“Per Pirro e per Segno”: nasce l’Archivio Cuniberti

Pier Achille (detto Pirro) Cuniberti è considerato è uno dei maggiori esponenti dell’arte italiana del secondo dopoguerra. Per chi vuole conoscere il suo lavoro è possibile consultare online l’archivio a lui dedicato e leggere l’antologia ragionata delle sue opere, recentemente pubblicata da Quodlibet con la curatela del professor Pasquale Fameli.

La sua opera è ricordata anche per le numerose collaborazioni trasversali, in particolare nel campo dell’editoria (come non ricordare le illustrazioni per Stranalandia del compianto Stefano Benni, pubblicato da Feltrinelli nel 1984). Pur avendo fatto della pittura e del disegno i protagonisti indiscussi del suo linguaggio artistico – spesso accostato alla cosiddetta “linea fantastica” del Novecento – Cuniberti, nato a Padulle di Sala Bolognese nel 1923, si è dedicato anche al design, alla grafica pubblicitaria, alla fotografia e alle arti applicate. Il suo lungo e articolato lavoro è stato esposto in prestigiose sedi in Italia e all’estero – da Bologna a Milano, da Roma a New York, Berlino, Parigi e Londra, ed è stato seguito con interesse da alcuni dei più rilevanti critici e storici dell’arte italiani, tra cui Paolo Fossati, Dario Trento, Claudio Cerritelli, Flavio Caroli, Renato Barilli, Tommaso Trini e Andrea Emiliani.

Copertina di Stanalandia di Stefano Benni, illustrata da Pirro Cuniberti

‘Per Pirro e per Segno’ – di cui abbiamo già parlato in occasione del centenario dalla nascita dell’artista (qui) – segna un passaggio successivo alla fondazione dell’omonima associazione culturale nata per salvaguardare e promuovere l’opera dell’artista bolognese attraverso la costituzione dell’archivio. 

Presieduto dalla figlia Barbara Cuniberti, l’Archivio – come l’associazione culturale – vanta Alessandro Bergonzoni come vicepresidente, la moglie dell’artista Lalla come presidente onorario e le altre due figlie Monica e Mea come co-fondatrici.

È stato recentemente pubblicato da Quodlibet il volume Una questione di segni. Pirro Cuniberti: antologia della critica, che raccoglie oltre cinquanta scritti, tra testi di presentazione e saggi, che nell’arco di sessant’anni hanno accompagnato, commentato e interpretato l’opera di Pirro Cuniberti. Il volume è stato curato da Pasquale Fameli, ricercatore senior presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna ben noto al nostro Circolo, che ha conversato con noi su questo ambizioso e bellissimo progetto.

Come è noto, dietro la realizzazione dell’Archivio c’è un lavoro continuo di conservazione e schedatura avviato in famiglia prima di tutto dalla moglie Lalla, ma quando nasce il progetto nei suoi aspetti più concreti? Quale è stata la molla che dall’Associazione “Per Pirro e per segno” porta alla realizzazione dell’Archivio e della relativa pubblicazione? Ci sono state sollecitazioni esterne o è una naturale prosecuzione di un lavoro che dalla dimensione familiare passa a quella pubblica?

«L’antologia è nata dall’esigenza di avviare una riflessione organica e sistematica sulla produzione dell’artista. In oltre sessant’anni di attività Cuniberti ha suscitato l’interesse di tanti critici importanti, a partire da Francesco Arcangeli, che lo presenta alla sua prima personale nel 1957. Sfilano i nomi di Renato Barilli, Pier Giovanni Castagnoli, Enrico Crispolti, Andrea Emiliani, Paolo Fossati, Marilena Pasquali, Elena Pontiggia, Claudio Spadoni, Roberto Tassi, Marisa Vescovo e tanti altri. Dagli anni Ottanta in poi Claudio Cerritelli e Dario Trento diventano i più attenti interpreti dell’opera di Cuniberti: a firma loro sono infatti i testi e i saggi a carattere più sistematico, volti a sondare ampie sezioni del suo lungo e fruttuoso percorso. L’augurio è che questa antologia stimoli l’interesse di tanti studiosi d’arte contemporanea di nuova generazione, producendo riflessioni ulteriori e riletture».

Pirro Cuniberti e sua moglie nel 2010, courtesy Biblioteca Sala Borsa

L’Archivio custodisce l’intero corpus di opere dell’artista. Trattandosi di un corpus tanto grande quanto eterogeneo – pittura, disegno ma anche design, grafica pubblicitaria, fotografia e arti applicate – quali sono stati i problemi con cui vi siete scontrati nel vostro lavoro di schedatura?  

«Credo che uno dei principali problemi coincida con uno degli aspetti più stupefacenti dell’artista, la sua produttività alacre e feconda, attestata dalle innumerevoli cartelle di disegni. Le variazioni attorno a una stessa idea disegnativa sono numerose e tutte valide. Vi è poi il problema della disseminazione di questi disegni in tantissime collezioni private: le case bolognesi (e non solo) sono piene di disegni di Cuniberti. La produzione relativa al design e alle arti applicate costituisce un aspetto interessantissimo che merita di essere approfondito. Sveva Carnevale, che ha curato gli apparati dell’antologia, ha già avviato questo lavoro facendo tanto e sta proseguendo con le ricerche per arrivare a uno studio esaustivo».

Concetto Pozzati e Pirro Cuniberti alla mostra Tre Progressioni 35 anni dopo “Cuniberti, De Vita e Pozzati”, 1998, courtesy Galleria de’Foscherari

Quali sono i progetti futuri, se ce ne sono e se potete parlarne, collegati all’Archivio?

«Tra i prossimi progetti c’è quello relativo a un volume sulle tele dell’artista, una produzione relativamente circoscritta, perché Cuniberti, almeno a partire i primi anni Settanta, ha prediletto quasi esclusivamente la dimensione più sottile e raffinata del disegno. Attualmente si contano circa centottanta tele, tra quelle note finora. Sarà un volume ricco di immagini (alcune delle quali inedite) che coinvolge vari autori con diversi approcci critici. Questo permetterà di allargare la riflessione rispetto a un artista fortemente legato alla città di Bologna che però ha dimostrato una grande apertura internazionale, in particolare negli anni Sessanta. Il mio saggio verterà proprio sulle relazioni tra le soluzioni di Cuniberti e la pittura internazionale, informale e postinformale, degli anni Sessanta, per dimostrare il grado di aggiornamento e di attualità di cui questo raffinato artista bolognese è stato capace».

Sappiamo che l’Archivio nasce senza scopo di lucro e con la finalità di rendere accessibile ad un pubblico più ampio il corpus di opere di Cuniberti e con esso sensibilizzare all’importanza di questo patrimonio visivo, critico e documentario. Che cosa, a vostro avviso, rende questo artista e il suo lavoro così interessante?

«Sicuramente l’inventiva disegnativa, di cui Cuniberti ha dato ampia dimostrazione, con soluzioni sofisticate e divertenti, improntate alla lezione di Paul Klee e di Sebastian Matta, cui si aggiunge un particolare processo di reinvenzione della scrittura alfabetica interno alle immagini. Molta arte del Novecento ha lavorato sul rapporto tra scrittura e immagine, ma forse solo Cuniberti ha sviluppato tale rapporto in direzione di una spazialità complessa e polimorfa, disfacendo sistemi comunicativi codificati per intesserli in nuovi rapporti figurali: quasi una metafisica destrutturata e ironica del segno in tutte le sue possibili declinazioni».

Copertina dell’antologia curata da Pasquale Fameli

https://www.archiviopirrocuniberti.com/ 

Immagine di copertina: Pirro Cuniberti negli anni Sessanta, courtesy La Repubblica

Lara De Lena

Lara De Lena

Laureata in Lettere moderne, si specializza nel 2017 in Beni storico artistici con una tesi in arte contemporanea. Dallo stesso anno collabora con il CUBo.

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