Memoria in Musica, il concerto del 2 agosto in Piazza Maggiore

Nella serata di domenica 2 agosto il Teatro Comunale di Bologna ha rinnovato il proprio profondo e indissolubile legame con la cittadinanza, proponendo al folto pubblico riunitosi nella cornice notturna della storica Piazza Maggiore il tradizionale evento in memoria delle vittime della strage della stazione del 1980. In tale occasione si è svolto il concerto finale del XXXII edizione del Concorso internazionale di composizione 2 agosto, affidato alla direzione magistrale del maestro Marco Angius, talento ampiamente stimato e apprezzato nel panorama internazionale per puntuale precisione e spiccata sensibilità verso le nuove partiture.

La bacchetta di Angius ha guidato con fermezza l’Orchestra e il Coro del Teatro Comunale attraverso le complesse trame sonore dei brani vincitori del concorso, introdotti e contestualizzati nel corso della serata nientemeno che da Nicola Campogrande, autore della novità operistica 2026 Olympia, che ha saputo offrire agli ascoltatori una chiave di lettura profonda ed esauriente. 

Volendo presentare un’overture civile come questa, è stato opportunamente ricordato come il concorso affondi le sue radici più autentiche nella necessità morale di trasformare il dolore collettivo in linfa creativa e in rigenerazione artistica. La prima parte della disamina sonora ha svelato i tre lavori vincitori di quest’anno, selezionati da una giuria d’eccellenza tra decine di partiture provenienti da ogni parte del mondo. Si è partiti con le note cariche di tensione drammatica dell’italiano Maichol Bondanelli, terzo classificato con il brano Disvelo, un’opera caratterizzata da una fitta trama polifonica, passando poi per la raffinata e geometrica ricerca timbrica del brano dell’iberico Teo Montero Rey, secondo classificato con Confractione confringetur terra, sino ad arrivare al lirismo mistico ed assoluto della partitura del vincitore, lo spagnolo Jorge Coll Navarro, autore della complessa pagina intitolata Exclamacion de Santa Teresa.

Nicola Campogrande. Ph Michele Lapini

Durante la spiegazione ideale dei passaggi e l’ascolto attento delle architetture strumentali, è emerso chiaramente come le nuove composizioni utilizzino le leggi dell’armonia per evocare tensioni interiori e profonde, in particolare, l’utilizzo drammatico delle sezioni vocali e corali, impreziosite dal contributo dei solisti Giulio Iermini e Anna Cimarrusti. Proprio in merito alla partitura vincitrice, la Cimarrusti ha condiviso con noi del Cubo la propria viva soddisfazione per aver avuto l’occasione di interpretare un brano inedito dalla notevole sensibilità umana.

‘’Una musica molto evocativa, che con questo testo, tratto dalla prima Exclamacion di Santa Teresa d’Avila, risulta veramente potente’’. 

Esplorando i confini di una scrittura a tratti sperimentale, che si apre con un particolare effetto materico assimilabile a uno scratch the sound iniziale e prosegue richiedendo una vocalità volutamente non estrema o eccessivamente impostata, la Cimarrusti ha evidenziato come la composizione di Coll Navarro si muova con sapienza entro una tessitura prevalentemente centrale. Questa scelta strutturale si rivela ideale per assecondare un tema di preghiera intimo e potente al tempo stesso, un percorso spirituale in cui chi prega chiede sinceramente di poter superare le imperfezioni umane e il timore del mondo ultraterreno. 

‘’Non si tratta affatto di una scrittura volta alla spettacolarizzazione fine a se stessa o alla pura ostentazione della potenza della voce – ha precisato la cantante Anna Cimarrusti – quanto piuttosto del nobile intento di mettere il canto e la declamazione interamente al servizio del testo e dell’intenzione evocativa dell’opera’’.

Il maestro Marco Angius – Ph Michele Lapini

La seconda parte della serata è stata dedicata all’esecuzione della Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60 di Ludwig Van Beethoben. Questa transizione non è stata vissuta dall’uditorio come un semplice e convenzionale cambio di programma o di registro storico, ma come un vero e proprio atto di nascita della speranza dell’autore, rivelando la straordinaria e cangiante ricchezza timbrica di una sinfonia troppo spesso compressa tra la monumentalità dell’Eroica e la fama della Quinta. La concertazione del maestro Angius ha saputo invece esaltare proprio la vitalità apollinea ed il rigore geometrico dei quattro movimenti, evidenziando il contrato tra il misterioso e cupo Adagio introduttivo e il travolgente, quasi dionisiaco Finale che ha trascinato la piazza in un plauso unanime. 

Tornando alla resa complessiva dell’evento, l’allestimento tecnico e fonico approntato in Piazza Maggiore ha favorito una prospettiva acustica e visiva estremamente moderna e godibile. Essa ha valorizzato l’uso preromantico dei fiati beethoveniani e la straordinaria capacità della musica di dipingere le emozioni più recondite dell’animo umano, amplificando le atmosfere evocate dal racconto sinfonico e dalle nitide riprese della diretta televisiva nazionale trasmessa sui canali di Rai5 e Rai Radio3.

Ph Michele Lapini

Dulcis in fundo, si segnala la grandissima e calorosa partecipazione dei giovani, degli appassionati e dei tantissimi studenti che hanno riempito la piazza in quella calda serata di agosto. Un pubblico eterogeneo e attento richiamato non solo dall’accessibilità e dalla totale gratuità di un evento di tale portata, ma anche dal profondo desiderio di condivisione culturale.

Si tratta di un’iniziativa virtuosa che, sulla scia delle politiche volte ad avvicinare le nuove generazioni al teatro musicale, riconferma l’alto valore formativo della memoria storica applicata all’arte contemporanea. In attesa di ritrovare la medesima affluenza, il medesimo spirito ed il medesimo entusiasmo nei prossimi appuntamenti della programmazione autunnale, il Teatro Comunale di Bologna si riconferma un autentico e insostituibile laboratorio in cui la musica si spiega dettagliatamente, si vive intensamente e si rigenera nel dialogo costante, fecondo e necessario col proprio tempo.

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