e appassionati di tutte le età con cui Alberta Ferretti ha saputo comunicare in modo diretto e accessibile», racconta il professore.

Durante tutta la settimana della manifestazione Rimini e dintorni sono diventati un polo vibrante di iniziative culturali con eventi paralleli dedicati all’universo cinematografico ospitati dai luoghi più iconici e suggestivi della città: il Fellini Museum, la Cineteca, i teatri Tiberio e Amintore Galli fino alle più moderne multisale. «Il territorio si sta arricchendo sempre di più, diventando un punto di riferimento per le arti visive e il cinema. La nostra ambizione è far sì che questi eventi si mettano in rete, collaborando per creare un unico grande palinsesto e percorso culturale» ha concluso Roy Menarini. 

In copertina Roy Menarini.

Le foto all’interno dell’articolo sono state scattate in diversi momenti della kermesse riminese. 

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